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Scampata la chiusura del canile di Muratella

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canili repertorio

Ma la situazione appare ancora nel caos. Ora si attende il bando europeo

Tratto da Urlo n.132 febbraio 2016

ROMA – Nonostante le notizie allarmistiche degli ultimi tempi, il canile di Muratella, per il momento, non chiuderà. È stata data, infatti, una proroga all’associazione AVCPP, gestore della struttura, per proseguire fino al 30 aprile, data in cui si auspica la pubblicazione di un bando di gara europeo che dovrebbe portare in 6 mesi ad una nuova gestione. La convenzione attualmente in essere è stata però decurtata di un ulteriore 5%, che si somma al 30% già tolto nell’ultima proroga effettuata. Questo comporta, ovviamente, fondi in meno per i cani e un ribasso degli stipendi dei lavoratori che, attualmente, vivono in uno stato di incertezza e precarietà.
Qualche mese fa vi avevamo già raccontato come era iniziata questa vicenda che non riguarda solo Muratella, ma anche le altre due strutture comunali esistenti, ovvero l’ex Cinodromo di Ponte Marconi e l’ex Poverello di Vitinia. Certo, Muratella resta la struttura che più di tutte è sotto i riflettori in quanto ospitante più di 600 cani e 50 gatti, oltre la maggior parte degli ausiliari e delle attività, come gli uffici amministrativi, il gruppo adozioni, gli educatori, il presidio veterinario e persino la ASL Roma D. Le altre due strutture, pur essendo molto importanti per il servizio che svolgono, sono più piccole e modeste.
Ma cosa ha portato a paventare, così dal nulla, la chiusura di Muratella e a scatenare l’ira dei lavoratori di tutti i canili comunali? Ripercorriamo brevemente: le tre strutture sono state gestite per molti anni dalla AVCPP (tranne ex Cinodromo gestito in comunione con l’Impronta Onlus), compito datole dal Comune di Roma per assegnazione diretta, quindi senza passare attraverso alcuna gara, e continuato grazie a proroghe su proroghe della convenzione. Un metodo, di per sé, non molto ortodosso e giusto, visto che i bandi di gara consentono democraticamente a più soggetti di competere tra loro. Evidentemente questa situazione, non priva di critiche e accuse soprattutto per una gestione di risorse economiche poco oculata da parte dell’associazione, ha portato il Comune di Roma ad aggiustare il tiro, in occasione di un bando europeo che avrebbe scaturito, finalmente, una competizione tra più soggetti. Tutto sembra positivo, ma qui iniziano i guai. Per arrivare a questo bando europeo, ad oggi ancora non pubblicato, è stato fatto qualche mese fa un “bando-ponte” che avrebbe portato i vincitori tra i soggetti partecipanti a “spartirsi” i canili per qualche mese (con il rischio improvviso di estromissione della AVCPP) fino a quando il bando europeo non fosse stato pronto. Questa, indubbiamente, non è stata una scelta pratica da parte del Comune: si poteva, infatti, prorogare ad AVCPP la convenzione fino al bando europeo e successivamente promulgare la gara. Perché, invece, si è deciso di fare ciò? Il motivo potrebbe sussistere nel fatto che la gara fosse a ribasso, consentendo alle casse del Comune di ottenere un bel risparmio di denaro.
Ad ogni modo la gara viene vinta dalla Mapia Srl, una società multiservizi pugliese, che avendo la possibilità di scegliere quale canile gestire ha optato per l’ex Cinodromo, il “meno impegnativo” probabilmente, soprattutto con quelle cifre, da gestire. L’Impronta Onlus, che cogestiva il canile con AVCPP, ha deciso di impedire fisicamente l’ingresso di Mapia, che di fatto non ha mai iniziato il suo operato. Ad oggi, infatti, nell’ex Cinodromo operano i lavoratori dell’Impronta, senza averne titolo e gratuitamente.
