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Ex Ghetanaccio, il PUP infinito e il suo degrado

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ghetananccio

Tra blocchi e sequestri una storia già vista: a quando il completamento dell’opera?

Tratto da Urlo n.128 ottobre 2015

TRASTEVERE – “La vigilanza sui lavori, sia nelle fasi preliminari che in quelle di esecuzione delle opere, è posta a carico del Municipio territorialmente competente”. Così stabilisce, come si legge in un’interrogazione presentata dai Consiglieri del Movimento 5 Stelle in Municipio XII, Silvia Crescimanno e Daniele Diaco, l’articolo 5 della Convenzione per la concessione del diritto di superficie su un’area di proprietà comunale, stipulata in data 28 settembre 2007 tra il Comune di Roma e la società Parkroi Srl. L’atto è relativo al Pup (Piano Urbano Parcheggi) 308, quello nell’area dell’ex parco Ghetanaccio, zona centralissima, a ridosso dell’altrettanto centralissima stazione Trastevere, tra via degli Orti di Cesare e via Portuense. Dove ora sorge un cantiere infinito e incompiuto, un tempo c’era il verde, c’erano gli alberi e i giochi: il Ghetanaccio, infatti, era l’unico parco comunale per bambini del quartiere. I lavori del cantiere per l’esecuzione del PUP sono iniziati nel 2009: il progetto, approvato nel 2007, prevede la realizzazione di parcheggi interrati (circa 200 posti auto), di un giardino e la sistemazione dei banchi del mercato, attualmente trasferito sul Lungotevere degli Artigiani, con tutte le conseguenze del caso per gli esercenti. La storia dell’opera, sin dagli albori, è costellata di ritardi e lungaggini. Innanzitutto, la scoperta di una falda acquifera che ha imposto uno stop ai lavori, slittati al 2011, quando è stata presentata una variante. Il nuovo progetto è quindi stato approvato nel marzo dello stesso anno, e stabiliva una tempistica di circa 20 mesi. A oggi, però, tutto è fermo: il cantiere, poi persino sequestrato, è ancora incompleto. Anche l’interrogazione sottolinea che “la costruzione del fabbricato destinato al mercato è attualmente ferma”. “Dopo due anni e mezzo dall’inizio di questa consiliatura”, osserva il Consigliere pentastellato Daniele Diaco, “il Pup dell’ex parco Ghetanaccio risulta ancora incompiuto e rimane un’opera che deturpa in maniera inaccettabile il nostro territorio, essendo un mostro in cemento armato che soffoca ancor di più un quartiere estremamente carente di punti di aggregazione e di aree verdi”. Dal canto suo, il M5S ha presentato due interrogazioni, alla quale si unisce quella del Consigliere comunale Enrico Stefàno che ha portato anche all’attenzione dell’Assemblea Capitolina la questione, con il preciso intento di sapere quali siano i tempi per la “consegna del fabbricato che dovrebbe ospitare il mercato” e quali siano le date “di pagamento e la destinazione del corrispettivo della costituzione del diritto di superficie (art. 14 della Convenzione)”.
“I ritardi del Pup sono intollerabili”, tuona, per parte sua, anche il Consigliere municipale di opposizione Marco Giudici. “La Giunta Maltese”, continua, “deve battere i pugni in Campidoglio per velocizzare le procedure, perché il cantiere sta creando notevoli disagi e i cittadini, a oggi, non hanno né un mercato, né un parco, né, infine, i parcheggi”. Per dirla con altre parole, “non hanno ancora tutti quei servizi essenziali e importanti per il quartiere. Ed è ancora più grave perché ormai sono passati molti anni”. Per questo Giudici promette di essere al fianco di tutti quei cittadini che vorranno dimostrare la loro contrarietà ai ritardi e alle lungaggini che hanno colpito l’opera.
Che la realizzazione del Pup si sia rivelata un fallimento, però, non è solo un’opinione proveniente dall’opposizione. Anche l’Assessore ai Lavori Pubblici in Municipio XII, Raffaele Scamardì, parla di una “vicenda lunga e dai risvolti non felici per il quartiere. Si pensava a un’opera di riqualificazione, ma così non è stato. E alla fine, non c’è nemmeno più il parco che c’era prima, seppur non fosse tenuto in condizioni ottimali”. In effetti, ancor prima che l’area venisse invasa da un cantiere a cielo aperto, il parco era considerato “un dormitorio nel degrado”. Secondo un articolo del 26 agosto 2004, a firma di Vittoria Scarpa per La Repubblica, “la sola cosa a posto, al Ghetanaccio”, era “la targa che ne indica il nome: ‘Parco Ghetanaccio, pseudonimo di Gaetano Santangelo, burattinaio’. Una lastra di marmo immacolata che spicca nella desolazione che la circonda”. Degrado e sporcizia la facevano da padroni, tra vegetazione incolta e panchine divelte sostituite da “grosse pietre buttate lì, a caso”.
Anche il Comitato di Quartiere “La voce di Porta Portese”, in una lettera in risposta al Sindaco Marino, nell’ambito del servizio #chiedialsindaco, pubblicata sul quotidiano RomaToday, spiega che “il cantiere” ha “privato definitivamente il quartiere di un piccolo parco pubblico, unica area verde della zona”. Inoltre, “i cittadini che abitano nel tratto di via Portuense interessato dal cantiere ne sono da allora ostaggi: la strada, abbandonata all’incuria più totale, si è ridotta a un marciapiede sul quale non c’è neanche lo spazio per il passaggio di un’ambulanza o dei vigili del fuoco”. Per non parlare del mercato che, “spostato di forza su Lungotevere degli Artigiani, è moribondo, molti operatori penalizzati dalla collocazione provvisoria hanno chiuso”. Il Comitato ha promosso anche una raccolta firme, per una petizione, con oltre 600 sostenitori.
A esser fatalisti, sembra che l’area dell’ex parco Ghetanaccio, sia segnata da un destino tutt’altro che roseo. E, tra le opere incompiute che abitano la città di Roma, c’è il rischio che si perda come tante tra gli scaffali. Ma il Municipio pare avere le mani legate. La questione, infatti, sarebbe di competenza del Dipartimento alla Mobilità di Roma Capitale, come ci informa lo stesso Scamardì: “Da quando ci siamo insediati, con tutta la Giunta Maltese, abbiamo cercato di capire quale fosse il motivo che impediva di completare la realizzazione dell’opera”. Nemmeno a dirlo, sarebbe la mancanza di fondi. Ovvero: “Il costruttore, che non si sta occupando solo di questo Pup, non avrebbe ancora versato neanche gli oneri concessori, che sono presenti solo sulla carta, ma che nelle casse comunali, sembra, non sono ancora arrivati”, aggiunge l’Assessore. Sebbene la competenza sia del Dipartimento Mobilità, il Municipio, però, non è rimasto a guardare. “Anche nel corso del 2015 abbiamo più volte sollecitato la questione, ma a giugno purtroppo abbiamo appurato che, ancora una volta, nel bilancio la sistemazione dell’area del Pup all’Ex Ghetanaccio non è stata inserita. Chiederemo che questo avvenga nella prossima sessione di bilancio”, aggiunge Scamardì. Dal Dipartimento, intanto, sono stati chiesti gli oneri concessori, ma “solo quando questi arriveranno si potrà procedere alla risistemazione dell’area e al riposizionamento del mercato”. Quando il cantiere sarà completato, assicura Scamardì, “interverremo anche sul rifacimento e la sistemazione del marciapiede”.

Martina Bernardini