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Parco del Tevere a Magliana: tra innovazione e problematiche

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bonifica parco del tevere

È stato bonificato un lungo tratto della vasta area verde, ma restano alcuni problemi

Tratto da Urlo n.133 marzo 2016

MAGLIANA – Recentemente il Parco del Tevere della Magliana, la vasta area verde nel bel mezzo di uno dei quartieri più popolosi (e problematici) della parte meridionale della Capitale, è stato bonificato. L’Unità operativa di AMA è stata impegnata in un importante intervento di pulizia e di sfalcio delle erbe infestanti lungo la pista ciclabile del Tevere, precisamente a Riva Pian Due Torri. Questo intervento si è esteso su circa 1,2 km della pista ciclabile e su 14mila mq del Parco. Sono stati impiegati 5 operatori, con l’ausilio di un trattore trincia erba e di un mezzo a vasca. I rifiuti, poi, sono stati conferiti per un loro corretto riciclaggio. L’operazione rientra nella convenzione con l’Agenzia Regionale per la Difesa del Suolo (ARDIS) e l’intervento era stato programmato in accordo con il Prefetto Gabrielli sotto richiesta del Municipio XI. Il suo Presidente, Maurizio Veloccia, ha dichiarato che si stanno mettendo “in campo tutte le energie per la bonifica degli argini del fiume nel quadrante Magliana, coinvolgendo e interessando gli organi di competenza. Finalmente siamo riusciti a far effettuare tale bonifica che garantisce, tra l’altro, la pulizia di tutto l’argine interno della Magliana all’altezza delle scuole di via Greve e del centro anziani. Ciò migliora la sicurezza e la pulizia stessa dell’area”. Questo intervento, infatti, si innesta in un’opera di riqualificazione più ampia, dovuta soprattutto ad un miglioramento dei livelli di sicurezza percepiti dai cittadini. In primis, ha continuato Veloccia, si sta pensando all’illuminazione, primo passo fondamentale per la vivibilità del quartiere. “A questa azione di bonifica, infatti, si collega un’altra forte richiesta che stiamo facendo al Commissario Tronca e al Prefetto Gabrielli, per far sì che le vie della Magliana prive di illuminazione, a causa del furto dei cavi, possano essere al più presto nuovamente illuminate, soprattutto nelle zone più pericolose, come nel tratto del Lungotevere che costeggia la ciclabile, e nelle vie di collegamento a scuole e luoghi di aggregazione”, ha dichiarato il Presidente. Altro intervento che è stato inaugurato di recente, per migliorare la fruibilità dell’area, è l’introduzione del Wi-Fi gratuito e, “nei prossimi mesi, saranno posizionate sculture di arte moderna, opera degli allievi dell’Accademia d’Arte di Roma”, ha concluso Veloccia. 

Il Parco del Tevere è stato inaugurato nel 2014 ma la sua realizzazione iniziò nel 2008, grazie al finanziamento della Regione Lazio. Il progetto prevedeva la trasformazione di una parte dell’area golenale della Magliana, un quartiere che non era provvisto di aree verdi. Il Parco del Tevere ha un’estensione di 9,5 ettari e gli interventi più rilevanti sono stati effettuati su 3,5 ettari che rappresentavano la parte più degradata e con maggiore bisogno di riqualificazione.
La problematica che ancora si evidenzia però, benché sicuramente l’intervento sia stato apprezzato dalla cittadinanza, è la poca percezione della sicurezza nella fruizione dell’area e della pista ciclabile attigua. Ce ne ha parlato Fabrizio Santori, Consigliere regionale di Fratelli d’Italia: “Il Tevere, anche nell’area dove sorge il Parco, è soggetto a occupazioni abusive e attività illegali e in questi anni, nonostante gli interventi, non si è arrivati a capo della situazione. Tali operazioni, infatti, hanno bisogno poi di un controllo costante per evitare che si formino nuovamente fenomeni di criminalità. Lungo il Viadotto della Magliana c’è un’area nota, ad esempio, in cui avvengono continuamente carichi e scarichi di merci illegali e di ferro, dunque lì non è garantita la sicurezza dei ciclisti che fruiscono della pista ciclabile. Il Parco del Tevere si innesta quindi in una situazione di totale degrado e insicurezza che ha poco a vedere con la valorizzazione e la fruibilità dell’intera area, oltre che del patrimonio naturalistico che la stessa custodisce”. Secondo il Consigliere regionale serve, dunque, un piano più organico che permetta sì di avere uno spazio di aggregazione come il Parco del Tevere, ma con degli interventi che ne permettano una piena usabilità, volti a contrastare anche tutte le situazioni di degrado che lo circondano. “A mio avviso serve una programmazione più ampia che preveda la messa in sicurezza delle aree – aggiunge F. Santori – e la gestione del verde con strumenti innovativi, perché ora la manutenzione non c’è. Sarebbe utile, ad esempio, una collaborazione con le associazioni che si occupano di orti urbani, con uno stanziamento di fondi da parte della Regione Lazio e di Roma Capitale per aiutarle a creare queste attività, che hanno anche un fine sociale. Il Parco del Tevere, ad oggi, sembra solo un atto propagandistico, perché se viene inquadrato in un’area circondata da nomadi, da discariche abusive, da fenomeni di illegalità e da perpetrata insicurezza, non svolge pienamente la sua funzione”.

Purtroppo alcune volte capita che interventi meritevoli e che hanno un buon impatto sulla cittadinanza, per mancanza di controllo, finanziamenti e varie ed eventuali difficoltà, restano come delle “cattedrali nel deserto” e non svolgono bene il loro ruolo. C’è da fare, dunque, uno sforzo in più per non lasciare che un progetto utile, come quello di un parco in un quartiere che necessitava di uno spazio del genere, non venga meno, anche in prospettiva delle nuove opere di urbanizzazione (come ad esempio il Ponte dei Congressi) che potrebbero contribuire, se gestite in maniera adeguata, a valorizzare il quadrante e aggiungere decoro alla zona. In quest’ottica attendiamo di vedere anche l’impatto ambientale che lo stesso Ponte avrà e come si intenderà agire sugli argini del Tevere nelle sue prossimità.

Serena Savelli

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