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Via Candoni: parte lo sgombero dell’insediamento abusivo

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Insediamenti abusiviRepertorio

Al via questa mattina le operazioni di sgombero e bonifica della tendopoli abusiva nel Municipio XI

LO SGOMBERO – Sono partite questa mattina le operazioni di sgombero dell’insediamento abusivo sorto in via Luigi Candoni nel Municipio XI, a poca distanza dal ponticello dell’Ospedale S. Giovanni Battista. È il Circolo Pd di Muratella, attraverso il suo profilo Facebook, ad annunciare l’inizio dello sgombero: “È in corso d’opera lo sgombero dell’insediamento abusivo di Via della Magliana, di fronte il ponticello dell’ospedale S. Giovanni Battista – seguitano – Grazie all’intervento del Municipio e del Comune di Roma, questo territorio compie un altro passo importante verso la normalità”. 

DALL’OPPOSIZIONE – Soddisfazione viene espressa anche dall’opposizione, con il Capogruppo di FDI-AN, Valerio Garipoli che, in una nota congiunta con Federico Rocca Responsabile enti locali di FDI-AN, Brian Carelli Dirigente del Movimento Prima l’Italia e Paolo Rendina Presidente di FI Magliana, annuncia: “Finalmente l’area viene liberata dall’insediamento abusivo che ha recato ulteriore degrado e alimentato fenomeni di illegalità in una zona già sofferente per la presenza del campo nomadi autorizzato. Una situazione che è sfuggita di mano all’amministrazione – seguitano nella nota – che quando si tratta di colpire i romani non fa sconti a nessuno, ma quando si parla di nomadi è sempre pronta a nascondere la testa sotto la sabbia. Chiediamo ora l’immediata riqualificazione dell’area interessata affinché vengano impedite nuove occupazioni”.

VERSO NUOVI MODELLI – Saluta con favore l’operazione, ma guarda oltre il semplice sgombero, la Presidente del Consiglio Municipale Emanuela Mino: “La battaglia per la legalità passa anche dalla lotta alle baraccopoli abusive sparse per Roma, come quella di via Candoni, che questa mattina è stata sgomberata nell’ambito del programma capitolino che vedrà accanto al contrasto ai campi sorti abusivamente, un recupero ed un ripristino di una piena vivibilità e legalità degli 11 campi nomadi regolari della città con un progressivo allontanamento di chiunque non abbia titolo per restare”. Un’operazione, secondo la presidente, che punta al contrasto delle presenze irregolari, assieme all’accoglienza per chi “ha intenzione di volersi pienamente integrare e che mi auguro si concretizzi presto nell’obiettivo di chiusura definitiva dei campi così come stabilito dalla Commissione Europea nel 2012 ed alla creazione di modelli alternativi che, al contrario, garantiscano l’integrazione e la socializzazione”.

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(Foto di repertorio)