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Nel Municipio XI si torna a parlare di sicurezza

Tra raccolte firme e fatti di cronaca continuano le polemiche sulla percezione della sicurezza

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Municipio XI Arvalia-2

MUNICIPIO XI – Nel mese di aprile nel quartiere di Marconi sono state raccolte moltissime firme per una petizione volta a sollecitare le Istituzioni a una maggiore attenzione alle tematiche inerenti la sicurezza nel quadrante. A lanciare la raccolta firme sono state Confesercenti, Federstrade ed Ecoitaliasolidale, assieme all’Associazione Vivere nel Municipio XI. La mancanza di sicurezza viene percepita dai cittadini soprattutto a seguito di numerosi episodi di scippi, rapine, tentate violenze, truffe ai danni di soggetti anziani e disabili, autovetture date alle fiamme, prostituzione, spaccio e abusivismo commerciale. Una situazione che, come riportato in più occasioni dalla politica locale, dai comitati e dalle associazioni territoriali, è però comune a molte parti del territorio, soprattutto nei quadranti più periferici.

PROPOSTE APPROVATE E BOCCIATE – Sono molte le occasioni in cui in Consiglio municipale si è parlato di sicurezza, toccando a più riprese i vari aspetti che compongono questa tematica. A riferire di alcune iniziative è il Consigliere di Fdi Daniele Catalano: “Proprio qualche giorno fa abbiamo presentato una mozione, approvata dal Consiglio, che richiede il Carabiniere di quartiere per la zona di Casetta Mattei, per un maggiore controllo del territorio”. Allo stesso modo però alcune iniziative non sono state condivise dal resto delle forze politiche, vedendo la bocciatura in Aula. Tra queste un documento di Fdi che chiedeva l’ampliamento del progetto “Strade Sicure” alle stazioni ferroviarie del territorio: “Chiedevamo un presidio fisso di uomini dell’Esercito – spiega Catalano – così come accade in molte fermate della metropolitana, per dare maggiore percezione di sicurezza”. Anche la costituzione di una commissione ad hoc che si occupasse di sicurezza non ha visto l’approvazione del parlamentino: “Sarebbe stata utile per lavorare di concerto con le Forze dell’Ordine – racconta l’esponente di Fdi – è stata bocciata perché considerata al di fuori della competenza del Municipio, ma qualcosa dobbiamo pur farla, un indirizzo politico dobbiamo darlo”.

QUESTIONE DI COMPETENZE – Se l’iniziativa dei Consiglieri si scontra con le competenze del Municipio, è l’esponente democratico, Maurizio Veloccia, a raccontare quanto fatto in passato: “Purtroppo è vero, la percezione della sicurezza sul territorio è bassissima. Rispetto a come si operava di concerto con Gabrielli, attraverso i Tavoli municipali, sembra che dal Municipio manchi l’iniziativa. Certo non può combattere la criminalità, ma si possono comunque portare avanti progetti con le Forze dell’Ordine – spiega Veloccia – Noi ci muovevamo a livello di sensibilizzazione e informazione, soprattutto sulle truffe rivolte agli anziani. Con la Polizia abbiamo organizzato numerosi incontri su questi temi. Tutto questo migliorava la percezione dei cittadini in merito alla presenza delle Istituzioni”.

DAL M5S – Su queste tematiche è il Consigliere pentastellato, Gianluca Martone, a difendere l’operato del M5S, ricordando che queste non rientrano nelle competenze del Municipio: “Tuttavia il nostro compito è quello di creare le condizioni migliori per un territorio che sia una comunità e non un agglomerato di individui. Come Municipio stiamo predisponendo eventi informativi per i ragazzi, abbiamo ottenuto un presidio fisso dei Carabinieri al Trullo e approvato una mozione per istituirlo a Casetta Mattei. Vogliamo lavorare per realizzare una stazione di Polizia al Corviale. Sicurezza significa per il Movimento 5 Stelle mantenere le vie illuminate e aiutare i commercianti contro l’abusivismo commerciale. Come Consigliere voglio rivolgere un appello a tutti i cittadini che sono state vittime di reati: denunciate, perché attraverso le denunce si aiutano le Forze dell’Ordine e gli amministratori locali ad intervenire. I cittadini – conclude Martone – devono diffidare da chi cerca consensi provando a generare un senso di insicurezza percepita e non reale. Questo modo di fare politica di Alemanniana memoria non ha mai pagato. Non è generando paura che si crea sicurezza”.

Leonardo Mancini

Tratto da Urlo n.146 maggio 2017

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