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Sul PUP di via Fermi c’e’ sempre stata scarsa trasparenza

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Normative antimafia assenti, indagini idrogeologiche approssimative e progettisti ricorrenti nei PUP del territorio. Tante anomalie nel Municipio XV

MARCONI – Ci sono battaglie che, per il complesso intreccio che le caratterizza, si prestano ad essere ciclicamente analizzate. Da questo punto di vista, il PUP di via Enrico Fermi, continua a rappresentare una preziosa fonte di spunti d’approfondimento.
La vicenda è nota. Con un’ordinanza sindacale risalente al luglio del 2010 il primo cittadino di Roma, si ricorderà, aveva autorizzato la realizzazione del parcheggio interrato tanto discusso. La decisione, avallata dalla Giunta Municipale, aveva tuttavia incontrato le resistenze di molti cittadini rappresentati dal CdQ Marconi. Ma anche di attori istituzionali, nella duplice accezione del Consiglio Municipale e di quello Capitolino, scesi in campo a prescindere dagli schieramenti politici. E ciò nonostante, sebbene le motivazioni addotte contro la costruzione del PUP risultassero ben definite, la volontà di procedere alla realizzazione dell’opera ha prevalso. La presenza di 28 platani da una parte e di una falda acquifera dall’altra, non sono state ritenute, per ora, ragioni sufficienti a far retrocedere l’amministrazione comunale dall’intento dichiarato: realizzare un parcheggio interrato nell’area.
Eppure, le rimostranze tanto dei cittadini quanto dei consiglieri municipali, non sono mai venute meno. Di recente Caterina Turato, Presidente del CdQ Marconi, ha sollevato una questione appoggiata anche da parte dell’opposizione municipale. Quello che la Turato ha richiesto, con una lettera inoltrata a tutte le autorità competenti, è stato di “verificare la correttezza e la completezza della documentazione Antimafia relativamente alla CAM s.r.l. – società che vanta una concessione di 90 anni sul PUP di Fermi – inclusi il legale rappresentante e tutti i soggetti che esercitano la proprietà ed il controllo della stessa”. La preoccupazione della Presidente del CdQ, nasce dal fatto che l’amministratore unico della CAM s.r.l. “ci risulta che abbia una condanna penale per corruzione”, un aspetto che, dal punto di vista d’un privato cittadino, può sicuramente destare apprensione. Soprattutto se il soggetto in causa vanta dei diritti su un’area considerata di pubblico interesse, come agli atti risulta essere il PUP di Fermi.

“Rispetto a questo argomento ho presentato per due volte, all’Authority sulla vigilanza dei contratti pubblici, la richiesta che fosse prodotta tutta questa documentazione – ha dichiarato Marco Palma Presidente Commissione Trasparenza Municipio XV- L’Authority mi chiamò il 3 dicembre e mi disse che il Comune di Roma, in qualità di stazione appaltante, era obbligata a richiedere questi documenti. Ma ad oggi noi non abbiamo ancora la prova fisica dell’esistenza di questa certificazione. Per cui rimaniamo ancora nel dubbio. Mi auguro che il Comune abbia provveduto, anche se le nostre richieste, troppo spesso, rimangono ignorate”. A tal proposito, Palma ha lamentato anche l’inefficienza della Procura di Roma: “come Commissione Trasparenza, l’abbiamo già impegnata un anno e mezzo fa, ma non abbiamo avuto nessun riscontro, pur avendo circostanziato con atti ufficiali della Commissione una situazione specifica. Noi all’epoca sollevammo il problema che la progettazione del PUP di via Fermi era andata all’architetto Riccardo Armezzani, che lo si trova negli atti ufficiali nel Pd come mandatario elettorale del presidente Paris nell’ultima campagna elettorale. E lo troviamo come progettista anche del PUP su piazzale della Radio, e la coincidenza è quantomeno anomala. Io dubito che la CAM non avesse già un progettista”. Ma perché c’è tanta acrimonia verso un singolo professionista? Palma ci spiega, gettando acqua sul fuoco, che “non c’è nulla di male nell’esercitare la propria professione, ma che lo si faccia nel territorio del Presidente che si è contribuito ad eleggere, è quantomeno anomalo”. In tutta la vicenda del PUP, in effetti, la Giunta Paris non si è mai espressa, almeno nell’ultimo mandato. Viceversa, come si diceva, il Consiglio Municipale, di cui Palma fa parte, per ben due volte ha presentato una mozione, votata a maggioranza, contraria alla realizzazione del PUP. Ed anche in Comune si è verificata una situazione analoga, con un’anomala maggioranza in Assemblea Capitolina, che ha visto schierarsi esponenti di Sel e del Pd insieme a quelli del Pdl. Ma anche in questo caso, il Sindaco, che come Commissario Straordinario ha l’ultima parola, non ha battuto ciglio.

“Sulla vicenda di via Fermi, come su tutti i PUP di Roma, il Sindaco si è trovato di fronte a qualcosa che non ha saputo gestire – ha commentato Stefania Giusti, Consigliera Pd nel Municipio XV – non mi sembra che come Commissario Straordinario il suo ruolo sia stato d’aiuto. Se si pensa che in questi anni l’utilizzo della mobilità privata è andata aumentando rispetto all’uso del trasporto pubblico sinceramente non si capisce a cosa serva questo ruolo”.
Una perplessità condivisa dalla Turato che, nell’evidenziare la mole burocratica prodotta, sottolinea come “ognuno è responsabile soltanto di un pezzettino, ma alla fine non lo è nessuno del totale del progetto. Anche se, a ben vedere – fa notare – un responsabile c’è, ed è il Sindaco, Commissario per l’emergenza traffico e mobilità, in quanto firmatario dell’ordinanza con la quale ha dato il via al PUP Fermi”. Ma c’è anche un altro aspetto che suscita dei dubbi, in relazione alla serietà complessiva dell’operazione. Oltre alle difficoltà dovute ad una scarsa trasparenza, si è detto che esistono altri fattori che remano contro alla realizzazione del PUP. Tra questi la presenza di una falda acquifera a 12 metri di profondità che potrebbe causare danni strutturali agli edifici circostanti.
Anche in questo caso c’è convergenza tra Giusti, responsabile Pd per la Mobilità Sostenibile e Turato del CdQ. La prima ricorda che “sono partiti i sondaggi archeologici senza che ci fossero tutte le certificazioni rispetto alla stabilità dei palazzi nei dintorni, ed in particolare per la vicinanza del Tevere che rende ancor più delicata la questione. Quindi – fa notare la Consigliera – prima di procedere il Comune avrebbe dovuto garantire la stabilità dei terreni”.
Eppure questa garanzia in qualche modo è stata prodotta, dal momento che “L’ufficio parcheggi ha dichiarato che le indagini idrogeologiche sono già state effettuate in maniera soddisfacente dalla CAM, il 20 dicembre – fa notare la Turato – Però il geologo del Dipartimento Urbanistica aveva consigliato di effettuare indagini lunghe almeno un anno per verificare le variazioni che subisce il terreno con il cambiare delle stagioni. Sa invece cos’è stato depositato dalla CAM? – e ritenuto soddisfacente dall’Ufficio Parcheggi – Delle indagini bibliografiche. Tutto qui”. Come se, fare una ricerca in biblioteca, potesse far stare tranquille delle persone a cui per anni si è detto che l’area potrebbe essere a rischio idrogeologico. Cos’altro aggiungere? Niente, a parte il fatto che la battaglia dei residenti prosegue e che noi la seguiremo con interesse.

 

Fabio Grilli