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Ponte Portuense: ancora qualche settimana all’apertura definitiva

Mentre sono in corso gli ultimi interventi, si dibatte sulla mobilità dell’area

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Tratto da Urlo n.152 dicembre 2017

PORTUENSE – Servirà ancora un po’ di tempo per chiudere definitivamente il capitolo riguardante il raddoppio del sottopasso ferroviario di via Portuense. La lunghissima vicenda, che in più occasioni ha visto crescere l’indignazione di cittadini e comitati, tra stop e accelerazioni, tra polemiche e annunci, fa ancora parlare di sé. Anche le ultime scadenze per la conclusione dei lavori sono state disattese, ma tra le polemiche delle opposizioni, dal Municipio XI assicurano: ancora poche settimane di lavoro e gli interventi saranno completati.

I RITARDI – In questo piccolo snodo sono presenti molte delle infrastrutture a servizio dei quadranti che collega. Qui passano i cavi della telefonia, così come le tubature, l’illuminazione pubblica, le fognature, un elettrodotto ad alta e media tensione e le condutture del gas. Il tutto in presenza di importanti reperti archeologici, che per lungo tempo hanno bloccato i lavori. In queste ultime settimane si sta procedendo all’incanalamento delle acque meteoriche e all’allaccio alla fognatura, Inoltre, spiega l’Assessore municipale ai Lavori Pubblici, Giacomo Giujusa, “Italgas dovrà cambiare la vecchia tubazione in ghisa che collega i due quadranti per aggiornare il sistema. Allo stesso tempo stiamo sollecitando Areti per l’illuminazione pubblica, dato che da alcuni giorni la torre faro che illumina l’area del sottopasso e il cantiere risulta spenta”. A quanto apprendiamo i lavori occuperanno ancora alcune settimane, durante le quali la parte centrale del sottopasso verrà cantierizzata, lasciando percorribili solo una corsia per senso di marcia.

LA MOBILITÀ – Al netto delle molte segnalazioni sui ritardi, quello che più di tutti sembra preoccupare adesso i cittadini è che al termine degli interventi non si riescano realmente a risolvere i problemi di traffico che attanagliano la zona. Su queste tematiche tornano a insistere dall’opposizione: “Non si è mai approfondita in Commissione la questione relativa alla mobilità dell’area – afferma il Consigliere di Fdi, Daniele Catalano – Purtroppo a quanto sappiamo via Pacinotti resterà un imbuto, che potrebbe vanificare gli interventi”. Per Fdi mancherebbe un’ottica di sistema nella viabilità della zona: “Il parcheggio adiacente al sottopasso potrebbe causare non pochi problemi – dichiara il Capogruppo Valerio Garipoli – così come il senso di marcia di via Belluzzo e via Bianchi, e la mancata svolta da via Majorana verso Marconi, sino allo spostamento della fermata bus direzione piazzale della Radio”. Ma se le necessità di fluidificare il traffico non sembrano trovare una soluzione a breve termine, è anche il caso di ricordare come sul quadrante si contino alcuni interventi mancati che avrebbero avuto il compito di rendere più agevole lo scorrimento delle auto: “Non c’è dubbio che le preoccupazioni dei cittadini siano fondate – spiega il Consigliere e Segretario del Pd in Municipio XI, Gianluca Lanzi – L’ingorgo in questo caso viene spostato solo di alcuni metri. In questi anni non si è riusciti a sbloccare interventi, come l’allargamento di via Portuense dopo il ponte”.

LE SPERIMENTAZIONI – La replica a queste dichiarazioni arriva dal Presidente della Commissione municipale Mobilità, il Consigliere del M5S, Marco Zuccalà, che tiene a sottolineare l’importanza delle sperimentazioni, soprattutto in tema di viabilità: “Quello che si intende fare è sperimentare alcune soluzioni per vedere se queste serviranno a fluidificare il traffico e a rendere veramente utile questo intervento che si trascina da troppo tempo”. Tra queste ci sarebbe in ballo una proposta che vede via Belluzzo, a poca distanza dal sottopasso, percorribile in un unico senso di marcia in salita. “Su questi temi – aggiunge Zuccalà – è importante dare ascolto alle proposte degli Uffici Tecnici; quando le due corsie centrali verranno aperte daremo il via alla sperimentazione, così da attuare tutti i correttivi necessari”.

Leonardo Mancini