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Ponte Portuense: di nuovo ci sono solo gli atti vandalici

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Ponte Portuense U126

Ancora attacchi al cantiere abbandonato e nessuna novità. I cittadini, stanchi della situazione, fanno partire una campagna contro la Soprintendenza sui social network

Tratto da Urlo n.126 giugno 2015

PORTUENSE – La storia del Ponte Portuense è ormai nota, e lo stato di abbandono in cui continua a versare il cantiere non lascia, da tempo ormai, indifferenti i cittadini che ogni giorno subiscono il disagio provocato da questa opera incompiuta. In particolare, negli ultimi tempi, si è costituita una rete cittadina di abitanti del quartiere chiamata Portuense Attiva, che ha lanciato una campagna di sensibilizzazione e presa di coscienza del problema attraverso il canale virale dei social network. Il messaggio è chiaro: i cittadini sono stanchi di aspettare lo sblocco del ponte. Il destinatario prescelto, in particolare, è la Soprintendenza che deve rilasciare il nullaosta per l’avvio dei lavori, bloccati ancora dagli studi sui reperti archeologici ritrovati nell’area che appaiono fermi anch’essi. “La nostra iniziativa dal titolo ‘Sbloccate il Ponte Portuense’, molto attiva sui social network, è volta a un’opera di sensibilizzazione verso il Comune, la Soprintendenza e tutti gli attori interessati nella problematica, con lo scopo di accelerare questi lavori infiniti – ha dichiarato Valentina Ronco, membro di Portuense Attiva – Il Municipio sta attendendo il nullaosta della Soprintendenza per poi iniziare i lavori della strada, affidandoli alla ditta vincitrice dell’appalto. Ma finché non si supera il primo step tutto resta fermo. Noi esistiamo da appena tre mesi, ma il problema tra i cittadini del quartiere è sentito da anni. La Portuense, tra l’altro, è un’importante via di collegamento con quartieri come Marconi e Piramide, e ulteriore disagio è provocato non solo dal traffico, ma anche dal fatto che le linee di autobus non passano perché non ci sono le condizioni di sicurezza per il servizio di trasporto pubblico in quel luogo”. Inoltre il cantiere ha subito, ultimamente, ulteriori atti vandalici, come già accaduto in passato. “Purtroppo non si riesce a controllare la situazione – ha dichiarato Marco Campitelli, esponente di DifendiAmo Roma – perché non si può controllare il malcontento della popolazione, che poi si traduce in questi atti che si sono svolti sia all’interno che all’esterno del cantiere. Non so se si tratta di una sorta di rappresaglia o di semplici ‘ragazzate’, fatto sta che la situazione resta immobile nella sua unica connotazione, ovvero uno stato di perpetrato abbandono. Con un pesce d’aprile tentammo di smuovere un po’ le acque e di riportare l’attenzione mediatica sul problema – Campitelli si riferisce alla provocazione effettuata a mezzo comunicato stampa lo scorso 1 aprile, in cui si annunciava la decisione di un pedaggio sotto il Ponte Portuense – e da lì il Presidente Veloccia aveva promesso un’accelerazione dei tempi. Effettivamente nei giorni seguenti ci fu un po’ di movimento nel cantiere, alcuni operai ripresero a lavorare, ma poi si ritornò all’immobilismo totale. Sappiamo tutte le problematiche dell’opera – continua Campitelli – legate sia alla Soprintendenza che ai ritrovamenti archeologici, ma si sa anche che ovunque si scavi nell’area dove sorgeva la Portuense antica, si può ritrovare qualcosa di nuovo. Perché a questo non è stata trovata ancora una soluzione? I cittadini, dopo tanti proclami, hanno bisogno di chiarezza”.

Si chiedono notizie e conferme insomma, domande che abbiamo rigirato all’Assessore al Lavori Pubblici del Municipio XI, Marzia Colonna: “Rimaniamo in attesa che la Soprintendenza ci indichi la data in cui farà rientrare in cantiere le archeologhe per la conclusione delle indagini che, come da loro stessi indicato, necessiteranno di ulteriori 4 settimane. Per quanto ci riguarda, confermiamo la nostra posizione. Dal momento in cui sarà consegnato il cantiere impiegheremo 90 giorni per effettuare i lavori di nostra competenza e aprire la strada con la doppia carreggiata”. L’Assessore ha inoltre commentato l’operazione di Portuense Attiva, giudicandola “un’iniziativa legittima di cittadini desiderosi di vedere, finalmente, aperta la strada”, mentre una forte condanna è stata espressa sugli atti vandalici, che “oltre a contribuire al ritardo nei lavori, arrecano danni economici. Come Municipio abbiamo rafforzato la recinzione e i sistemi di sicurezza, e stiamo provvedendo alla videosorveglianza e alla guardiania notturna, così come richiesto dalla stessa Soprintendenza”.

La speranza oggi è quella che vengano celermente ripristinate le attività archeologiche nell’area, in modo da poter decidere in primis la destinazione dei reperti (se lasciarli lì perché siano visibili o se spostarli in un’altra sede) e successivamente per consentire la ripresa del cantiere, ormai aperto dal 2008 e che resta lì inerme, tra stop e nuovi avvii, la cui conclusione e chiusura sembra essere ancora incerta e lontana.

Serena Savelli