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Ex Residence Bravetta: dopo il dissequestro si attende la ripresa dei lavori

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La proprietà è in attesa del permesso, il quartiere della riqualificazione connessa al progetto

Tratto da Urlo n.139 ottobre 2016

BRAVETTA – Nei primi giorni del mese di settembre il cantiere dell’ex Residence Bravetta è stato dissequestrato. All’inizio dell’anno, precisamente a metà febbraio, i cittadini di via di Bravetta hanno assistito, dopo anni di attesa, all’inizio delle opere di demolizione di una delle cinque palazzine, ormai scheletri, che per troppi anni hanno dominato sulla strada. Il lavoro delle gru aveva sancito l’inizio della rinascita del quartiere: al posto degli edifici, connessi ai quali si erano create situazioni di forte degrado, sorgerà infatti un nuovo complesso residenziale. Contestualmente l’intero quadrante verrà riqualificato grazie alla somma derivante dal pagamento degli oneri concessori da parte della proprietà per il cambio di destinazione d’uso dell’area. Tale somma, grazie al recepimento di un atto di indirizzo del Municipio della passata consiliatura, sarà investita totalmente sulla zona. Collegate poi con la riqualificazione sono anche una serie di opere a scomputo incluse nel progetto che daranno nuova vita al quadrante.

La realizzazione di questo piano sembrava vicina, la proprietà, per la conclusione delle opere di sua competenza, aveva indicato una tempistica oscillante tra i 24 e i 28 mesi. Ma il sogno di tanti abitanti del quartiere si è interrotto poche settimane dopo perché il cantiere il 7 aprile 2016 è stato posto sotto sequestro. I reati contestati alla ditta dall’ufficio tecnico del Municipio erano la mancanza del titolo per le demolizioni e il fatto che le operazioni fossero state svolte in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico. La proprietà rispondeva di essere in possesso di una Scia, presentata a maggio del 2015 e annunciava il ricorso per vie legali. Dopo vari mesi di stop al cantiere, finalmente a settembre è stato disposto il dissequestro dell’area e i sigilli sono stati tolti. Attualmente i lavori sono però ancora fermi perché la proprietà è in attesa del permesso per la ripresa delle opere. A parlarcene è stata Barbara Mezzaroma, Amministratore Delegato e Presidente di ImpreMe, maggiore azionista del Gruppo Mezzaroma, la società proprietaria e costruttrice del nuovo complesso residenziale che sorgerà al posto del Residence Roma: “Siamo contenti che si sia chiarita la nostra posizione e che il magistrato abbia disposto il dissequestro. Confidiamo a giorni di poter ottenere il permesso per riprendere i lavori, anche per recuperare il tempo perduto e poter liberare il quartiere dallo scheletro di cemento su via di Bravetta. Sarà l’inizio di un percorso di riqualificazione – continua Barbara Mezzaroma – durante il quale tutte le palazzine verranno giù, sostituite da architettura di qualità e grazie al quale la cittadinanza si riapproprierà della splendida Valle dei Casali. Quanto ai motivi del dissequestro, il magistrato ha ritenuto sufficiente la documentazione prodotta, sia per le demolizioni (per il completamento delle quali si attenderà il permesso a costruire, seguendo il principio demolizione/ricostruzione), sia per il vincolo paesaggistico sul quale la Soprintendenza si era già espressa in senso positivo. In altre parole l’intervento ha ottenuto l’autorizzazione paesaggistica dalla Soprintendenza, superando il vincolo, sia per le opere di urbanizzazione che per le nuove costruzioni, in considerazione anche della riqualificazione del Parco della Valle dei Casali che ne deriverà”.

“I sigilli sono stati tolti per procedere alla rimozione delle opere pericolanti e il ripristino dello stato di sicurezza dei luoghi”, ci ha detto Silvia Crescimanno, Presidente del Municipio XII, riportando quanto comunicatole sia dall’Ufficio Tecnico che dai vigili. Nel frattempo, “i proprietari non possono eseguire alcun tipo di lavoro perché non sono ancora stati forniti i titoli necessari. Queste opere rappresentano la riqualificazione del quadrante. I problemi che si sono verificati – afferma la Crescimanno, ribadendo un concetto già espresso in passato – rappresentano il fallimento della precedente amministrazione. Adesso si dovrà fare un’opera diversa di vigilanza ed è quello che stiamo mettendo in atto con i vari cantieri che insistono sul nostro territorio. Il nostro impegno è totale”.

Un commento molto duro sull’accaduto, dall’istituzione del Residence fino ad oggi, arriva dal Consigliere municipale Marco Giudici (Fdi): “Chiedo che la proprietà non perda ulteriore tempo e faccia in modo che tutti i progetti siano realizzati perché fino ad ora il quartiere ha atteso i comodi di chi ha utilizzato quell’area per farci prima un “Residence del degrado”, e poi attendere il momento propizio per costruire. Sono 30 anni che il quadrante aspetta una riqualificazione”.

Che i lavori riprendano a breve è l’auspicio anche di Cristina Maltese (Pd), Consigliera al Municipio ed ex Presidente: “Quella del Residence per il quartiere è una ferita che deve essere sanata. Il progetto per il recupero dell’area già esiste. Dall’opposizione porteremo avanti le proposte fatte durante la nostra consiliatura e ci impegneremo sul tema anche con i cittadini. Le priorità sono l’acquisizione del parco della Valle dei Casali e la fruizione libera di un pezzo di questa e lavorare per quanto riguarda l’apertura della piazza dietro il Buon Pastore”. La Maltese poi parla di quegli oneri concessori che dovranno essere investiti sul quadrante per la riqualificazione di strade e marciapiedi: “Quei fondi sono nel bilancio? Non ne ho vista traccia. Voglio capire se sono atterrati sul nostro territorio perché attualmente nel bilancio del Municipio non ci sono. Faremo presto una richiesta ufficiale alla Crescimanno affinché ci dica che fine hanno fatto gli oneri per le opere nel quartiere e per le opere nel Buon Pastore. Su questo terremo la guardia alta. Quei soldi sono del territorio e lì essere investiti”. In merito agli oneri, a febbraio, la proprietà ci confermava che: “Sono stati versati oneri per circa 4,3 mln di euro di contributo straordinario, ai quali si sommeranno altri 2,4 mln a breve. A questi vanno aggiunti circa 9 mln di opere di urbanizzazione”. Abbiamo quindi interpellato Valerio Vacchini (M5S), Assessore al Bilancio Municipale, che ci ha detto: “Ho dato mandato agli uffici per verificare l’esistenza e individuare queste somme all’interno delle casse del Comune di Roma per poi impiegarli in opere sul nostro territorio”.

Anna Paola Tortora