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Preferenziale Marconi: ritardi ma nessuno stop

Il discusso progetto non è stato bloccato dal Consiglio di Stato, anche se il procedimento ha subito dei rallentamenti

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Tratto da Urlo n.173 Novembre 2019

MARCONI – La notizia di un possibile stop alla realizzazione della Preferenziale di viale Marconi è esplosa il 16 ottobre scorso, ridestando immediatamente gli animi e il dibattito su questo progetto che dovrebbe rivoluzionare il volto del quadrante più popoloso di Roma. Il blocco dell’opera, nella nota diramata dal consigliere capitolino Pd, Giovanni Zannola, sarebbe dovuto arrivare dal Consiglio di Stato, l’ultimo grado della giustizia amministrativa. Ma, nonostante un ricorso sia stato presentato, la vicenda avrebbe invece dei contorni di tutt’altro genere, così come si sono affrettati a smentire gli addetti ai lavori e l’amministrazione grillina.

IL PROGETTO E IL RICORSO

Un progetto su un percorso di 2,5 chilometri, da via degli Orti di Cesare alla stazione Metro Marconi, che prevede anche nuove banchine di fermata per gli autobus. La volontà dell’amministrazione è quella di collegare la stazione Trastevere e le due fermate della Metro B, San Paolo Basilica e Marconi, con corsie protette riservate agli autobus (e in prospettiva attraverso una linea tranviaria). Passato quasi un anno dalla pubblicazione del bando, stando a quanto dichiarato il Consiglio di Stato avrebbe notificato al dipartimento Mobilità del Campidoglio un’ordinanza che bloccherebbe questo progetto, sospendendo anche l’aggiudicazione della gara. Così il consigliere Zannola all’Agenzia Dire il 16 ottobre: “La gara bandita con atto n.16/2018 andava aggiudicata entro il 18 marzo 2019. Ad oggi non sono state aperte le buste e pertanto non si conosce lo stato della pianificazione delle opere i cui lavori dovevano iniziare nel 2019. Tre giorni fa hanno notificato al dipartimento l’ordinanza del Consiglio di Stato che sospende quindi anche l’aggiudicazione”. L’esponente dem in quell’occasione sottolineava come si trattasse “dell’ennesimo ‘successo’ dell’amministrazione pentastellata alla quale offriamo l’unica preferenziale che riuscirebbe a realizzare, quella verso le dimissioni”.

DAL TERRITORIO

Naturalmente una notizia di questo tipo non poteva non suscitare scalpore sul territorio municipale, da sempre diviso tra chi appoggia e chi osteggia quest’opera. Per il Pd è il Segretario locale, Gianluca Lanzi, a dichiarare: “Noi siamo sempre stati favorevoli alla realizzazione della corsia preferenziale su viale Marconi, ma abbiamo sempre sostenuto che questo progetto, fortemente voluto dalla Sindaca, Virginia Raggi, e dal Presidente della Commissione Mobilità, Enrico Stefàno, fosse sbagliato perché le corsie destinate al traffico veicolare sarebbero ridotte a una (contro le attuali due corsie per senso di marcia), tra l’altro senza prevedere il transito del tram che avrebbe rappresentato una reale rivoluzione per il trasporto pubblico locale”. Per il dem il progetto così come è stato presentato rappresenterebbe quindi un errore, soprattutto in termini di mobilità. Anche dal centro destra, con gli esponenti locali di Fdi Marco Palma, Federico Rocca e Valerio Garipoli, insieme a Piergiorgio Benvenuti di Ecoitaliasolidale, si critica l’intervento: “Si tratta di un’opera, quella della preferenziale, che potrebbe avere maggior senso se ideata direttamente come tramvia – spiegano – La preferenziale così come è risulta essere meno folle di quella sulla Portuense ma rappresenta comunque un grande punto interrogativo”. Critico anche il carroccio: “Non sappiamo se realmente questo ricorso bloccherà definitivamente il progetto della preferenziale, quello di cui siamo convinti è la dannosità per l’intero quartiere, sia dal punto di vista della viabilità sia dal punto di vista commerciale – affermano gli esponenti locali Daniele Catalano e Enrico Nacca – Abbiamo da subito manifestato il nostro dissenso lanciando anche una petizione territoriale, poichè siamo convinti che questo progetto nasconda l’oscura volontà di far procedere con la realizzazione del PUP di piazza della Radio, ennesimo regalo ai privati”.

NESSUNO STOP AL PROGETTO

La prima smentita al possibile stop del Consiglio di Stato è arrivata già nella serata del 16 ottobre: è l’Ad di Roma Servizi per la mobilità, Stefano Brinchi, a spiegare come “la decisione dei giudici amministrativi si basa su un aspetto formale che potrà essere agevolmente sanato se verrà confermato dal Tar che dovrà pronunciarsi nel merito. La vicenda è arrivata al Consiglio di Stato dopo il rigetto, da parte dello stesso Tar, della domanda cautelare presentata per bloccare l’opera. La gara, contrariamente a quanto sostiene Zannola, non andava aggiudicata entro il 18 marzo 2019. Data che, nel bando, indicava solo il termine per la presentazione delle offerte. Da marzo alla fine dello scorso settembre – data a cui risale l’ordinanza – l’iter è andato avanti. Le buste sono state aperte per ciò che riguarda le offerte tecniche. La commissione ha completato il lavoro di valutazione. Manca solo la valutazione delle offerte economiche che non è stata effettuata proprio a causa dell’ordinanza del Consiglio di Stato”. La replica il 17 ottobre è arrivata anche dal presidente della Commissione mobilità, Enrico Stèfano, in un video pubblicato su Facebook dove ha parlato di un comunicato “poco preciso da parte dell’opposizione. La gara non è stata annullata. C’è stato un rilievo del Consiglio di Stato che ha concesso la sospensiva ai ricorrenti sul quale il Tar del Lazio si dovrà esprimere nel merito”. Il ricorso a quanto si apprende sarebbe stato avanzato dai distributori di benzina del viale, certi della necessità di un passaggio in Assemblea Capitolina (e non solo di una Delibera di Giunta) perché con il progetto si andrebbe a stravolgere l’assetto urbanistico della zona. “Qualora il Tar confermasse basterà sanare il vizio e l’iter potrà andare avanti – ha quindi aggiunto Stèfano – dispiace che qualcuno stia speculando su un progetto rivoluzionario e coraggioso che mette un punto fermo sulla visione di città a misura d’uomo”.

TEMPI PIÙ LUNGHI

Naturalmente l’espletamento di questi ulteriori passaggi, prima affidati alla giustizia Amministrativa e poi, eventualmente, all’Aula Giulio Cesare, faranno certamente allungare i tempi per l’apertura dei cantieri. “Sicuramente ci saranno dei tempi un po’ dilatati rispetto alla precedente visione di partire con i lavori a gennaio”, ha infatti commentato il consigliere Stèfano. Il progetto in questi mesi è stato più volte oggetto di critiche e commenti sia dell’opposizione municipale che da parte di cittadini e commercianti. Sul tavolo restano le difficoltà relative alla riduzione di parcheggi (gli stalli fuori norma sullo spartitraffico centrale) e alla possibile contemporaneità dei cantieri per la realizzazione del PUP di piazza della Radio. Chissà che questa particolare congiuntura non possa portare ad un ripensamento perlomeno nei tempi dell’intervento se non nella sua natura.

Leonardo Mancini