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Forlanini: si procede con la messa in sicurezza dei locali

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Futuro ancora incerto, ma dopo un sopralluogo della Regione parte la bonifica dell’area

Tratto da Urlo n.125 maggio 2015

PORTUENSE – Dopo mesi di attesa ancora nessuna comunicazione ufficiale sul futuro del Forlanini. Unica certezza ad oggi sembra essere il trasferimento, all’interno di uno degli edifici del complesso, della Caserma dei Carabinieri di Monteverde. Come già scritto nei numeri scorsi, della chiusura del nosocomio si parla da anni, molti reparti sono stati spostati nel vicino S. Camillo ma alcune specializzazioni continuano ad operare all’interno della struttura. L’iter di trasferimento non è ancora concluso ma molti sono al momento gli spazi rimasti deserti. Il rischio occupazioni abusive è dietro l’angolo e a denunciarlo sono state molte voci, politiche e non, nei mesi scorsi. A metà aprile si è tenuto nella struttura un sopralluogo di Regione Lazio, Azienda Ospedaliera e Questura di Roma, che ha reso evidente la necessità di un’azione di bonifica e di messa in sicurezza. “Il controllo ha reso possibile verificare lo stato dei luoghi e la presenza di una decina di senza fissa dimora”, si legge nella nota della Regione Lazio successiva al sopralluogo. In seguito all’esito dell’indagine, è stato disposto che nella struttura venisse avviato un processo di “pulizia straordinaria con la rimozione dei rifiuti urbani e ospedalieri accumulati e delle attrezzature in disuso e in abbandono da anni e il contestuale allontanamento e l’identificazione delle persone estranee. Alla fine della bonifica – seguita la nota della Regione – tutti gli accessi saranno murati, mentre il complesso sarà sorvegliato notte e giorno con un servizio di vigilanza che controllerà la zona con pattuglie a piedi e in auto”. Ricordiamo che già nei mesi scorsi, per evitare intrusioni di personale non autorizzato, era stata apposta una grata all’ingresso dell’ala del nosocomio dove un tempo era ubicata la direzione. L’intero edificio verrà quindi rimesso in sicurezza e ad essere tutelati saranno anche gli operatori e i pazienti.

Riccardo Agostini (Pd), Consigliere regionale e membro della Commissione Salute, ha salutato positivamente l’iniziativa: “L’operazione avviata dalla Regione, dalla Asl e dalla Questura di Roma eviterà quantomeno l’occupazione abusiva dei padiglioni dismessi e comporterà la pulizia e la bonifica dei locali”, e in merito alla futura destinazione ha aggiunto: “L’insediamento nell’ala che affaccia su via Portuense della Caserma dei Carabinieri di Monteverde dovrebbe garantire maggiore sicurezza, in attesa che la Regione metta a punto un progetto di riqualificazione e di destinazione futura dell’intera area. Destinazione che io auspico resti di pubblico interesse”.

Meno tenero nel dire la sua è stato il Consigliere Fabrizio Santori, anch’egli membro della Commissione Salute, che si è reso promotore di un incontro sul tema il 7 maggio. Durante l’evento sono stati presentati documenti inediti relativi alla proprietà iniziale del Forlanini e un esposto alla Procura della Repubblica, trasmesso poi per conoscenza agli enti interessati: “Le azioni che abbiamo deciso di intraprendere e i documenti presentati servono per denunciare la situazione in cui versa il nosocomio e scongiurare che sull’edificio, che nacque come una struttura con vocazione sanitaria, venga operata una svendita”. Santori poi parla di “silenzio assordante” in riferimento ai progetti in cantiere per il nosocomio una volta che tutte le specializzazioni operanti al suo interno saranno trasferite: “Ancora non si sa quale sarà la destinazione della struttura. Dire che si procederà alla muratura degli accessi mostra la volontà di porre un freno alle problematiche che esistono, ma di fatto ancora non si parla della soluzione definitiva. È come se la Regione volesse porre un muro tra sé e chi chiede trasparenza in merito ai progetti di sviluppo per il Forlanini”. Il Consigliere ha poi ribadito le sue preoccupazioni: “Lo storico complesso rischia di diventare oggetto di speculazione di pochi. Se dopo che la Regione Lazio è rientrata in possesso del Forlanini, l’Amministrazione Zingaretti crede di perdere tempo in chiacchiere e dietro a pseudo-proposte intraducibili per le sorti dell’ex nosocomio, senza che nessuno gli stia con il fiato sul collo, sbaglia di grosso. Pretendiamo chiarezza e interventi urgenti per non trovarci nuovamente di fronte all’ennesima speculazione di pochi, né aspettare che i locali tornino a diventare fatiscenti e inutilizzabili”.

Sull’argomento è intervenuto anche Stefano Barone, Segretario Aziendale S. Camillo e Segretario Amministrativo della Provincia di Roma per il Sindacato Nursind, che si è detto contento per il primo risultato ottenuto al livello di impiego di risorse, ovvero l’uscita del Forlanini dal bilancio dell’Azienda Ospedaliera, un passo rilevante che consentirà quantomeno un forte risparmio. Importante esito, seguita Barone, è la messa in sicurezza dell’edificio e l’istituzione di un servizio di vigilanza, per garantire l’incolumità di personale e pazienti. “La soddisfazione piena arriverà dal momento in cui tutti i reparti ancora al Forlanini saranno trasferiti, in modo congruo e adeguato, dentro al S. Camillo – continua Barone – In merito alla futura destinazione dell’ospedale, ancora non abbiamo novità, ma ritengo importante ragionare sul fatto che attualmente la Regione paga un affitto alla Croce Rossa che ospita all’interno dei suoi locali a via Ramazzini la Asl Roma D, dopo il trasferimento di quest’ultima da via Pascarella. Il Forlanini, con le adeguate ristrutturazioni di cui necessita, dovrebbe essere preso in considerazione come alternativa”.

Intanto il 7 maggio in Assemblea Capitolina è stata approvata una mozione bipartisan di cui dà notizia la Consigliera Gemma Azuni (Sel), prima firmataria dell’atto che “impegna il Sindaco e la Giunta ad adottare significative iniziative presso il Commissario ad Acta della Sanità della Regione Lazio affinché il nosocomio sia salvaguardato privilegiando l’ipotesi della riconversione della struttura in servizi sociosanitari”.

Anna Paola Tortora

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