Home Municipi Municipio XI

Scuola Municipio XV: anche in termini di soldi, solo tagli

SHARE
scuola3

Ancora tagli sulle scuole. Paris: “Il livello degli stanziamenti è ridotto all’osso”.

Torniamo a parlare di scuole. C’eravamo lasciati, appena qualche mese fa, con i problemi della scuola dell’infanzia di via Lupatelli, al Portuense. Il desiderio e la promessa erano quelli di verificare se l’approvazione del bilancio comunale avrebbe portato significative novità nella vita scolastica del territorio.
Lo chiedo a Gianni Paris, Presidente del Municipio XV: “La situazione era grave prima e continua ad essere grave oggi, perché il livello degli stanziamenti dal Campidoglio è ridotto davvero all’osso. Con la manutenzione ordinaria riusciamo ad arrivare a stento a fine anno. Questo significa che, purtroppo, saranno le famiglie a dover intervenire perché abbiamo davvero pochissime risorse per far fronte alle necessità dei 70 plessi scolastici che il nostro Municipio ospita. Fortunatamente in questi anni, soprattutto in alcune situazioni, abbiamo realizzato interventi che hanno risolto problemi strutturali. Quindi auspico che, qualora ci fosse bisogno di intervenire di nuovo, non si tratti di interventi complessi. È chiaro, però, che se si razionalizzano le risorse e si va al millimetro con gli interventi, la ristrutturazione delle suppellettili non potrà essere fatta. Voglio dire – conclude Paris – che se si rompe un rubinetto, si ripara quel rubinetto. Non si rifà di certo il bagno”.
Come premessa non c’è male. E Claudio Camilli, Assessore alle Politiche educative e scolastiche al Municipio XV, rincara la dose: “Con i budget che abbiamo devo lavorare sperando che non succeda niente di grave. Il bilancio, infatti, ha previsto 145.000 euro per 17 asili nido: se si rompe un condizionatore, che costa intorno ai 1000 euro, finisco in una sola volta i soldi destinati alla manutenzione scolastica di un mese. Stesso discorso per le materne comunali. Sono 17 e la cifra stanziata per la manutenzione ordinaria è di 200.000 euro invece dei 490 richiesti”. Molto difficile far quadrare i conti con queste cifre. “Per non parlare dei soldi destinati alla cultura scolastica: solo 20.000 euro. Quasi nulla. Sarà importante, in questo senso, la collaborazione con Fabrizio Grossi che, in qualità di Assessore alle Politiche culturali del Municipio, non ha avuto neanche un soldo. Cercheremo – continua Camilli – di lavorare insieme ben consapevoli, però, del rischio che corrono molte delle manifestazioni che l’Assessorato alla Scuola del nostro Municipio fino ad oggi è riuscita a realizzare. Penso all’iniziativa organizzata con l’Associazione Libera oppure al progetto Sana e robusta costituzione: ci troviamo di fronte ad una sfida davvero difficile. E a farne le spese saranno, come sempre, soltanto i ragazzi”.
In qualità di Presidente della Commissione Controllo Trasparenza Marco Palma, Consigliere municipale PdL, ritiene che l’Amministrazione debba necessariamente guardarsi intorno. “C’è un bando della Regione Lazio riservato ai Municipi – afferma – che riguarda Fondi da riservare all’edilizia e alla manutenzione scolastica. Dovremmo poter accedere a bandi come questo che rappresentano una risorsa in più rispetto a quello che l’Amministrazione comunale offre. Tuttavia, riguardo alla manutenzione scolastica per il 2010-11 i soldi ci sono. Sarà un problema a partire dal prossimo anno, ma si vedrà di affrontarlo quando sarà il momento. Sappiamo benissimo che la maggior parte delle scuole del nostro Municipio sono state realizzate negli anni ‘70. Dunque sono edifici vecchi e il grosso problema è la loro messa a norma, la sicurezza della struttura scolastica. Mi auguro che la Regione continui a muoversi in supporto dei plessi scolastici comunali e della loro manutenzione. In questo modo potremo farcela”.
Ma il discorso della manutenzione scolastica, si intreccia inevitabilmente con un discorso più complesso. “Parallelamente all’aspetto legato alle risorse destinate alle nostre scuole – prosegue Camilli – mi preme ricordare che i bambini hanno diritto alla frequenza di una scuola materna che segua necessariamente un progetto educativo serio. Anziché tagli, propongo un rilancio: trasformare gli 8 anni di elementari e medie in due progetti complementari. Uno sulle scuole dell’obbligo, che dovrebbero partire dai 3 anni e legare materne ad elementari. L’altro, invece, che dovrebbe legare medie inferiori a medie superiori (5 anni comuni e 3 di specializzazione). Questo perché sono convinto che ci sia bisogno di una maggior cultura e di un progetto educativo non ridotto. Un progetto che renda i giovani culturalmente preparati a diventare classi dirigenti anche qualora non dovessero appartenere a classi dirigenti. Mi sembra una premessa fondamentale in merito alla situazione delle nostre scuole”. Per adesso assistiamo solo a tagli.

Marica Di Santo