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Monte Stallonara: una storia di degrado e lungaggini

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L’iter burocratico va avanti, anche se a rilento, ma la situazione rimane identica a due anni fa, senza fogne, strade e riscaldamento.

 

È un quartiere/cantiere che ha fatto parlare di sé spesso negli ultimi anni. Piano di zona B50 (rientranti all’interno della legge 167, edilizia residenziale agevolata con contributi della Regione Lazio) nel sito è prevista l’edificazione di svariati palazzi ad uso residenziale che stanno creando non pochi problemi. Si tratta di opere. Detentore della concessione è il Consorzio Monte Stallonara ma ogni decisione sul territorio e sulle opere di urbanizzazione e dell’Isveur Spa. Urlo già si era occupato della faccenda due anni fa ma da allora la situazione sembra essere immobile. Nel terreno dove dovrebbe sorgere il nuovo quartiere attualmente sono presenti palazzi abitati, edifici completati ma non ancora pronti ad accogliere i proprietari e abitazioni ancora in costruzione. Il motivo? La risposta è semplice: a Monte Stallonara non esistono opere di urbanizzazione primaria. Vale a dire che sono assenti fogne e allacci ai tubi del gas, strade, marciapiedi. Quasi impossibile abitarci. Monica Polidori, Presidente del Comitato di Quartiere Monte Stallonara fa parte dei pochi “fortunati” che da circa 3 anni sono riusciti ad entrare effettivamente in possesso dell’abitazione acquistata: il palazzo in cui risiede, e altri pochi edifici nei quali abitano circa una settantina di nuclei familiari, è riuscito ad allacciarsi ad una rete fognaria preesistente. Niente da fare invece per il gas, per quello si va avanti con le bombole interrate, arrivando a spendere circa quattro volte tanto rispetto al normale. Dell’illuminazione esterna, strade e marciapiedi neanche l’ombra. Per tutti gli altri, invece, la casa continua ad essere inagibile: è questa la drammatica situazione in cui si trovano a vivere centinaia di famiglie a partire dal 2007, quando il Piano venne approvato (del Piano di zona B50 si parla in realtà dal 2003). Dopo aver pagato una quota per entrare in cooperativa e acquistare l’abitazione sulla carta, molti sono i cittadini che si trovano ancora privi di una casa, sulla quale per assurdo sono anche costretti a pagare un mutuo, dovendo continuare a corrispondere un affitto altrove in attesa che il proprio appartamento sia dichiarato abitabile. Per assurdo alcuni cittadini, invece, si trovano a pagare mensilmente quote che servono a tamponare interessi passivi di fondi mai elargiti dalla Regione Lazio, soldi che ci spiega Monica, non sono computati nel calcolo del riscatto del mutuo e che le cooperative (e quindi i soci) hanno dovuto versare per non perdere il diritto a costruire. 

Dopo varie modifiche al Piano di zona, anche in seguito alla scoperta della presenza di varie discariche abusive sotterranee, nell’aprile del 2011, la situazione sembrava vedere la luce con l’approvazione di una delibera di Roma Capitale. I lavori sarebbero dovuti cominciare di lì a breve e sarebbero dovuti essere conclusi nell’arco di un anno e mezzo. In realtà non è accaduto niente di tutto ciò, ci racconta la Presidente del CdQ, per un vizio di forma legato alle fideiussioni bancarie. La paura all’epoca era che la situazione, apparentemente bloccata, sarebbe rimasta congelata ancora per svariato tempo e che si sarebbe dovuto attendere il 2012 per assistere all’inizio dei lavori. È triste riscontrare come a gennaio 2013 la situazione appaia ancora la stessa nonostante l’iter burocratico, se pur a rilento, sia andato avanti. Il 15 dicembre 2011 venne firmata la convenzione integrativa tra Roma Capitale e il Consorzio, nella quale venivano ribaditi, come nella delibera di aprile, la somma di oltre 5 milioni di euro per le opere primarie e il ruolo dell’Isveur. Il documento affidava al Consorzio l’individuazione della ditta per le opere di urbanizzazione in questione. I tempi – continua a raccontarci la Polidori – sono stati ulteriormente dilatati per la particolare natura della gara, una gara a ribasso di portata europea. Il timore di ricorsi al Tar da parte delle ditte escluse (che bloccherebbero ulteriormente una situazione ormai cristallizzata) potrebbe essere la ragione alla base della lentezza della procedura di valutazione dei requisiti presentati dalle ditte partecipanti al bando. Ad oggi sembrerebbe che sia stata individuata una ditta vincitrice dell’appalto, attualmente in fase di valutazione giustificativi. Risultato? Ulteriori ritardi. 

