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Piano di Zona Monte Stallonara: continua l’epopea urbanistica

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Ad aprile l’approvazione della Delibera ma ora un altro stop. Un vizio di forma non consente l’apertura del bando per i lavori del quartiere, che resta un unico grande cantiere, tra l’esasperazione dei cittadini
MONTE STALLONARA – Ad Aprile sembrava si fosse giunti a un punto risolutivo con l’approvazione della Delibera che consentiva lo sblocco di 5mln di euro da destinare alle opere di urbanizzazione primaria, vale a dire strade, fogne, rete idrica ed elettrica, gli elementi basilari per la vita quotidiana degli abitanti del quartiere.  A tutt’oggi però la situazione è immutata: restano le strade di cantiere tra i palazzi costruiti e in costruzione, mancano i parcheggi, le fogne, la connessione internet e alla Delibera non è seguito nessun atto concreto. La causa è quello che da più parti è stato definito un “vizio di forma”, un problema che non consente la stipula della convenzione integrativa tra il consorzio che già opera nel quartiere e il Comune, un passaggio fondamentale per la stesura e l’apertura del bando e quindi l’inizio dei lavori, che l’Assessorato all’Urbanistica ad aprile aveva previsto in due mesi. Il vizio di forma è in realtà un problema legato alla fideiussione bancaria di cui il consorzio ha bisogno per ottenere i fondi dal Comune. Una fideiussione che però, con i debiti che nel tempo il consorzio ha accumulato, essendo stato coinvolto anche nella megatruffa della Coop Casa Lazio nel 2004, non riesce a ottenere dalla banche che rientrano tra quelle sicure per il Comune, raccolte in una lista stillata da Bankitalia. Mancando le garanzie non è possibile ottenere la fideiussione e se non ci sono banche a garantire per il consorzio il bando non può essere preparato e quindi i lavori non possono partire. Questa la situazione attuale, che fa aumentare ancora di più la rabbia di chi è già residente e di chi ha acquistato una casa (alcuni anche nel 2007) nel nuovo quartiere nella zona ovest di Roma ma ancora non può trasferirvisi, perché mancano le infrastrutture basilari. Una condizione di disagio estremo, che minaccia di trasformarsi in uno stato di agitazione permanente da parte dei cittadini, come ci dice Giada Pittino, del Comitato di Quartiere Pisana-Ponte Galeria: “La situazione è diventata insostenibile. Il 26 marzo ci avevano detto che in due mesi sarebbero partiti i lavori, ora si parla di un anno e mezzo. È evidente che non c’è la volontà politica di far proseguire la realizzazione del quartiere, basti pensare al fatto che non riusciamo a metterci in contatto con l’Assessore, che non è nel suo ufficio nemmeno nei giorni di ricevimento del pubblico”. Lo scoramento, dopo tante lettere, proteste, coinvolgimento dei cittadini è grande e Pittino commenta: “Siamo a un punto estremo ormai, in cui anche la funzione delle istituzioni è stata svilita, noi cittadini non sappiamo più a chi rivolgerci e anche i politici che si erano impegnati in precedenza ora sono venuti meno. Non abbiamo più interlocutori”. Effettivamente sulla situazione del Piano di Zona Monte Stallonara anche la politica, a tutti i livelli, dai rappresentanti municipali a quelli comunali, sembra sapere poco e niente. Dal XV Municipio, nel cui territorio rientra anche Monte Stallonara, il Presidente Gianni Paris (Pd) racconta di non aver avuto più alcuna comunicazione dal Comune e dai dipartimenti competenti: “Non veniamo più coinvolti nelle discussioni, il Municipio è stato escluso anche dalle informazioni amministrative”. Dall’Assessore all’Urbanistica Marco Corsini (Pdl) non una notizia o un commento sulla questione ma a fornire qualche indicazione