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Centralità Massimina: residenziale, commerciale e infrastrutture ad un passo da Malagrotta

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510 milioni, 120 dei quali per opere pubbliche, una fermata della FM5 e un raccordo GRA-Aurelia, ma ancora non si parla della bonifica di Malagrotta

Tratto da Urlo n.119 novembre 2014

MASSIMINA – Il 20 ottobre scorso in Campidoglio è stato presentato il progetto della “Nuova Centralità Massimina”, una zona del Municipio XII da tempo in attesa di riqualificazione. “Teniamo particolarmente a questo intervento, che dà priorità alla riqualificazione sostanziosa e importante dell’esistente – ha spiegato l’Assessore capitolino all’Urbanistica, Giovanni Caudo – Proprio per questo ci sono alcuni elementi specifici di questa centralità in cui abbiamo evitato di ripetere gli errori del passato”. “Una trasformazione urbanistica importante – ha aggiunto Paolo Masini, Assessore alle Periferie di Roma Capitale – attesa da tanto tempo e realizzata anche grazie ad un percorso partecipato e condiviso con i cittadini del quartiere”. Il progetto, oltre a prevedere un nuovo centro commerciale, edilizia a bassa e media densità (ville bi e quadri-familiari), presenta 30.000 mq di servizi tra commerciale, direzionale e ricettivo. Un totale di circa 2.750 residenti che si aggiungono ai 10.000 attuali. Prima tra le centralità urbane in attuazione del nuovo PRG, interessa un totale di 112 ettari affidati alla progettazione della Seci Real Estate del Gruppo Industriale Maccaferri. L’area racchiusa tra la ferrovia Roma-Civitavecchia e la via di Casal Lumbroso, la via Aurelia e il GRA, ospiterà anche parte delle compensazioni di Tor Marancia. Il costo totale dell’intervento è stimato in 510 milioni di euro dei quali 120 vincolati per opere di interesse pubblico. “L’intervento non sarà ad alta densità, e rispetterà i parametri fissati dal programma europeo Horizon 2020 – seguita Caudo – I lavori sono già partiti, alcuni dei capannoni che occupano l’area sono in fase di demolizione”. Nello spirito di aumentare la mobilità dell’area e di compensare gli attuali abitanti, la Nuova Centralità dovrebbe essere servita da una nuova fermata della FM5 Roma-Civitavecchia e da collegamenti con la grande viabilità attraverso un nuovo raccordo con l’Aurelia e con il GRA. “Prima di dare il via ci siamo accertati tramite la Regione che la nuova fermata della FM5 fosse assunta all’interno del contratto di servizio. Lo è – sottolinea Caudo – e sarà in funzione quando il quartiere comincerà a vivere”. Oltre ai circa 155.000 mq che saranno adibiti a verde pubblico è interessante il recupero della vicina ex cava di inerti, 36 ettari che diverranno Parco Pubblico Urbano. I tempi di realizzazione dell’intero piano vengono stimati in 10 anni, con circa 250 addetti all’anno che saranno impegnati nei cantieri. Inoltre, secondo la presentazione della Seci, il centro commerciale ultimato darà lavoro a 860 persone, mentre la parte direzionale occuperà, a pieno regime, personale per circa 4.500 unità. Previsioni certamente positive, sempre che il mercato degli immobili destinati ad uffici abbia una crescita nei prossimi anni. Sull’intervento la Presidente del Municipio XII, Cristina Maltese, ha dichiarato: “Quello di Massimina è un tessuto fortemente compromesso, sia dal punto di vista ambientale che per le difficoltà di connessione e dei servizi, dei quali la borgata è quasi totalmente priva – aggiunge ricordando come questa sia – l’occasione per ripensare Massimina come quartiere, non più come zona altamente degradata vista la vicinanza di Malagrotta. Finalmente ragioniamo in termini di risanamento, non più di peso. È un’opera molto attesa anche dai cittadini – aggiunge – fin dal 1998 c’è stata un’ampia discussione sul futuro di quest’area, ora siamo in fase di start up, sempre mantenendo un’attenzione molto alta sul tema”. Sulla vicenda di Malagrotta, legata a doppio filo con il futuro della centralità, anche il M5S interviene, spiegando come “il quartiere di Massimina non ha bisogno di nuove cubature, che con ogni probabilità rimarranno invendute – dichiara Daniele Diaco, Consigliere municipale M5S – Il nocciolo della questione dovrebbe invece riguardare la bonifica dell’area della discarica di Malagrotta, che continua ad impattare negativamente sulla salute e sulla qualità della vita dei cittadini. La riqualificazione di Massimina non può prescindere da un vero intervento di risanamento di quell’area”. In risposta a queste preoccupazioni l’Assessore Masini sottolinea il carattere “verde” degli interventi urbanistici: “Sorgeranno, al fianco delle nuove abitazioni ecosostenibili, un parco pubblico, una scuola, un centro sportivo e uno commerciale e sarà, infine realizzata una fermata della ferrovia FM5, la Roma–Civitavecchia, che collegherà la borgata con il centro della città. In questo modo – conclude Masini – Massimina si trasformerà in un quartiere modello ‘verde’ e dotato di servizi e infrastrutture tra i più moderni della città”. Nonostante le rassicurazioni altre critiche alla presentazione del progetto non sono mancate, con Laura Barbieri, Consigliere FI e Vicepresidente della Commissione Urbanistica in Municipio XII, che accusa la Presidente Maltese e l’Assessore Caudo di fare “l’ennesima passerella”: “Riprova di come la sinistra non abbia alcuna idea su come gestire ambiti seri come l’urbanistica. Si vogliono portare mc in maniera sconsiderata, soprattutto perché esistono luoghi del territorio ancora privi di opere di urbanizzazione primaria”. La preoccupazione della Consigliera forzista riguarda principalmente la vita degli attuali residenti della zona: “Come potranno vivere i residenti di questo quadrante, già stressato dalla mancanza di infrastrutture come illuminazione, strade, marciapiedi, parte delle fognature, quando si costruiranno tutte le cose di cui hanno parlato oggi Caudo e Maltese nell’ennesima passerella?”. Non dimenticare gli abitanti deve essere sicuramente la prima preoccupazione dell’amministrazione: “L’interesse del Municipio è che non si crei una ‘Massimina Nuova’ contrapposta alla vicina borgata – ci spiega Raffaele Scamardì, Assessore municipale all’Urbanistica – Con gli oneri dell’intervento ci sarà la possibilità di sistemare tutte quelle opere assenti o incomplete nel quartiere esistente, come quelle di urbanizzazione. Non ci dimentichiamo di Massimina, ma vogliamo valorizzarla portando i servizi che non ci sono mai stati”.

Leonardo Mancini