“Intanto chi abita a Monte Stallonara è costretto a vivere in un quartiere totalmente privo di marciapiedi e illuminazione, dove a rischio è la sicurezza del cittadino. Molti, ci racconta Monica, sono stati i furti negli appartamenti abitati”. La notte regnano le tenebre, gli inquilini dei palazzi cercano di ovviare al problema lasciando le luci dei balconi accese la sera, un vero e proprio faro nella notte per chi rincasa dopo il tramonto in un quartiere/cantiere dove le strade sono di fango e l’abbandono sembra il protagonista. “La sera per portare a spasso il cane siamo costretti ad arrivare in macchina a Ponte Galeria – racconta esterrefatta Monica – i più coraggiosi scendono in strada con la torcia”. Inoltre nella zona – nonostante una determina dei vigili urbani del 2009 lo vieti – continuano a transitare camion e tir che mettono a repentaglio la sicurezza degli automobilisti.

Abbiamo cercato di parlare con l’Assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, Marco Corsini, che però, nonostante le nostre insistenze, non ha rilasciato dichiarazioni, così come anche la diretta interessata, l’Isveur Spa.

Non possiamo fare a meno di chiederci come mai pare che la politica non affronti di petto una situazione che si mostra ai limiti della sopravvivenza. Tra i pochi che hanno preso a cuore Monte Stallonara c’è Giovanni Quarzo, Presidente Commissione Lavori Pubblici comunale, ci racconta Monica. Vengono indette infatti costantemente riunioni della commissione per fare il punto della situazione. L’abbiamo sentito: Quarzo ha posto l’accento sui ritardi sul Piano di zona determinati dalle varie e necessarie modifiche allo stesso e dall’assenza delle opere di urbanizzazione primaria, lavori a carico della stazione appaltante. 

Anche Augusto Santori, Consigliere Pdl al Municipio XV, ha parlato più volte dell’argomento: “Spero naturalmente anche in questo caso in un intervento del Sindaco Alemanno che possa fare le dovute pressioni all’Isveur affinché con il 2013 si proceda rapidamente all’assegnazione della gara e all’apertura dei cantieri, poiché di questo passo c’è il grosso rischio che neanche per il prossimo Natale si riuscirà a consegnare casa ai loro legittimi quanto sacrificati proprietari. Nella maggior parte dei casi – continua Santori – ad essere vittime di questo vergognoso fermo burocratico sono giovani coppie o famiglie che hanno deciso di andare a vivere nella Valle Galeria abbandonando le proprie vecchie abitazioni”. La situazione è molto grave, afferma Gianni Paris, Presidente del Municipio XV. L’ente territoriale è impotente ma “si è fatto promotore del trasferimento delle richieste dei cittadini agli uffici competenti del Campidoglio, ma tutti i processi interni per la realizzazione delle opere di urbanizzazione sono in gestione diretta del Consorzio” Il Presidente sottolinea il problema relativo alla sicurezza e seguita dicendo: “Non è concepibile che il Campidoglio non si interessi di un’area dove alcune persone si trovano a pagare le quote del Consorzio per la nuova casa e l’affitto di un’altra, perché non si sanno dare infrastrutture in tempi rapidi”.    

Anna Paola Tortora