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Ex Stazione Trastevere: nuovo cemento sul quadrante?

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ex stazione trastevere

Il progetto, non ancora approvato, prevede nuove edificazioni, oltre al restauro dell’ex fabbricato

Tratto da Urlo n.134 aprile 2016

TRASTEVERE – Per Trastevere, nello specifico per l’omonima ex stazione e per il territorio circostante, esiste una proposta di intervento urbanistico presentata dal Gruppo Statuto a Roma Capitale lo scorso anno e ancora non approvata. Il piano, ci ha detto in una nota la società immobiliare, prevede “la demolizione di 21 manufatti costruiti a suo tempo dalle Ferrovie nel lotto dove è ubicata la stazione, la loro ricostruzione ed accorpamento, oltre il ripristino della stazione vera e propria per riportarla alle condizioni di prospetto e immagine originaria”. Il progetto, continua la Statuto, “prevede una permeabilità e continuità tra piazza Ippolito Nievo e il resto dell’abitato verso Porta Portese, attualmente precluso”. Per la realizzazione si renderebbe necessaria una modifica al PRG, un cambio di destinazione d’uso dell’area (40% alberghiero, il resto ad uso residenziale).

L’area dell’intervento ha una consistenza di 17mila mq e prevede, oltre al restauro dell’ex stazione, il mantenimento a verde di un’area posteriore all’edificio e l’edificazione di “4 torri residenziali, al di sotto delle quali troveranno spazio due autorimesse interrate suddivise in box privati e posti auto pubblici e/o di servizio”. Gli oneri concessori per l’intervento ammontano a 5 milioni di euro.

Ne abbiamo parlato con la Presidente del Municipio XII, Cristina Maltese che ci racconta di aver assistito ad una presentazione del piano nell’ambito di un’iniziativa pubblica ma di non aver ancora visto il progetto ufficiale (al momento presentato solo in Comune): “Mi è sembrato che il progetto caricasse troppo dal punto di vista residenziale una zona con un tessuto già molto denso. Il progetto prevedeva il recupero della stazione, che per fortuna non può essere toccata, più alcune cubature. Già allora ho espresso alcune perplessità. Osservando la ricostruzione grafica, il progetto presentava una densità abitativa che non mi sembra compatibile con il territorio dove già insiste un intervento massiccio, tra l’ex stazione e il Clivio portuense che si estende fino alle rive del Tevere, risalente agli anni ’60, che provoca difficoltà di viabilità”. Il progetto non è mai stato presentato ufficialmente al Municipio, per questo, seguita la Maltese “chiesi all’allora Assessore all’Urbanistica Caudo di essere interpellata insieme ai Comitati di Quartiere della zona”. In merito agli oneri, la Presidente ha aggiunto: “È vero che dall’operazione urbanistica si genererebbero 5 milioni di euro di oneri, ma è anche vero che se il territorio venisse compromesso, subentrerebbe un discorso di vivibilità” che non deve essere sottovalutato. “Ho sollecitato la Commissione Urbanistica del Municipio – continua la Minisindaco – per chiedere un incontro con il dipartimento competente del Comune, per avere un’esposizione ufficiale del progetto in Giunta alla presenza dei CdQ, perché attualmente non lo abbiamo ancora potuto valutare. Stiamo aspettando di fissare la data”. Prima di esprimersi la Presidente chiede di poter visionare i dettagli del progetto: “La zona rientra nel centro storico, qualsiasi intervento dovrà avere un’attenzione particolare a questo oltre ad una qualità architettonica consona”. Solo qualora il progetto fosse compatibile, allora si penserà agli oneri: “Intavoleremo un processo partecipativo per decidere dove sia meglio impiegarli, ma si tratta di un passaggio successivo. Nell’area c’è una grande potenzialità in termini di recupero ambientale, archeologico e artistico. È necessaria un’opera di riqualificazione del quadrante, dall’asse dei biciclettai (via Portuense) fino al Tevere”, ha concluso la Maltese. Sulla questione si è espresso Daniele Diaco, Consigliere per il M5S al Municipio, che ha detto: “Il quadrante Porta Portese necessita di riqualificazione e non di speculazioni edilizie che andranno a deturpare il paesaggio urbano. Quel quadrante è già soffocato da un’ingente quantità di cemento e questo tipo di intervento non farà altro che aggravare la situazione. Auspichiamo che venga tutelata e preservata un’importante area storica quale è l’ex stazione di Trastevere”.

Marco Giudici, Consigliere municipale per Fratelli d’Italia ha ribadito l’importanza della partecipazione del territorio in determinate scelte: “Non conosco il progetto perché non è stato sottoposto all’attenzione del Consiglio, quindi non posso esprimere un parere in merito. Quello che è certo è che qualsiasi intervento deve essere sempre concordato con i cittadini”.

Anna Paola Tortora