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Piano di Zona Ponte Galeria: case a prezzi troppo alti?

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Il Cdq denuncia una situazione ormai insostenibile con canoni di affitto, anche secondo il Comune, inadeguati

Tratto da Urlo n.124 aprile 2015

PONTE GALERIA – In questo numero parliamo del Piano di Zona B39 di Ponte Galeria, all’interno del quale si trovano palazzine costruite in edilizia convenzionata, secondo due differenti criteri: con il contributo del Ministero delle Infrastrutture e della Regione. Le prime case nacquero per essere destinate a membri delle Forze dell’ordine, ma non tutti gli appartamenti vennero assegnati, quindi quelli liberi vennero dati in affitto a civili. Le altre abitazioni sono state acquistate dai cittadini tramite cooperativa.
In entrambi i casi i cittadini avrebbero dovuto godere di agevolazioni finanziare ma un minimo comun denominatore associa le situazioni, ci dice Simona Ficcardi, Presidente del Cdq Ponte Galeria: “Le quote richieste sono più alte del dovuto. Il prezzo massimo di cessione è in entrambi i casi alzato a dismisura e grava sull’utente finale”. Simona è una civile, affittuaria di uno degli appartamenti rimasti liberi e ci ha parlato della situazione: “Ci siamo rivolti al Comune che ha emanato un provvedimento in cui sostiene che per mero errore nel calcolo delle tariffe non era da esse stato sottratto il contributo ministeriale. Così sono stati fatti i nuovi calcoli e prodotte le nuove tabelle con l’indicazione di canoni di locazione più bassi. Il provvedimento ha carattere retroattivo. Le nuove tariffe sono state trasmesse alle società affinché queste ultime iniziassero ad applicare i nuovi prezzi agli affittuari”. Ma in seguito al ricalcolo, ci racconta sempre la Ficcardi, le società hanno fatto ricorso al TAR: “Il 18 dicembre 2014 c’è stata l’udienza ma siamo ancora in attesa della sentenza”. Intanto il processo di verifica delle procedure di calcolo, avviato nel 2014, è stato portato a conclusione dal dipartimento comunale competente con la chiusura del procedimento di autotutela dell’inizio del 2015 (che corregge il precedente). Il testo trasmette le nuove tabelle riviste e corrette e, in riferimento al primo documento, conferma: “Nella comunicazione si palesava che l’attività di verifica si era resa necessaria per la constatata mancanza di detrazione del Finanziamento Ministeriale dal prezzo massimo di cessione utilizzato per la determinazione del canone di locazione degli alloggi, con conseguente possibile pagamento da parte degli inquilini di canoni superiori a quelli dovuti per legge”. “Nel frattempo, in attesa della sentenza, le tariffe di affitto non sono state ancora abbassate. Questo – dice il Comitato – ha portato alcuni cittadini ad autoridursi l’affitto andando incontro così al rischio di ricevere un provvedimento di sfratto”. “I prezzi degli affitti sono troppo alti – seguita la Ficcardi – considerando che siamo in periferia, in una zona dove non ci sono le opere di urbanizzazione secondaria. Anche nel caso degli appartamenti acquistati tramite cooperativa – conclude – il prezzo richiesto per l’acquisto delle case è più alto. Inoltre vari inquilini sono ancora in attesa del rogito”. “Il tema è complesso e non vorremmo si prestasse a facili strumentalizzazioni”, dichiara in una nota Yoda Immobiliare, una delle società responsabili degli appartamenti affittati, che seguita: “Siamo abituati ad operare in un certo modo e lo dimostra il fatto che abbiamo realizzato la scuola dell’infanzia di via Allievi, a nostra completa cura e spese, donandola pochi mesi fa a Roma Capitale (e quindi a tutta la cittadinanza). Precisiamo che il contributo a fondo perduto erogato all’epoca dal Ministero era al lordo delle imposte ed ha coperto una percentuale inferiore al 10% del costo sostenuto per la costruzione”. In merito al ricorso, la Yoda dice: “All’esito della recente chiusura del procedimento di autotutela intrapreso da Roma Capitale, abbiamo ritenuto di dover contestare quanto definito. I nostri legali, tra le varie argomentazioni, hanno sostenuto in giudizio che il contributo erogato non potesse contribuire ad abbattere il canone di locazione, dato che, in questo caso, il rilevante investimento che abbiamo sostenuto non sarebbe stato economicamente sostenibile. Restiamo in attesa della sentenza del TAR ed evidentemente non potremo che attenerci a quanto decideranno i giudici investiti della questione”.
“Conosciamo la problematica e abbiamo incontrato i residenti del Piano di Zona Ponte Galeria – ha dichiarato Maurizio Veloccia, Presidente del Municipio XI – Abbiamo segnalato la situazione all’Assessore all’Urbanistica, Giovanni Caudo, ed al Sindaco Marino perché nel PdZ gli alloggi che versano in questa condizione sono molti e riguardano particolari categorie. Riteniamo che i contributi concessi, di cui una parte consistente a fondo perduto, debbano essere scomputati dalla determinazione dei canoni di locazione agevolati e sappiamo che questa situazione è già stata indicata come irregolare anche da Roma Capitale, con la richiesta di rideterminare questi canoni di affitto. Per quanto ci riguarda, come Municipio, non abbiamo una diretta competenza ma abbiamo più volte sollecitato una soluzione perché questa situazione ha creato un disagio sociale ed una crescente preoccupazione in un’ampia parte dei cittadini che abitano a Ponte Galeria”, conclude Veloccia.
Sulla questione è intervenuto anche Alessio Marini, Consigliere del M5S al Municipio XI, che ha dichiarato: “Il PdZ B39, alla pari di altri, risulta essere poco trasparente, per non dire torbido. Ad oggi molti cittadini non hanno ancora idea di cosa sia avvenuto, di come alcune cooperative abbiano operato. Soprattutto non sanno come venire fuori da una situazione in cui sono intrappolati. Tutto ciò non poteva avvenire senza la negligenza evidente delle Istituzioni coinvolte, Comune e Regione, che hanno dormito per anni tralasciando il loro dovere di controllare. Adesso tutte le Istituzioni debbono lavorare per restituire ai cittadini i diritti che sono stati sottratti, e lo devono fare in tempi rapidi e certi. Anche ricorrendo ai provvedimenti più seri previsti, secondo le loro competenze, prima che, come sempre avviene in Italia, la palla passi interamente nelle mani della magistratura”.
“Bene ha fatto il dipartimento urbanistico di Roma Capitale”, dice Fabrizio Santori, Consigliere regionale, in merito al provvedimento che rivede i prezzi degli affitti. “Auspico che il TAR decida in fretta poichè troppi anni di soprusi nei confronti dei cittadini si stanno ripercuotendo sulla loro serenità. Si deve stabilire trasparenza sui prezzi massimi di cessione. Mi farò carico di chiedere agli enti competenti, compresa la Regione per quanto concerne le case acquistate tramite cooperativa, di analizzare nel dettaglio tutte le realtà per avere la massima attenzione sul tema, anche in virtù del periodo di crisi che la cittadinanza vive”, conclude Santori.

Anna Paola Tortora