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Quadrante Valli: siamo ancora in alto mare

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Nonostante lo stanziamento di 3,5 milioni di euro l’area non ha subito alcun tipo di bonifica

Tratto da Urlo n.113 marzo 2014

 

VILLA BONELLI – Se in una qualsiasi zona di una qualsiasi città esiste un serio rischio idrogeologico, ovvero una forte instabilità del terreno (dove il più delle volte sussistono abitazioni e strade) è necessario e doveroso prendere dei provvedimenti. E sul cosiddetto “Quadrante Valli”, ovvero la zona compresa tra via Giannetto Valli, viale Prospero Colonna, via Alberto Mancini e via dei Grottoni, questa è una situazione più che nota e, purtroppo, consolidata. Tanto che, circa quattro anni fa, erano stati stanziati dei fondi regionali, 3,5 milioni di euro (dati dal Ministero dell’Ambiente), che potevano non di certo risolvere il problema (la bonifica di tutta l’area richiederebbe, infatti, molte più risorse) ma almeno arginare una parte del dissesto, nello specifico, su via Giannetto Valli, dove la situazione si presentava particolarmente grave. Ma nessuna bonifica è stata ancora fatta. E anche le altre zone non vanno dimenticate, il sottosuolo del quadrante, infatti, nasconde grotte e canali che nel tempo hanno provocato smottamenti del terreno, crepe sui palazzi e crolli di mura. Una situazione che si è aggravata con la recente ondata di maltempo e che certamente non può che peggiorare. La domanda ora è più che lecita: che fine hanno fatto i fondi stanziati? Se lo sono chiesto i comitati di zona (Associazione Portuense Santa Silvia, Comitato Salva Prospero Colonna, Comitato Largo Ruspoli, Comitato Santa Silvia) che in una lettera al Sindaco Marino hanno rammentato che “sono stati stanziati 3,5 mln dal Decreto Ventotene per la messa in sicurezza di un quadrante che sta franando […] Attualmente il Commissario prefettizio Dott. Santoro (Commissario straordinario per il dissesto idrogeologico della Regione Lazio, ndr) che ha il ruolo di utilizzare quei fondi per mettere in sicurezza l’area, non li ha ancora messi a disposizione del Municipio XI, sostenendo che lo potrà fare solo quando sarà decaduto definitivamente l’intervento 16 del PRU Magliana che prevede l’edificazione di palazzine ed una strada sotto una collina che sta franando. È mai possibile – chiedono legittimamente le associazioni al Sindaco – che nonostante il Consiglio di Roma Capitale abbia posto alla Sua attenzione una siffatta gravissima situazione Lei non abbia ancora provveduto a quanto richiestoLe?”. Nella lettera dei comitati si parla, appunto, di un altro “scandalo” che affonda le sue radici nella storia del quadrante. Tanti anni fa l’area era destinata a verde pubblico, poi venne approvato il via libera per costruire due palazzine ed il prolungamento di via Prospero Colonna. Successivamente si è attestato il dissesto idrogeologico dell’area e la Regione ha bloccato ogni possibilità di costruire fino alla messa in sicurezza della zona. L’imputato centrale è l’articolo 11 nel PRU (Programma di Recupero Urbano) di Magliana della legge nazionale 493/1993, che diede il via libera ad alcuni interventi urbanistici fra cui quelli succitati, nonostante la vocazione a verde pubblico e il noto dissesto idrogeologico.
Abbiamo chiesto aggiornamenti direttamente al Presidente del Municipio XI, Maurizio Veloccia, e dal suo ufficio stampa ci hanno fatto sapere che ha richiesto “ad inizio febbraio, tenuto conto delle giuste preoccupazioni dei residenti e del programmato intervento edilizio da realizzare nell’ambito del PRU Magliana, un incontro urgente al Commissario Straordinario Santoro per poter discutere dello stato di attuazione del previsto intervento di consolidamento delle cavità sotterranee lungo via Giannetto Valli. Stiamo attendendo una risposta per la convocazione della riunione”. Dopo tre anni e tante insistenze la situazione, quindi, continua a rimanere ferma e da tutte le parti c’è indignazione. “Bisogna stare attenti quando si fanno gli studi di fattibilità di qualsiasi opera – ha dichiarato Alessio Marini, Consigliere M5S al Municipio XI – e bisogna seguire le vocazioni del territorio, cosa che non viene mai fatta. Noi stiamo spingendo per la realizzazione del Parco Ruspoli a valle – quindi il Consigliere conferma la volontà di voler riportare l’area a verde pubblico – dove dovrebbero sussistere piante che favoriscano il consolidamento del terreno”. E in un’area dove non è sicuro costruire, un parco sarebbe davvero la soluzione migliore. In tal senso Marco Campitelli, esponente del Comitato DifendiAmo Roma Municipio XI, ci fa sapere di “aver scritto pochi giorni fa una diffida, insieme al Consigliere regionale Fabrizio Santori e al Comitato di Quartiere, con la richiesta di far passare il terreno dove sussiste il progetto urbanistico da E2 a N, ovvero a zona verde”. Nell’atto, in particolare, Fabrizio Santori diffida i vari enti coinvolti a cui è indirizzato il documento “dall’autorizzare qualunque tipo di edificazione e opera viaria, ovvero attività a ciò finalizzate nel quadrante in dissesto geologico sottostante via Giannetto Valli (e quindi il settore racchiuso dalle strade via Mancini, via dei Grottoni, viale Prospero Colonna e via Giannetto Valli) al fine di scongiurare qualunque danno diretto o indiretto a palazzine, a infrastrutture, a cose od a persone”. Nella diffida Santori chiede, inoltre, che siano annullati gli interventi di edificazione e urbanistici previsti, che sia predisposto un atto deliberativo di variante all’attuale destinazione Zona E2, ovvero “espansione con piani particolareggiati o convenzionati” per tornare all’originale destinazione di Zona N, ossia “verde e servizi pubblici locali”, dunque, previa espropriazione, che “l’area sia destinata alla realizzazione di una sosta verde di contenimento con piantumazione di essenze boschive di stabilizzazione del terreno”.
Dunque, tutti concordano sul fatto che nel Quadrante Valli venga previsto un parco al posto delle attualmente incomprensibili costruzioni in progetto, 3,5 milioni di euro sono stati stanziati, non rimane che agire. Ma quando?

Serena Savelli