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Piano Casa Fermi: i lavori vanno avanti, tra le polemiche

Prosegue il dibattito sull’operazione, anche in relazione alla sentenza del Tar di marzo scorso

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Tratto da Urlo n.153 gennaio 2018

 MARCONI – Il Piano Casa su via Enrico Fermi va avanti. Le raffinate palazzine che lì sorgeranno, al posto del complesso che un tempo ospitava attività come il Gambero Rosso, l’Uci Cinemas Marconi, un supermercato e un presidio Asl, prenderanno presto forma, non senza alimentare, ancora oggi, delle accese polemiche. Il primo elemento di dibattito è proprio l’intervento in sé, osteggiato su più fronti perché non comprendente, oltre le residenze, anche attività ricreative o d’eccellenza, utili a mantenere il quartiere non isolato. Il secondo tema, tornato d’attualità nelle ultime settimane, è l’ingente risarcimento che Roma Capitale dovrà dare alla proprietà, la Zeis Srl, obbligo sancito dal Tar lo scorso marzo. La cifra dovrebbe ammontare a 4,6 milioni di euro, di certo non irrisoria per le casse comunali. Resta aperta, inoltre, la questione del presidio Asl che, si auspica, potrebbe essere ospitato nel nuovo complesso a lavori conclusi, ma su cui aleggia ancora l’incertezza.

SULLA ASL – Proprio sulla Asl, infatti, non ci sono novità. Secondo Marco Palma, Consigliere Fi al Municipio XI, essa non tornerà nella sua vecchia sede, tanto che lo stesso Palma aveva richiesto di “inserire il poliambulatorio nel nuovo mercato di via Cardano”, oggetto di riqualificazione grazie a parte degli oneri concessori proprio del Piano Casa. Anche secondo Riccardo Micheli, Presidente del Comitato NoPupFermi, non ci sono novità sul presidio: “C’era una dichiarazione d’intenti del Municipio e della Asl per affittare un locale a quest’ultima, ma la proprietà non ha mai risposto, anche perché fare una nuova sede significherebbe modificare il progetto”. Quindi per il momento ancora non si sa se verrà riaperto un presidio lì o nelle vicinanze, magari cercando una soluzione alternativa. Parlando di altri servizi, Micheli ha aggiunto che nel complesso residenziale “è prevista una piccola area commerciale e dei parcheggi per i residenti”. E null’altro, per il momento.

LA SENTENZA DEL TAR – Oltre alla questione della Asl, si è tornati di recente a discutere della sentenza del Tar che ha visto accolta la domanda di risarcimento della proprietà a discapito di Roma Capitale. Tale sentenza, risalente a marzo scorso, nasce da due fatti precedenti. Il primo è un blocco del cantiere disposto il 4 agosto del 2015, il secondo un ulteriore stop del 24 giugno 2016. Il motivo fu sempre lo stesso, ovvero verificare se la concessione in sanatoria, realizzata nel 1991 sugli stabili dove insiste l’intervento del Piano Casa, fosse regolare. Già nel 2015, dopo la prima verifica, gli elementi emersi dissero che il cantiere poteva procedere e tutto si risolse con una proroga di 134 giorni, pari alla sospensione del permesso a costruire. Nel 2016 la verifica venne effettuata per un ulteriore scrupolo che sia dal Tar, sia da molti esponenti politici, è stato visto come ingiustificato e soprattutto rischioso, per via dei risarcimenti in cui era facile incorrere, come poi è effettivamente accaduto.

LA POLEMICA – L’opposizione municipale si è scatenata sull’argomento, riflettendo su quello che si sarebbe potuto fare con quel soldi: “Avremmo tirato a lucido ogni angolo di via Enrico Fermi – ha dichiarato Marco Palma – Avevamo sognato, per un periodo, un quadrante pieno di servizi e di realtà d’eccellenza e per qualche anno lo abbiamo avuto, sogno che è sfumato con l’arrivo di nuovi appartamenti. Ora – ha concluso Palma – qualcuno si dovrà assumere le responsabilità di questo intervento e si dovrà premiare la zona che lo ospita. Alle molte attività imprenditoriali, soprattutto di ristorazione, va data una risposta anche in termini di vicinanza istituzionale, perché la frequentabilità del quartiere è venuta meno dal momento che cinema, supermercato e Gambero Rosso non sono più nell’area”. I residenti avrebbero voluto un piano di riqualificazione strutturato soprattutto per quel che riguarda asfalto, marciapiedi, alberature, illuminazione e realizzazione di aree di aggregazione (di cui ora via Enrico Fermi è sprovvista). L’unica vittoria per il quadrante, non per la strada nello specifico, è stata quella di dirottare parte degli oneri concessori derivanti dall’opera verso la riqualificazione del mercato di via Cardano, come ricorda Maurizio Veloccia, ex Presidente e Consigliere municipale Pd: “Ottenemmo un milione di euro per la risistemazione del mercato di via Cardano, grazie agli oneri concessori dati dalla Zeis. Inoltre parlammo con la Asl per farla reinsediare nei nuovi immobili in una sede più ampia della precedente; interloquimmo con l’Uci Cinemas Italia per permettere al cinema di tornare se avesse voluto. Facemmo, insomma, quello che fa un’amministrazione: cercare dei benefici da portare al territorio”. Il dito di Veloccia è puntato sulla nuova dirigenza municipale rea, secondo l’ex Presidente, di non aver continuato quel lavoro di interlocuzione con la proprietà per trovare delle strade che potessero apportare vantaggi anche alla cittadinanza, rimarcando come incorrere in un risarcimento di 4,6 milioni di euro per il Comune sia un fatto estremamente grave. Maria Cristina Restivo, Presidente della Commissione Bilancio al Municipio XI, è intervenuta sulla questione spiegando che attaccare il Movimento 5 Stelle additandolo come responsabile sulla vicenda del risarcimento danni, si legge in una nota Facebook, “oltre che scorretto rappresenta una mistificazione della realtà”. Questo perché il secondo blocco del cantiere, secondo Restivo, è avvenuto il 24 giugno 2016 mentre “il nostro insediamento nelle istituzioni è avvenuto soltanto i primi giorni di luglio 2016. Detto questo, come cittadina prima e come rappresentante dei cittadini ora, rivendico il diritto di essermi documentata su quello che stava succedendo e su come questo progetto avrebbe trasformato l’assetto civico e urbanistico di un intero quartiere. Tutto il resto è dipeso dall’azione svolta, come stabilito dalla legge, dagli uffici del Dipartimento Urbanistica e nello specifico dell’Ufficio Condoni e della U.O. Permessi di Costruire”.

In questo fitto rimpallo di responsabilità, dove la bagarre politica imperversa in modo incisivo, restano dei fatti certi, ovvero che il Piano Casa andrà avanti e il Comune di Roma avrà presto dei soldi in meno nelle sue casse. Continueremo a seguire la vicenda per capire se ci saranno delle evoluzioni soprattutto in termini di servizi per il quadrante e di riqualificazione di via Enrico Fermi, così tanto auspicati dalla cittadinanza.

Serena Savelli