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Muratella: tanti i problemi ancora da risolvere

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scuola muratella 6

Dalla scuola di via Pensuti alle opere del Piano di Zona, ecco il punto della situazione

Tratto da Urlo n.121 gennaio 2015

MURATELLA – Tra i problemi che affliggono Muratella ce ne sono due in particolare: la scuola di via Pensuti, di cui si attende da anni la realizzazione, e il mancato completamento delle opere di urbanizzazione previste dal Piano di Zona.
Iniziamo proprio da quel plesso scolastico che oggi appare, drammaticamente, come un rudere informe. L’iter per la costruzione della scuola di via Pensuti, che doveva ospitare un asilo nido e una materna, venne avviato nel 2007 e, da allora, ha subito numerosi stop. Un’interruzione fu dovuta al fallimento della società vincitrice dell’appalto e ciò portò ad un conseguente stato di abbandono dell’area per molto tempo. Poi il progetto esecutivo per la ripresa dei lavori venne approvato a giugno del 2010 e contestualmente venne indetta una gara per l’individuazione di una seconda ditta costruttrice. Il contratto con il vincitore venne firmato nel 2012. Dopo il tanto atteso sblocco dei fondi (arrestati dal Patto di Stabilità), la società ha ricevuto il cantiere l’8 gennaio del 2014, ma da allora nulla si è mosso, se non indagini e sopralluoghi per accertare lo stato dello “scheletro” della scuola. Allora la consegna dell’opera era stata prevista in due anni, ma in tutto questo tempo (7 anni dall’inizio dell’iter) quel poco che era stato fatto è stato sommerso dalla vegetazione e dal degrado.
“Ad oggi – ha dichiarato Emanuela Mino, Presidente del Consiglio del Municipio XI – non siamo nelle condizioni di definire una data di consegna dell’opera finita, ma neanche di prevedere quale sarà il progetto finale, dal momento che questo è condizionato dalle analisi strutturali che si stanno prolungando oltre quanto previsto”. Alessio Marini, Consigliere municipale del M5S, ci dà ulteriori, preoccupanti, dettagli sulle condizioni della struttura: “Dai sopralluoghi si è scoperto che i 9 moduli di cui è costituito l’edificio si sono mossi, un po’ per il suolo argilloso e quindi instabile, un po’ per lo stato di abbandono del cantiere, ruotando di ben 30 cm. Questo significa che, probabilmente, essi verranno abbattuti e ricostruiti. Detto ciò dei 3,4 mln che erano stati stanziati per la costruzione della scuola, più di 800mila sono stati utilizzati per fare quello che adesso verrà distrutto, quindi è plausibile che si dovrà scegliere se realizzare il nido o la materna”. Uno spreco di tempo e di denaro, insomma. Ma come è possibile tutto ciò? Lo abbiamo chiesto al Presidente del Municipio XI, Maurizio Veloccia, che è ben consapevole del fatto che l’iter per la costruzione della scuola è tutt’altro che semplice: “A metà febbraio dopo i primi interventi di pulizia e messa in sicurezza dell’area con adeguate recinzioni e protezioni, il Direttore dei Lavori del Dipartimento SIMU, verificati seri problemi di carattere strutturale, ha deciso di sospendere i lavori per consentire indagini più puntuali da parte di un ingegnere esperto strutturista, sui terreni e sulle strutture già elevate. Il Dipartimento ha predisposto la nuova progettazione delle strutture da demolire, ma quello che ci preoccupa di più sono le evidenti ripercussioni sui tempi di realizzazione, per una scuola che avrebbe dovuto già essere a disposizione di un quartiere di recente costruzione ma carente di servizi, e sulla sostenibilità economica per il completamento dell’opera. Dopo aver seguito puntualmente tutte le fasi di indagini e di accertamento, abbiamo chiesto al Dipartimento una dettagliata relazione conclusiva, dalla quale si evidenziano pesantissime carenze e superficialità nella gestione del vecchio cantiere del 2008”.
