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Scuola Sciascia, un nuovo anno per ricominciare e dimenticare

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Si riaprono le porte della scuola, chiusa un anno fa per un cedimento strutturale

 

Tratto da URLO n. 108 di ottobre 2013

VILLA BONELLI – C’è vita nella Sciascia: a distanza di un anno dal cedimento strutturale che provocò la chiusura della scuola, i bambini tornano a colorare di vita le aule ed i corridoi del plesso di via Lupatelli. Una riapertura giunta a conclusione di una corsa contro il tempo che ha visto operai ed addetti ai lavori industriarsi alacremente, anche nel corso dei mesi estivi, per centrare un obiettivo ritenuto fondamentale dalla nuova amministrazione municipale.

Il primo pensiero di Maurizio Veloccia, Presidente del Municipio XI, è rivolto ad una comunità che, pur dovendo affrontare un’intera annata scolastica sopportando numerosi disagi e sacrifici, ha ritrovato un innato spirito di unione e compattezza: “La riapertura della scuola, a meno di un anno dalla sua chiusura e in anticipo rispetto alla scadenza del cronoprogramma, è il successo di una comunità intera che si è impegnata e che ha lavorato insieme. Ed è la dimostrazione che non sono le cariche o i ruoli a fare la differenza, ma le persone: chi ci ha preceduto ed ha lavorato, pur a fine mandato, per il bene della comunità; gli insegnanti, i dirigenti scolastici, i genitori, i nostri tecnici, l’impresa che ha eseguito i lavori e i consiglieri che li hanno seguiti con noi. Senza il contributo di ciascuno di loro non saremmo arrivati a questo risultato”. Obiettivo centrato a fronte di una spesa di circa 2 milioni di euro che ha permesso il risanamento di 176 pilastri complessivi, l’impermeabilizzazione della copertura, la ripulitura dell’intero edificio e la sostituzione di 186 valvole dei termosifoni. Oggi, nonostante debba ancora essere ultimata la ristrutturazione del teatro, quel passato che poteva assumere contorni tragici può essere messo alle spalle: “I lavori da ultimare non incideranno sul regolare svolgimento delle lezioni, non sono previsti, infatti, ulteriori periodi di chiusura – spiega il Presidente – ora dobbiamo rafforzare la scuola pubblica, la qualità dei servizi educativi e degli stessi edifici scolastici con un piano straordinario di manutenzione, perché è diritto di studenti ed insegnanti vivere in luoghi sicuri, funzionanti e possibilmente belli”.

Anche Marco Palma, Consigliere Pdl al Municipio XI, non nasconde la sua soddisfazione: “Le preoccupazioni per la riapertura erano molto elevate, soprattutto nel primo trimestre successivo alla chiusura nel corso del quale era stata anche vagliata l’ipotesi dell’abbattimento e della costruzione ma adesso, grazie all’impegno dei genitori e nonostante tutte le indecisioni delle amministrazioni, la vicenda è stata risolta”. L’attenzione di Palma si proietta ora verso il futuro: “Ora il problema principale è quello di avviare una mappatura sulle strutture scolastiche su cui ha competenza il Municipio. L’operazione, che dovrebbe costare non più di 5mila euro a plesso, permetterebbe di monitorare lo stato di edifici costruiti negli anni ’70 seguendo gli stessi criteri della Sciascia ed evitare, conseguentemente, altre possibili tragedie”.

Alessio Marini, Consigliere M5S, prima di incensare i lavori appena conclusi preferisce attendere risposte concrete su come siano stati effettivamente gestiti: “Abbiamo presentato un’interrogazione municipale per capire se e come gli standard di sicurezza dettati dal genio civile siano stati rispettati e come il Municipio avrebbe monitorato lo stabile nei periodi successivi per verificare che fosse sicuro. È infatti necessario avere una nota tecnica dell’intervento realizzato, cosa che ancora non abbiamo, per poter dire se le cose sono state fatte per bene oppure così così e magari anche il ‘verbale di collaudo’ o un documento equivalente che dovrebbe esistere da qualche parte, a cura dell’ufficio tecnico”.

Comunque è a lieto fine l’odissea della scuola Sciascia. Ora l’attenzione si pone sulle altre scuole del quadrante, per far sì che certe problematiche non emergano solo contestualmente ad incidenti simili e che gli studenti possano vivere le loro giornate in ambienti sicuri e fruibili.

Simone Dell’Unto