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Cem: firmato protocollo d’intesa tra Asl Roma D, Cri e Regione

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cemviaramazzini

La firma decreta il passaggio della gestione del centro nelle mani della Asl, ma non definisce ancora i dettagli

Firmato il 2 luglio il protocollo d’intesa tra Regione, Asl Roma D e Croce Rossa Italiana (Cri). Il documento decreta la sopravvivenza del Cem (Centro di Educazione Motoria) attualmente sito all’interno dei locali della Cri in via Ramazzini 31. Secondo quanto stabilito nell’intesa, la Cri si impegna a concedere in comodato d’uso gratuito per 30 anni i locali di via Ramazzini; qualora nel tempo invece la Asl Roma D decidesse di utilzzare un’altra sede per l’espletamento dell’attività, lo stabile tornerà alla Cri. Si apre quindi per il centro un periodo di transizione che vedrà la graduale cessione della gestione delle attività del Cem alla Asl. Del subentro di quest’ultima si era già parlato: la Asl Roma D avrebbe dovuto prendere il posto della Croce Rossa al controllo delle attività del centro già dal 1 gennaio. Ciò non è avvenuto, così il Cem si trovò ad operare in assenza di autorizzazione sanitaria e di accreditamento e l’infrazione fu causa di una denuncia. I mesi scorsi, complice anche l’annosa mancanza di fondi, la decisione dei vertici Cri sembrò quindi inevitabile e venne annunciata la chiusura del centro. Molte le manifestazioni e le azioni politiche successive all’annuncio come riunioni della Commissione sanità in Regione e un verbale del Prefetto Giuseppe Pecoraro nel quale veniva lanciato alle parti in causa un invito alla ricerca di una soluzione a garanzia del diritto alla salute. In seguito a questo la cessazione dell’attività venne procrastinata ripetute volte fino ad arrivare a fine giugno. Ultimo step di tutta la vicenda, speriamo quello definitivo, la firma del protocollo il 2 luglio.

Una buona notizia questa, quindi, per un centro d’eccellenza che rischiava di dover chiudere i battenti e per tutti i malati che al suo interno trovano assistenza. Ricordiamo infatti la presenza al suo interno di differenti categorie di utenti e di tipologie di assistenza, nella fattispecie residenziale, semi-residenziale e ambulatoriale.

Il testo del documento parla di 31 dicembre 2013 come data entro la quale il passaggio di gestione del Cem dalle mani della Cri alla Asl dovrà essere completato, nel frattempo i dettagli del tutto, compresi quelli relativi al personale, devono ancora essere stabiliti.

Un traguardo importante quello raggiunto, ha detto Flavio Ronzi, Presidente del Comitato provinciale della Cri, durante la conferenza stampa in cui è stato presentato il protocollo: “È il riconoscimento di oltre cinquant’anni di gestione e prova di una Regione sensibile”. Ronzi ha poi ricordato tutti gli utenti che al Cem trovano assistenza, alcuni anche da 20-30 anni. “Per Cri – seguita il Presidente – è un periodo cruciale, una fase di subentro e affiancamento che vedrà Asl e Cri in sintonia e sinergia nella gestione del Cem”. Ringraziamenti da parte di Ronzi sono giunti al Presidente della Regione Nicola Zingaretti, a tutto il suo staff e la Asl Rm D che “ha permesso che si arrivasse all’epilogo di questa vicenda che ha tenuto sulle spine operatori, utenti e familiari da più di tre anni. Spero – conclude Ronzi – che questo protocollo dia delle risposte a utenti e genitori che hanno vissuto fasi di fibrillazione a causa dell’incertezza del futuro di questo centro”.