Il Consigliere Fi al Municipio XI, Marco Palma, aggiunge una riflessione importante, vista la natura instabile del suolo e la rotazione della struttura negli anni: “Ad oggi dopo il dissequestro, c’è un’attività di carotaggio da dover effettuare per valutare la consistenza del sottosuolo e le modalità di intervento” fermo restando che “dal primo affidamento di 3,4 milioni di euro si è passati a circa 2,3 milioni di euro”.
La seconda questione che torna sotto i riflettori è il Piano di Zona di Muratella. C’è un po’ di tutto: ciò che è stato fatto, ciò che manca, ciò che servirebbe e, soprattutto, ciò che non viene curato e mantenuto. Sempre Emanuela Mino ha lamentato il fatto che le opere di urbanizzazione del quartiere non sono state ancora terminate (parliamo di sistemazione del manto stradale e delle aree verdi, verifica del funzionamento delle fogne e allargamento dell’area cani), quindi “il collaudo non può essere svolto e l’Amministrazione non può provvedere alla loro cura e manutenzione, con situazioni di degrado per il quartiere stesso”. E proprio sulla poca manutenzione delle opere preesistenti pone l’accento Alessio Marini, parlando di uno “spreco di milioni di euro, soprattutto in un momento come questo. Non viene effettuata manutenzione ordinaria perché le opere del Piano di Zona non sono state ancora completate, dunque non c’è stata ancora la fase di ‘collaudo’ e quindi il Comune non ha ancora preso in carico la zona. Questo è un malfunzionamento a monte, perché bisognerebbe prima completare i piani di zona, poi mettere in vendita le case. Chi ha comprato qui credeva che sarebbero state costruite molte cose di cui non si sente più parlare, tra cui Fonopoli, la succursale dell’Università Luiss o la stessa scuola di via Pensuti, che sta subendo ritardi incredibili”. Marini ammette anche che l’80% delle opere a Muratella sono state realizzate, nel tempo, ma i problemi comunque restano. Uno fra tutti, ad esempio, è un muro di cinta posto in prossimità di via Crocco, all’epoca ricavata scavando ai piedi della collinetta sovrastante, fatta di terreno argilloso e breccia, come ci spiega il Consigliere del M5S: “Questa paratia è stata realizzata 5 o 6 anni fa, ma i suoi pannelli si stanno muovendo ed è molto pericoloso. Ora è stata recintata l’area e i tecnici hanno fatto dei sopralluoghi, ma un’opera del genere non può cedere dopo così poco tempo”. Altri problemi segnalati: alcune vie senza illuminazione, continui furti di caditoie, grate e tombini facili da rimuovere perché non manutenuti, voragini che di tanto in tanto si aprono e vengono rattoppate, alcuni casi di reflusso delle fogne, verde non curato, marciapiedi e strade in pessime condizioni. “E poi manca un collegamento ciclopedonale da Muratella alla stazione dei treni che noi abbiamo proposto – ha continuato Marini – Se in questo quartiere non hai l’automobile, infatti, sei isolato”.
Abbiamo chiesto delucidazioni a Maurizio Veloccia. Il Presidente spiega che i lavori citati dalla Mino sono stati effettuati in primavera ma, successivamente, sono state riscontrate altre necessità fra cui “illuminazione, irrigazione e sistemazione dell’area verde, accessi e viottoli cementati (ora sono abbozzati), sistemazione scivoli in corrispondenza degli attraversamenti pedonali, segnaletica orizzontale e verticale assente, compresa la rotonda. Il Dipartimento, competente sull’area fino al colludo definitivo, ci ha assicurato che le opere verranno concluse contestualmente all’affidamento degli ulteriori lavori previsti nella variante di completamento del piano di zona”. Il quadro non è totalmente roseo, ma ci sono tutte le potenzialità per rendere Muratella un quartiere bello e vivibile. Ovviamente, speriamo, il prima possibile.

Serena Savelli