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Monti dell’Ortaccio: l’Europa ci osserva

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Delegazione europea visita i luoghi dei rifiuti e incontra i cittadini.


Dopo la sospensione della procedura di infrazione grazie al ‘piano Lazio’, la Commissione Europea ha continuato a monitorare la situazione rifiuti della Capitale. Infatti il 29 ottobre scorso una missione, guidata dalla socialista olandese Judith Merkie, ha visitato i luoghi dei rifiuti romani. La visita degli europarlamentari è partita dalla discarica di Malagrotta per poi proseguire con l’area di Monti dell’Ortaccio, da mesi sotto i riflettori perché scelta da Sottile per ospitare il sito di stoccaggio provvisorio. Successivamente la delegazione ha incontrato i cittadini prima di spostarsi a Riano e all’impianto Ama di via Salaria. Al termine della visita la Presidente della commissione Petizioni, Erminia Mazzoni, in una nota ha dichiarato che “procedere con strumenti emergenziali non è compatibile con la legislazione europea.

Entro la fine dell’anno la commissione esecutiva degli europarlamentari valuterà se sia opportuno riaprire una procedura di infrazione”. Non siamo quindi fuori dai guai e non abbiamo risolto la questione dei rifiuti, mentre il patron Colari, Manlio Cerroni, si propone come ‘vice-commissario’ in quanto, a suo dire, è ‘quello che ne sa più di tutti’. L’arrivo della delegazione a Monti dell’Ortaccio è stata accolta dalle proteste degli abitanti che, contro la realizzazione della discarica, promettono barricate ad oltranza. Le osservazioni dei cittadini sono state accolte dai delegati europei, che hanno espresso solidarietà e preoccupazione, soprattutto in relazione alla condizione idrogeologica del sito. Il rischio a questo punto sarebbe quello di incorrere in una nuova procedura di infrazione a seguito della scelta nella Valle di Galeria. Il giorno seguente la delegazione ha incontrato il Ministro Clini e il Commissario Sottile, per il quale la scelta inevitabile resta Monti dell’Ortaccio: “Abbiamo esaminato tutto l’esaminabile. Nelle discariche della provincia di Roma non ci sono altre volumetrie adeguate”. La situazione dei rifiuti ha raggiunto un livello tragico per il Ministro, che prospetta iniziative ‘eccezionali’ da parte del Governo per evitare che le strade di Roma siano invase di rifiuti dopo la chiusura di Malagrotta il 31 dicembre prossimo. “Io faccio il ministro dal 2011 – dichiara Clini – la discarica di Malagrotta c’è da 40 anni. A Roma è sempre così, ogni proposta trova un’opposizione e nessuno si assume la responsabilità di scegliere, siccome il ministro dell’Ambiente non può tollerare l’idea che i rifiuti rimangano in strada, sceglieremo noi”. La strategia del Prefetto continua però a non convincere gli eurodeputati Roberto Gualtieri e Guido Milana, secondo i quali non sarà possibile trovare in soli 18 mesi una soluzione definitiva quando, da oltre un anno, si cerca un sito provvisorio, “e contestualmente – spiegano gli europarlamentari del Pd – nonostante la gestione commissariale, non sono migliorate né la raccolta differenziata, né il trattamento biologico meccanico”.

Anche le modalità di selezione dei siti hanno suscitato dei dubbi, con Milana che aggiunge: “Chiedo al Prefetto Sottile quale sia stato il criterio che ha portato a preferire il sito di Monti dell’Ortaccio a quello della Solfatara”, sito all’interno del Municipio XII che nei mesi scorsi era stato indicato come papabile da voci di corridoio presto smentite. Le risposte fornite dal Prefetto in questo incontro non convincono la delegazione, che chiedeva chiarimenti sul perché si preferisca la costruzione di una discarica temporanea all’utilizzo della piena capacità delle strutture di altri siti, fino ad oggi sottoutilizzati. Sembra inoltre irrisoria la convenienza di inviare all’estero i rifiuti non trattati, costruendo una discarica per 18 mesi per quelli trattati, anziché mandare tutto fuori Italia non costruendo alcuna discarica provvisoria. In una nota anche il Presidente del Municipio XV, Gianni Paris, ha commentato la visita della delegazione: “Pare proprio che ormai siano solo in tre a pensare l’improponibile: Cerroni, proprietario del terreno, il commissario Sottile e chi lo ha scelto per quel ruolo, ovvero il ministro Clini. Abbiamo portato il nostro contributo con gli atti di controllo compiuti a Monti dell’Ortaccio: il Municipio ha esposto ‘fatti’ perché per non bastano battaglie mediatiche o provocazioni. Sarà la Magistratura a decidere sulla legittimità dei lavori a Monti dell’Ortaccio per i quali non ci risulta alcuna autorizzazione”. Al 31 dicembre manca veramente poco e per risolvere il problema dei rifiuti manca troppo: una nuova proroga, purtroppo, non sembra essere così fantasiosa.

Leonardo Mancini