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Ex Residence Bravetta: con l’abbattimento arriva il sequestro

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residnce bravetta mezzaroma

I Vigili appongono i sigilli alla struttura in corso di smantellamento

IL SEQUESTRO – I lavori di demolizione dello scheletro dell’ex Residence Bravetta sono iniziati nel mese di febbraio. Per comprendere quali fossero i tempi di questi interventi, nel mese di marzo, avevamo contattato la società Mezzaroma: “Entro un mese e mezzo il primo edificio verrà smantellato. Serviranno poi dai 6 ai 9 mesi per le altre palazzine – spiegava la società – Avremmo potuto farlo in tempi più brevi ma avrebbe avuto effetti non sostenibili dal territorio”. Purtroppo i tempi previsti dalla società potrebbero dilatarsi. Infatti nella giornata di ieri il XII Gruppo di Polizia Locale di Roma Capitale ha apposto i sigilli all’ex Residence. 

I REATI CONTESTATI – Sul carello affisso dagli agenti si leggono i reati contestati alla proprietà. Questi si riferiscono all’articolo 44 del DPR380/01, all’articolo 24 LR 15/08 e all’articolo 16 LR 15/08. Questi ultimi due si riferiscono rispettivamente ad interventi senza titolo in aree sottoposte a vincoli di natura urbanistica e idrogeologica e in aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano, e ad interventi di ristrutturazione edilizia e cambi di destinazione d’uso in assenza di titolo abilitativo, in totale difformità o con variazioni essenziali.

L’ATTACCO DELL’OPPOSIZIONE MUNICIPALE – Intanto dall’opposizione municipale si torna a chiedere chiarezza in merito a questo intervento. A prendere la parola sono il capogruppo di FdI, Marco Giudici, assieme al consigliere regionale, Fabrizio Santori: “Si tratterebbe di abuso edilizio o ristrutturazione edilizia in assenza di titolo abilitativo, in totale difformità o con variazioni essenziali. Chiediamo che sia fatta chiarezza nel più breve tempo possibile – seguita Giudici – perchè fino a ieri abbiamo atteso i comodi di un proprietario che ha lasciato un ecomostro scheletrico in bella vista sul quartiere per dieci lunghi anni, noncurante delle esigenze della città”. Il consigliere Giudici seguita poi criticando l’operato delle giunte municipali di centro sinistra degli ultimi dieci anni: “Il centrosinistra al Municipio XII ha atteso in un silenzio servile e non ha mai tutelato gli interessi del quartiere, fino a quando il 20 febbraio scorso la presidente Maltese ha avuto anche la faccia tosta di inscenare una pagliacciata di inaugurazione dei lavori vestita da operaio con la claque al seguito”.

BASTA RITARDI – La sola possibilità di uno stop a questa riqualificazione porta facilmente a pensare ad altro tempo perso e ritardi: “Quello scheletro è un monumento al degrado e deve cambiare volto, per questo la riqualificazione di Bravetta non può più tardare – concludono Giudici e Santori – Il quartiere ha subito lo scempio del residence per due generazioni e ora ci auguriamo che non siano state commesse furbate che hanno costretto i vigili a sequestrare, anche perchè oltre al tema del decoro del quartiere, ci sono famiglie che si sono fidate ed hanno investito i propri risparmi per acquistare una casa”.

Leonardo Mancini