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Municipio XI: le opposizioni si preparano al voto di sfiducia

Il 9 aprile la votazione in aula, mentre voci di corridoio parlano già del Presidente Torelli come prossimo Delegato della Sindaca

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municipio xi seduta

MUNICIPIO XI – Le opposizioni in Municipio XI scalpitano, in vista della data del 9 aprile. È infatti prevista per martedì prossimo la seduta del Consiglio municipale in cui si discuterà la Mozione di Sfiducia nei confronti del Presidente Torelli. Il documento è stato presentato dai consiglieri d’opposizione il 15 marzo scorso, dopo la fuoriuscita dal M5s di Francesca Sappia. Con l’iscrizione della consigliera al gruppo misto si è quindi aperta la possibilità di crisi per il Movimento, non più in netta maggioranza all’interno del parlamentino. Nei giorni scorsi poi è arrivata la certezza che tutti e 13 i consiglieri d’opposizione avrebbero votato positivamente il documento, aprendo le porte al commissariamento dell’ente municipale. Un passaggio d’Aula delicato che, stando alle voci di corridoio, potrebbe anche vedere il minisindaco Torelli ottenere la carica di Delegato della Sindaca, come già successo in Municipio III dopo la caduta della maggioranza.

IL RUOLO DI DELEGATO – Quest’ultima ipotesi è stata fortemente criticata da parte di tutte le componenti dell’opposizione, che invece sperano in un segnale di netta discontinuità: “Ci auguriamo che dopo il voto di sfiducia si avvii subito un periodo di Commissariamento che non necessita per forza del nominativo del Presidente uscente”, hanno commentato il capogruppo di Fdi Valerio Garipoli, il consigliere Marco Palma e il coordinatore locale Federico Rocca, assieme al consigliere di Fi Daniele Calzetta. Che poi aggiungono: “Sarebbe una beffa per i cittadini ed un’ulteriore mancanza di serietà da parte del Sindaco Raggi nei confronti di un territorio che da mesi è ostaggio di una Maggioranza e Giunta M5S inefficace, inefficiente e deleteria”.

LA CAMPAGNA PER LA SFIDUCIA – Nei giorni scorsi il Pd ha lanciato una campagna tra i quartieri per far raccogliere i motivi della sfiducia, cercando anche di convogliare l’attenzione dei cittadini sulla politica locale. A parlare di questa iniziativa è il Segretario e consigliere del Pd Gianluca Lanzi: “Il 9 aprile, con l’approvazione della mozione di sfiducia, si concluderà l’esperienza fallimentare della Giunta Torelli, un’amministrazione incapace di affrontare e risolvere i problemi del nostro territorio. In questi giorni – racconta Lanzi – siamo impegnati in una campagna in tutti i quartieri per informare i cittadini della crisi del M5S municipale. Molti si avvicinano ai nostri banchetti per incoraggiarci e chiederci di mandarli a casa”.

IL GOVERNO DEL PARLAMENTINO – Uno degli ultimi scontri, questa volta tutto giocato sui social e a mezzo stampa, riguarda l’invito arrivato alle opposizioni di utilizzare questa congiuntura per dettare la linea attraverso gli atti presentati e approvati in Consiglio. Una possibilità, per quanto realistica, sicuramente poco appetibile per i consiglieri d’opposizione: “Ormai siamo al delirio – commenta duro il consigliere della Lega, Daniele Catalano – il presidente Torelli pur di difendere la poltrona accusa l’opposizione di non dare indicazioni politiche alla giunta. A noi piacciono le regole democratiche, se hai i numeri governi, se perdi la fiducia del consiglio vai a casa”. Su questo tema da Fdi si parla di una presa di posizione ‘tardiva e strumentale’, “ dopo che il Consiglio convocato appena una volta al mese è stato più volte esautorato della propria autorità – ricorcano Garipoli, Rocca, Palma e Calzetta – come in occasione dell’approvazione delle mozioni di contrarietà alla nuova corsia preferenziale di Portuense”, quando per la prima volta la maggioranza non riuscì a spuntarla in una votazione.

È MANCATA L’AUTOCRITICA – Secondo chi nella compagine grillina ha militato, l’attuale capogruppo del Misto, Gianluca Martone, questa vicenda poteva essere gestita in maniera molto diversa. Per Martone dopo l’uscita dal M5s della consigliera Sappia, il presidente Torelli “avrebbe dovuto fare autocritica, azzerare la giunta e proporre una strada di 4,5 punti fondati sulle linee programmatiche invece è stato solo capace di chiedere alle forze d’opposizione se avevano il coraggio di firmare la mozione di sfiducia, una sorta di prendere o lasciare. Si è difatti sfiduciato da solo – afferma il consigliere Martone – Come sempre consigliato malissimo. Non so se stiano cercando di fare accordi dell’ultimo minuto ma se così fosse sarebbe umiliante per chi per tre anni non ha mai voluto dialogare neppure con tutta la sua maggioranza”.

VERSO IL COMMISSARIAMENTO – Quale sarà il futuro dell’amministrazione municipale lo sapremo soltanto il 9 aprile, quando avremo contezza del voto compatto dei consiglieri d’opposizione. Qualora la mozione di sfiducia dovesse passare, sia la Giunta che il parlamentino verranno sciolti e le redini del Municipio torneranno nelle mani della Sindaca. Sarà infatti la Raggi ad indicare un delegato. Unici precedenti in questa consiliatura riguardano il Municipio VIII, dove il minisindaco Pace rassegnò le dimissioni e delegati divennero tutti gli assessori capitolini; e il Municipio III, dove la presidente uscente prese in carico il ruolo di delegata.

Leonardo Mancini


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