La complessa situazione del canile di Muratella, che ha portato al rischio chiusura, ci viene raccontata da Simone Placido, dipendente della struttura: “Il Presidente dell’Impronta Onlus, essendo stato privato del canile dell’ex Cinodromo, fece una proposta economica al Comune di Roma su Muratella, ma essa avrebbe portato al licenziamento di 9 lavoratori su 10 essendo fortemente ribassata. Il Comune, quindi, per evitare una crisi occupazionale, non ha accettato la proposta e ha deciso di prorogare la convenzione con AVCPP fino al 31 dicembre, decurtandola però di un 30%. Una volta scaduta la proroga, visto che si voleva dare uno stop agli affidamenti diretti, invece di mettere in campo delle azioni di tutela sia per i lavoratori che per il servizio, il Comune ha deciso di chiedere l’intervento della Forza Pubblica al Tavolo per l’Ordine e la Sicurezza tra Prefettura, Questura, Campidoglio e Regione Lazio per lo sgombero coatto dei cani di Muratella, che sarebbero poi stati spostati in strutture private”.
Da qui i lavoratori hanno portato avanti una serie di manifestazioni e proteste che hanno strappato, come risultato, prima una ulteriore proroga fino al 31 gennaio, e successivamente un’altra fino al 30 aprile, quest’ultima ribassata di un altro 5%. Questa data non è assolutamente casuale ma è quella entro cui, probabilmente, sarà pubblicato il famoso bando europeo, come ci conferma Alessio Marini, Consigliere del M5S al Municipio XI: “Il bando è pronto ma per il momento è stato consegnato all’ANAC, l’Agenzia Nazionale Anticorruzione, che farà una valutazione preventiva e lo riconsegnerà tra due settimane. Dopodichè, entro 6 mesi, dovrebbe andare a regime la nuova gestione del canile”. Questa è una buona notizia, in quanto è stata scongiurata la chiusura dei canili e, soprattutto, si dà uno stop a una situazione che è stata perpetrata per troppi anni e che ora, purtroppo un po’ goffamente, si cerca di riportare all’ordine. “La gestione in questi anni – ha continuato Marini – non ha preservato il bene pubblico, sono stati spesi tanti soldi, spesso erogati come provvedimenti emergenziali. Anche l’ANAC si è espressa negativamente sulla prosecuzione della gestione del canile in quelle modalità. Il costo di un cane a Muratella era molto alto, ben 13 euro al giorno, escluse le spese di gestione della struttura (come le utenze, ad esempio, ndr), tutti a carico del Comune. Adesso ci si orienta su un costo per cane di 8,5 euro che sono comunque tanti, perché il costo medio in una struttura pubblica dovrebbe essere di 5 euro”. Dunque per anni sono stati erogati troppi fondi. E la situazione dei lavoratori? “Si è arrivati a questo punto perché l’AVCPP è un’associazione di volontari che di fatto è diventata un’associazione di lavoratori, avendo più di 100 persone – ha continuato Marini – Questo tipo di gestione non è regolare, esistono delle leggi e vanno rispettate. Questa è ovviamente una situazione che si è incancrenita negli anni ed ora è diventata esplosiva”.
Il Presidente del Municipio XI, Maurizio Veloccia, ha accolto favorevolmente la non chiusura del canile Muratella: “La proroga fino al 30 aprile è senz’altro una buona notizia, sia per quanto riguarda i lavoratori dell’AVCPP che da anni lo gestiscono, sia per gli oltre 650 cani ospitati, anche se, ovviamente, è una soluzione tampone in attesa del bando europeo”. Secondo il Presidente è necessario un cambio di rotta, per far sì che non si ripresentino situazioni emergenziali di questo tipo: “Credo sia necessario ridare ai canili di Roma la giusta dignità e legalità, senza però rischiare di farla perdere ai lavoratori, oppure che a farne le spese sia il benessere e la tutela degli animali”.
Ultimo fronte è il canile ex Poverello di Vitinia, una piccola struttura ospitante una ventina di cani, la cui sorte è ancora nel dubbio. Non si sa, infatti, se verrà prorogata l’attività di AVCPP al suo interno e, a quanto pare, potrebbe essere l’unico la cui chiusura è un rischio quasi certo.
Non resta che attendere la pubblicazione del bando europeo per capire quale sarà il futuro dei canili di Roma, strutture che, lo ricordiamo, offrono un servizio fondamentale per i cittadini (oltre che per le adozioni, anche per il fenomeno del randagismo) ma che, essendo strutture pubbliche, devono perseguire come unico interesse quello dei cani e dei fruitori del servizio, gestendo in modo oculato i fondi messi a disposizione.

Serena Savelli