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Anagrafico Municipio XII: tre mesi per una carta d’identità

Poco personale, nuove procedure e altri problemi provocano rallentamenti

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Tratto da Urlo n.157 Maggio 2018

MUNICIPIO XII – Dal novembre del 2015 in tutti i Municipi per ottenere un documento è necessario fissare un appuntamento, tramite il sito “TuPassi” o direttamente in sede. Al Municipio XII per una carta d’identità la prima data utile è tra circa tre mesi.

LE RAGIONI DEI RITARDI – “C’è poco personale”, ha spiegato la Presidente del Municipio XII, Silvia Crescimanno: “Abbiamo inviato numerose richieste e continuiamo a farlo. Se arrivasse nuova forza lavoro in parte il problema si risolverebbe”. Ma i problemi sono anche altri: “Rispetto al rilascio della carta di identità cartacea, le tempistiche per quella elettronica sono più lunghe perché la procedura è diversa. In più ci sono problemi di linea (per espletare le azioni agli sportelli), che non dipendono dal Municipio”. La situazione in cui versa l’anagrafico, dice Lorenzo Marinone, Consigliere Pd, “è drammatica. Oltre ai giorni di attesa, si registrano due ore di ritardo sull’appuntamento”. È vero che le procedure sono cambiate, dice, ma “non si è riusciti a migliorare la situazione, da cinque mesi il servizio è peggiorato”.

TUPASSI NON IN ESCLUSIVA – Il problema più grande si verifica quando un cittadino non può permettersi di attendere così tanto: “Abbiamo presentato una proposta – spiega Marinone – ovvero affiancare al ‘TuPassi’ un sistema che consenta il rilascio a vista del documento nell’arco della giornata. Oggi questa garanzia non c’è. La proposta prima di entrare in aula era condivisa da tutti ma poi il M5S si è rifiutato di firmare l’atto”. La richiesta dell’opposizione è stata reputata dal M5S, “strumentale”, per questo, dice la Crescimanno “non ci siamo sentiti di votarla”; per gestire situazioni particolari “abbiamo istituito da dicembre 2016 uno ‘sportello Smart’ dedicato all’utenza debole”. Un servizio, sottolinea Marinone “non dedicato a tutti, ma non solo le fasce più fragili hanno urgenze”. Lo sportello, dicono i Consiglieri municipali Marco Giudici e Giovanni Picone (Fdi), “non è stato istituto per scelta, ma perché non si poteva fare altrimenti, è una misura emergenziale. Gestisce situazioni quotidiane in modo disorganizzato”. Secondo i consiglieri le “gravissime condizioni in cui versa l’anagrafico si sono iniziate a verificare dai tempi di Marino. Le ragioni del collasso vanno individuate nell’organizzazione delle strutture. Le responsabilità sono politiche: chi gestisce il personale sono Sindaco, minisindaci e direzioni amministrative, costoro quindi possono risolvere il problema”. L’anagrafe, seguitano, “è un servizio essenziale: chiediamo quindi l’intervento del Prefetto di Roma, incaricato di vigilare su queste strutture per legge”.

PAGAMENTI ATTRAVERSO POS – Dal 1 luglio i pagamenti presso gli sportelli anagrafici di tutta Roma potranno essere effettuati esclusivamente tramite POS (carta di credito o bancomat). Questo metodo però potrebbe mettere in difficoltà chi non possiede carte di pagamento. Per questa fascia di utenti sarà possibile provvedere presso esercizi convenzionati con il circuito Lottomatica, al costo di 2 euro. “Sono direttive comunali. Questa novità potrebbe velocizzare le operazioni, ma sicuramente si potrà discutere degli altri aspetti in futuro”, ha commentato la Crescimanno. Al contrario, secondo Marinone, i tempi si dilateranno “perché non tutti hanno una carta o un bancomat e ciò obbligherà le fasce più deboli a effettuare il pagamento presso un altro istituito con una commissione allucinante. I metodi di pagamento contante e POS devono coesistere”. Affermazione quest’ultima condivisa anche da Giudici e Picone: “Non possiamo costringere le persone a dotarsi di strumenti elettronici di pagamento contro la propria volontà”.

Anna Paola Tortora