sull’operato concreto dell’Amministrazione per quanto riguarda Monte Stallonara è Federico Rocca (Pdl), membro della Commissione Lavori Pubblici del Comune. Rocca conferma il motivo del blocco dell’iter della Delibera relativo alla mancanza di garanzie per il Comune ma ci parla anche di un percorso alternativo che si sta studiando per risolvere questo nodo fondamentale: “Il consorzio, che già da anni lavora nei cantieri di Monte Stallonara, ha contratto debiti nel tempo ma figura anche come socio truffato dalla Coop Casa Lazio di Falco e per questo può beneficiare del sostegno della Regione Lazio che, con la Legge 10 del 2004, ha predisposto dei fondi specifici per le imprese vittime di truffe”. Si tratterebbe di 6mln di euro, da corrispondere in due tranche da 3mln l’una e che, spiega Rocca, “stiamo chiedendo di usare come garanzia nei confronti del Comune per le opere di urbanizzazione”. In questo modo verrebbe aggirato l’ostacolo delle fideiussioni e si potrebbe procedere alla firma della convenzione integrativa e, come ci racconta sempre Rocca, la Regione sembrerebbe “tendenzialmente favorevole” stando ai primi colloqui, come favorevole sarebbe l’Assessore Corsini. Un’alternativa che potrebbe condurre alla soluzione del problema ma su cui i tempi sono incerti, in ogni caso si tratterebbe di aspettare ancora dei mesi per avere una risposta, proprio quello che gli abitanti che già risiedono nel quartiere non vogliono fare. Monica Polidori è tra questi, sta per dare vita al Comitato Monte Stallonara Onlus e intanto porta avanti una battaglia fatta di continue raccomandate ai Dipartimenti, lettere al Sindaco e all’Assessore, esposti alla’Asl per fare in modo che ci sia qualche sviluppo rispetto alla situazione attuale. Polidori ci racconta: “Molti cantieri sono fermi ormai, anche i lavoratori hanno scritto una lettera di protesta al Sindaco e c’è stata una raccolta firme per confermare il disagio di tutto il quartiere. Siamo ancora in attesa di un collettore fognario che dovrebbe servire 20.000 utenze e per la cui costruzione occorrerebbe almeno un anno e mezzo. Intanto, senza strade asfaltate, siamo invasi in estate dalla polvere e in inverno, con le piogge, dal fango, a causa dei continui passaggi dei camion verso i cantieri. Abbiamo dovuto lottare anche perché alla fine della giornata di lavoro venissero bagnate le strade, una procedura stabilita dalla legge, per evitare che si alzasse ancora polvere, per poter almeno uscire in balcone. Da un anno ormai continuano le nostre richieste per fare in modo che i camion utilizzino le strade già asfaltate ma non c’è stato niente da fare e questa situazione persiste, minacciando anche la salute degli abitanti”. Oltre a questi disagi Polidori ci racconta anche degli sversamenti abusivi di calcinacci, che vengono fatti nei cantieri e anche per strada, proprio sotto i palazzi dei residenti, e sugli sviluppi futuri è netta: “Tra la stipula della convinzione e la gara d’appalto passeranno altri mesi, quindi si arriverebbe al 2012 per l’inizio dei lavori, un’attesa insostenibile per quanto ci riguarda, per questo abbiamo inviato al Sindaco la nostra raccolta di firme, per sollecitare l’attenzione del Comune e un’azione concreta per il quartiere. Se questo non avverrà inizieremo a protestare andando in Campidoglio”. L’incertezza regna sovrana dunque, di sicuro però bisogna porre al centro dell’attenzione e delle scelte dell’amministrazione comunale le condizioni di vita degli abitanti del quartiere, che non sono affatto quelle che ci si aspetterebbe per una capitale europea. Intervenire sulle lungaggini burocratiche e rimuovere gli ostacoli normativi concertando un’azione condivisa da Comune e costruttori sarebbe già un buon punto di partenza.

Stefano Cangiano