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Piano Casa Fermi e Parco Papareschi: due opere invasive

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Ancora cemento su Marconi, tra progetti di un fastoso parco, uno studentato e nuove abitazioni

 

Tratto da Urlo n.114 aprile 2014

MARCONI – Il quadrante Marconi sembra essere soggetto ad un futuro pieno di modifiche e stravolgimenti. Dopo l’annosa questione sul Pup di via Enrico Fermi, su questa strada è prevista un’ulteriore colata di cemento e un completo riassetto di ciò che negli anni è venuto a crearsi. Tutto risale ad un progetto di qualche anno fa, inserito nel Piano Casa regionale dell’epoca Polverini, oggi ritornato in auge. La situazione è semplice: il complesso in cui oggi sorge un supermercato, il cinema e la Città del Gusto verrà convertito a residenziale. Via le attività commerciali, dunque, che animavano quella parte del quartiere altrimenti isolata, per far posto a nuove abitazioni. “Verrà tolto, inoltre, anche il parcheggio esistente – ha commentato Riccardo Micheli del comitato NoPupFermi – e verrà costruita una nuova palazzina di 4 piani che andrà ad ostruire la visuale ai palazzi già esistenti. Il cinema, che andrà via a dicembre, verrà spostato nel nuovo centro commerciale sulla Laurentina, mentre il supermercato verrà ricollocato nel nuovo complesso residenziale che prevede anche una galleria commerciale”. Tra i vari problemi, uno preoccupa particolarmente: “Oltre a togliere sia la cultura che i punti di aggregazione – ha continuato Micheli – sparirà il parcheggio del cinema, che è sì privato ma con prezzi agevolati, aggravando ancor di più la già difficile situazione dei posti auto nel quartiere”.
Il Municipio non sembra favorevole all’opera ma, non avendo molta voce in capitolo, può solo esprimere la sua contrarietà e cercare di fare proposte in modo che il progetto sia meno invasivo di quanto previsto: “Abbiamo espresso più volte la nostra contrarietà a questo intervento – ha dichiarato Maurizio Veloccia, Presidente del Municipio XI – Purtroppo la legge regionale targata Polverini-Ciocchetti impedisce alle istituzioni locali, così come a Roma Capitale, di poter intervenire, anche solo per esprimere un parere negativo. Sono, infatti, progetti attuativi che vengono realizzati, appunto, senza alcun tipo di decisione da parte delle istituzioni locali. Quello che vogliamo fare è tentare di rivedere il più possibile questi interventi, malgrado le armi spuntate di cui disponiamo. Vogliamo fare una battaglia – ha continuato il Presidente – affinché il progetto abbia meno edificazioni possibili e conservi il maggior numero delle funzioni attualmente presenti, a partire dal cinema multisala”. Si potrebbe pensare che non tutto il male viene per nuocere se, contestualmente alla realizzazione di questi nuovi appartamenti, si apportassero delle migliorie al quadrante di cui potrebbe giovare la cittadinanza. E, infatti, questa sarà una delle intenzioni del Municipio: “L’altra battaglia che faremo – ha continuato Veloccia – sarà sulla necessità che i costi di urbanizzazione che il privato dovrà versare siano destinati ad effettuare opere dentro il quartiere, per superare le criticità e i problemi annosi che Marconi sconta da troppo tempo, a partire dalla sistemazione del mercato Macaluso e di via Cardano”.
Questo quartiere, infatti, è denso di criticità, non ultima la sua particolare conformazione. Spaccato esattamente a metà da viale Marconi, rumorosa, commerciale e colma di traffico e persone, ha le sue vie laterali isolate e, in alcuni punti, non proprio sicure. “Con questa nuova opera si viene a creare il ‘sacco di via Fermi’ – ha commentato Alessio Marini, Consigliere del M5S al Municipio XI – Quella parte di quartiere era divenuta più frequentata grazie alla presenza delle attività commerciali, quindi relativamente più sicura. Spegnendole si spegne anche la via, che potrebbe diventare ricettacolo di attività poco simpatiche. Torneremmo, inoltre, ad avere un quartiere diviso in due dal boulevard centrale di viale Marconi, con le sue vie laterali deserte”. Il M5S vuole capire, in primis, quanto sarà consistente la colata di cemento su via Fermi: “Ho richiesto l’accesso agli atti per avere il progetto che interesserà lo stabile già esistente per poter confrontare le cubature. Questa è la cosa più importante visto che il piano sta partendo. Dobbiamo almeno impedire che ci siano speculazioni ulteriori. Marconi è una zona molto ambita dai costruttori e tutti la vorrebbero lottizzare per farci il loro business. Bisogna stare attenti perché prima si parlava del parcheggio, ora di questi appartamenti e domani chissà”.
