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Slitta, per l’ennesima volta, l’apertura del sottopasso Portuense

I cittadini, ormai increduli, si interrogano anche sulla pericolosità del parcheggio

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PORTUENSE – Una notizia che non volevamo darvi ma che, purtroppo, era nell’aria: il sottopasso di via Portuense non è stato aperto neanche questa volta. “Entro dicembre”, si era (ri)preventivato. E invece niente. Le motivazioni del nuovo ritardo sarebbero additabili alla modifica di un passante di cavi dell’Acea e, sembra, al ritrovamento di un cavidotto della Wind non segnalato alla Soprintendenza. I lavori di Acea sono in corso, mentre quelli di competenza di Wind dovrebbero essere effettuati in questi giorni, sempre ricordando che nel sottosuolo sono presenti importanti reperti archeologici (uno dei motivi dei continui ritardi e stop al cantiere negli anni). Quindi ogni operazione dovrà tenere conto di cosa c’è al di sotto della strada, Soprintendenza permettendo. Ciò vuol dire che le tempistiche dell’apertura del sottopasso, ad oggi, tornano nell’indefinibilità.

NUOVI PROBLEMI – “Il cavidotto della Wind è posizionato in superficie e va interrato in profondità – ha dichiarato Giacomo Giujusa, Assessore ai Lavori Pubblici e Ambiente del Municipio XI – La Soprintendenza era completamente all’oscuro di questo passaggio di cavi e dunque deve procedere alla verifica. Noi abbiamo sollecitato Wind per accelerare l’intervento, che si dovrà effettuare con la supervisione di un archeologo”. Per i lavori di competenza di Acea, invece, si sta provvedendo celermente in questi giorni al loro compimento. Queste nuove problematiche sembra siano venute alla luce solo in fase di ultimazione del cantiere, ripulendo e risistemando l’area, perchè il sottosuolo è pieno di reperti archeologici quasi emergenti, “alcuni a soli 20 cm sotto l’asfalto – ci dice Giujusa – Ci sono poi altri piccoli interventi da fare, ma sono operazioni veloci che noi vorremmo terminare prima possibile. Stiamo dialogando con gli enti coinvolti in modo che tutto si sistemi velocemente”. E sui reperti ha aggiunto: “Spesso si parla del sottopasso ma ci si dimentica quello che c’è sotto: un patrimonio che il quartiere deve riprendere – ha continuato l’Assessore – Qui ci sarà un’area, in fase di progettazione, dove i ritrovamenti rimarranno a vista. Non abbiamo urgenza di aprire perché vogliamo che le cose vengano fatte bene”. Dal Municipio, quindi, la volontà è quella di mettere in campo tutto l’impegno per l’ultimazione dell’opera, ma badando più alla qualità del lavoro che alla velocità. Fermo restando che si ha l’intenzione di aprire a stretto giro, anche se non ci si sbilancia su una data certa.

IL PARCHEGGIO – Ma in questo momento c’è altro che sembra preoccupare la cittadinanza, ed è la nascita del parcheggio adiacente all’area commerciale, la cui conformazione, a detta dei residenti, sarebbe pericolosa e porterebbe al rischio di incidenti. Ciò che è stato denunciato un po’ da tutti, dalle opposizioni politiche ai cittadini, è che tale area, ancora senza collaudo, essendo già utilizzata dagli automobilisti come parcheggio, crea traffico e tamponamenti, in quanto dotata di un solo accesso (mentre da progetto sarebbero previste un’entrata e un’uscita). “L’area parcheggio che è stata realizzata, oggi è aperta ma non in sicurezza – ha dichiarato Maurizio Veloccia, Consigliere Pd – Non ha un’uscita ed è già stata oggetto di incidenti. Abbiamo scritto più volte alla Polizia locale, all’Ufficio tecnico, al Presidente e alla Giunta, ma nessuno si è premurato di interdirla finché non venga collaudata. Il tutto è molto grave perché il primo degli interessi dovrebbe essere la salvaguardia dell’incolumità dei cittadini”. Inoltre, lamentano i residenti, oltre alla pericolosità di avere un parcheggio non ancora collaudato ma già fruibile, le autovetture stazionano al di là del muretto delimitante l’area, creando un ulteriore restringimento della carreggiata.

AREA PEDONALE O PARCHEGGIO? – Quello che emerge dalla spiegazione dell’Assessore Giujusa è che il parcheggio è effettivamente in attesa del collaudo, ma che questo avverrà solo a seguito dell’apertura del sottopasso. Al momento dovrebbe essere un’area pedonale e di carico/scarico merci, quindi interdetta alle automobili, perché ancora sprovvista sia di segnaletica che di un’uscita. Ogni modifica alla sua conformazione è fuori discussione perché rallenterebbe l’inaugurazione del sottopasso: “Il progetto del parcheggio è stato variato nel 2014, noi lo abbiamo trovato in fase esecutiva di realizzazione – ha dichiarato l’Assessore – Esso è nato sotto la precedente Giunta ed era già approvato, quindi non abbiamo potuto fare nulla. Modificare il progetto è il modo migliore per non aprire il sottopasso”.

Nei giorni scorsi sono state poste delle transenne, rimosse poi da ignoti. Se è pur vero che anche gli automobilisti dovrebbero avere il buon senso di non utilizzare degli spazi ancora non adibiti a parcheggio, non avere una segnaletica chiara o degli ostacoli che facciano capire che quell’area non è ancora adibita alla fruizione delle automobili è un alibi per un uso improprio della stessa. In molti vorrebbero addirittura l’eliminazione di questo nuovo spazio, studiato male, a detta di alcuni, anche dal punto di vista degli accessi. Ma ormai il “danno”, se di questo si trattasse effettivamente, è fatto, quindi non resta che attendere una rapidissima apertura del sottopasso, sia perché sta diventando una “barzelletta di quartiere”, sia perché così si avrà modo di capire come si inserirà quest’area parcheggio nel progetto complessivo.

Serena Savelli

Tratto da Urlo n.142 gennaio 2017

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