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Ancora lamentele e immobilismo sulla discarica di Malagrotta

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Malagrotta1

Nulla sembra muoversi per risolvere una situazione quasi paradossale.

È di pochi giorni fa l’ennesima segnalazione riguardo una grande nube accompagnata da cattivo odore nella zona della discarica di Malagrotta.
Massimiliano Ortu, Vice Presidente del Consiglio e capogruppo di Rifondazione Comunista del Municipio Roma XVI, ci spiega: “La situazione è paradossale. Nonostante la discarica sia esaurita è ancora in funzione, il gassificatore non ha un documento di collaudo, non c’è destinazione certa delle scorie, non si è ancora individuata un’area sostitutiva e l’Unione Europea l’ha dichiarata fuori legge. Il monitoraggio della CO.LA.RI. è inattendibile, controllore e controllato sono la stessa persona. Cambiano le maggioranze e, però, il problema non accenna a risolversi. Così come quando c’erano ancora Marrazzo e Veltroni, ne Polverini ne Alemanno possono e vogliono dirci qualcosa, eppure nel 2008, durante la campagna elettorale, c’erano dei manifesti del PdL che recitavano ‘Chiude Malagrotta’ e invece sarà operativa almeno fino al 2012. Vogliamo che questo immobilismo istituzionale cessi, che il monitoraggio venga affidato all’Arpa e che la gestione dei rifiuti, oggi dettata dal privato, torni in mano alla politica”.
Di parere contrario Andrea De Priamo, Presidente della Commissione Ambiente del Comune di Roma, che afferma: “Va dato merito a Polverini ed Alemanno di aver posto le basi per un percorso che porti alla chiusura della discarica. In questo senso, ci si deve ricordare che negli ultimi due anni di amministrazione, invece, Marrazzo non ha mai voluto aprire un tavolo con il Sindaco Alemanno; facendo così perdere diverso tempo”. Dichiarazione questa che fa eco ad una nota congiunta di De Priamo e Santori, rispettivamente presidenti delle Commissioni Ambiente e Sicurezza del Comune di Roma, di giugno, in cui si poteva leggere: “Per quanto concerne la discarica di Malagrotta è positivo che il sindaco Alemanno abbia sottolineato la sua totale contrarietà all’individuazione di Monti dell’Ortaccio come nuovo sito per l’impianto di smaltimento dei rifiuti, in virtù della grave penalizzazione che colpirebbe nuovamente i residenti della Valle Galeria. Per dare certezza ai cittadini e ai residenti della zona occorre però che Comune e Regione indichino al più presto un crono programma per arrivare in tempi certi all’individuazione del nuovo sito e alla definitiva chiusura di Malagrotta. È evidente, infatti, che la chiusura della discarica potrà avvenire solo in seguito all’allestimento del nuovo sito. Una scelta fondamentale su cui la Regione Lazio deve garantire il coinvolgimento di tutta la Provincia di Roma, vista la necessità di trattare il tema in una prospettiva di area vasta.
Siamo infine convinti – concludono De Priamo e Santori – che solo proseguendo con forza in una politica di riduzione dei rifiuti e di potenziamento della filiera della raccolta differenziata e del riciclo, unitamente all’individuazione in tempi certi per la chiusura di Malagrotta, sarà possibile uscire definitivamente dalla stagione del monopolio e allontanare, allo stesso tempo, qualsiasi rischio di infiltrazione criminale nella gestione del ciclo dei rifiuti”.

Andrea Falaschi