Le preoccupazioni per il Piano Casa di via Fermi sono, quindi, molteplici. Così i cittadini si sono mobilitati in una raccolta firme, sostenuta a gran voce da Marco Palma, Consigliere di FI al Municipio XI: “Darò pieno sostegno all’iniziativa dei cittadini – si legge in una nota – Intendiamo rafforzare il fronte del confronto e della necessità di dover ascoltare tutti, nessuno escluso, cercando di trovare tutte le motivazioni possibili per tentare di fermare questa oscena trasformazione urbanistica”.
Apriamo un secondo capitolo sul quartiere Marconi, su un altro progetto in cantiere. Si tratta del Parco Papareschi (previsto sull’omonimo tratto di Tevere), un’area dove da anni erano previsti due ettari di verde. Esso avrebbe dovuto ospitare una casa dello studente da 600 posti, l’Accademia teatrale della Silvio D’Amico (mai fatta per mancanza di fondi) nell’area ex Miralanza (immersa nel degrado), dove oggi esiste il Teatro India attualmente chiuso. La zona, oggi di Laziodisu (quindi sempre di competenza regionale) è attualmente oggetto di un nuovo piano di riqualificazione: “I due ettari di parco promessi prima del 2006 sono stati dimenticati – racconta Micheli del comitato – e ora si parla di un parco sconnesso, fatto di piccoli appezzamenti di terreno discontinui in cui ci dovrebbero essere fontane, laghi, aranceti, roseti e tutta una serie di cose la cui manutenzione sarebbe difficoltosa”. Il Municipio, per questo progetto, ha avviato un processo partecipativo “per cercare di individuare eventuali margini di manovra, modifica ed ottimizzazione – ha dichiarato Veloccia – È stato uno sforzo importante ma l’abbiamo assolutamente voluto fare per far conoscere agli abitanti del quartiere cosa si sta facendo e cosa è stato progettato negli ultimi anni, cercando di promuovere la loro partecipazione”. Il Presidente vuole portare avanti delle sfide importanti come “garantire la massima estensione del Parco e rivedere o ridimensionare i progetti per la creazione della Casa dello Studente ipotizzando addirittura una loro delocalizzazione”. E qui si apre un altro punto annoso: lo studentato, che dapprima sarebbe dovuto sorgere in una palazzina privata già edificata ma mai utilizzata, oggi dovrebbe essere predisposto in una nuova costruzione, quando già ne esistono molte, solide e robuste, che potrebbero essere ristrutturate. “Se si costruisce uno studentato quei due ettari di verde diventerebbero una specie di giardino condominiale dell’edificio, ben lontano dal parco promesso”, ha dichiarato Alessio Marini (M5S), che ci ha parlato anche dell’asilo di 60 posti previsto nell’area che verrebbe disposto su tre livelli negli edifici dell’ex Miralanza e la cui realizzazione costerebbe molto più del previsto, quando basterebbe porlo al piano terra, vista la vasta superficie degli spazi. “Come M5S la nostra proposta è quella di utilizzare sia per l’asilo nido che per lo studentato gli edifici già esistenti, in modo che non si consumi altro suolo”. E su questo punto è d’accordo anche Marco Palma (Fi) che auspica un “recupero della maggiore area verde possibile evitando le nuove costruzioni previste dalla Laziodisu”.
Meno cemento, più verde. Sembra essere questo il comune motto di cittadinanza e istituzioni. Ma, a quanto pare, i due progetti sono in partenza e sembra tardi per fermarli. Si spera in modifiche intelligenti ed oculate che permettano di non danneggiare la cittadinanza e di offrire al quartiere più servizi e meno disagi.

Serena Savelli