Di un’azione che – oltre alla ragione – ha coinvolto anche etica e cuore, ha parlato Zingaretti che non dimentica di dire grazie a tutti coloro che hanno contribuito a concentrare l’attenzione intorno alla situazione. “Sbrogliare la matassa che contraddistingue la situazione della Sanità laziale – afferma Zingaretti – è un processo che deve essere affrontato fronteggiando le problematiche ma anche ripensando il modello di difesa del diritto alla salute in cui l’unica emergenza sia rappresentata dalla patologia e dalla sua cura”. In merito al Cem poi Zingaretti ha aggiunto: “Ora il caso è risolto. Si avvia una fase nuova e importante per vari motivi. Grazie a questa collaborazione si dà serenità alle persone, molte delle quali soffrono di gravi disabilità, alle loro famiglie che possono riconquistare una serenità. La firma è importante perché è un altro piccolo tassello di quello che stiamo portando avanti in questa Regione nel campo della Sanità e dell’integrazione sociosanitaria”.“L’accordo raggiunto tra la Regione e la Cri rappresenta una vittoria di tutti, una giustizia sociale contro i tagli indiscriminati alle eccellenze sanitarie” ha commentato Fabrizio Santori, Consigliere regionale per La Destra e membro della Commissione Politiche Sociali e Salute regionale. Santori si dice soddisfatto quindi di un risultato ottenuto combattendo in prima persona: “Ho sollevato per primo in Commissione tale questione chiedendo e ottenendo un’audizione con tutte le parti portando l’attenzione del Consiglio sulla situazione. E oggi essa si conclude nel migliore dei modi scongiurando così un pericoloso allarme sociale. Non si conoscono ancora i dettagli del passaggio di consegne – ha seguitato Santori – ma mi auspico che fin da subito venga valorizzato adeguatamente questo presidio imprescindibile per il territorio; vigileremo sui processi che si svilupperanno nei prossimi mesi per avere un quadro completo. Svolgeremo un’azione di sentinelle e seguiremo la vicenda”, conclude Santori che ricorda la precarietà nella quale sono stati abituati a vivere utenti, famiglie e operatori del Cem negli ultimi anni. A sposare appieno la posizione del Consigliere regionale è Marco Giudici, Consigliere al Municipio XII per La Destra, che aggiunge: “Il raggiungimento dell’obiettivo del protocollo d’intesa è una prima tappa importante che garantisce la sopravvivenza di una struttura fondamentale. Spero che il Cem abbia lunga vita perché le famiglie e gli utenti hanno bisogno della sua attività”.

“La migliore soluzione possibile”, è stata definita così la firma da Rodolfo Lena, Presidente della Commissione Politiche Sociali e Salute della Regione: “Sono orgoglioso di aver stimolato la rapida risoluzione di questo problema, mettendo a confronto per la prima volta attorno allo stesso tavolo tutti gli attori istituzionali e i genitori dei disabili. Il Consiglio regionale del Lazio deve essere per tutti loro un punto di riferimento, d’ora in avanti, per costruire un nuovo modello sanitario, in cui nessuno resti indietro e veda negati il proprio diritto costituzionale alla salute”.

Sollievo e soddisfazione per la firma tanto attesa sono stati espressi anche da Sonia di Lenarda e Maurizio di Giustili, Presidente e Vicepresidente del Comitato Genitori Ambulatori Cem, che in un comunicato hanno espresso il loro ringraziamento verso il lavoro delle istituzioni per la risoluzione della complessa vicenda.

Un grazie al Presidente della Regione proviene anche dal dott. Alessandro Cipolla, Commissario straordinario dell’Azienda Asl Roma D: “I malati del Cem sono molto gravi e in nessun altro centro in Italia esiste una situazione simile. Riuscire ad arrivare ad una soluzione è stato molto difficile ma, insieme a Flavio Ronzi, abbiamo lavorato a quattro mani trovandone una. La preoccupazione era quella di garantire sia i disabili che i lavoratori e sono questi i principi che hanno guidato il nostro lavoro e che saranno alla base anche delle prossime fasi”.

“Le istituzioni hanno tenuto fede a quanto promesso; è una vittoria per la salvaguardia del servizio”, ha detto Cristina Maltese, Presidente del Municipio XII. In merito ai punti ancora non chiari del protocollo la Maltese auspica che tutto proceda nella direzione della salvaguardia del servizio, del sito che lo ospita e delle competenze che operano al suo interno. “Il Municipio – conclude – sarà al fianco di questa realtà per la salvaguardia di questo servizio pur non avendo una competenza specifica”.
Insomma, una soluzione che sembra mettere d’accordo tutti, probabilmente l’unico modo per permettere al Cem di proseguire la sua attività continuando a garantire i livelli assistenziali di sempre agli utenti che si rivolgono alla struttura.

Anna Paola Tortora