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Girolami: la scuola a settembre non riaprirà

Necessari interventi strutturali importanti. Al vaglio alcune opzioni: la chiusura o una riapertura parziale

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MONTEVERDE

La scuola Girolami resta chiusa e non riaprirà con il nuovo anno scolastico. Il 3 aprile scorso, all’interno del plesso (Istituto Comprensivo Margherita Hack), durante un intervento programmato per il ripristino dell’impermeabilizzazione di una porzione di terrazzo di copertura, si è verificato il crollo del soffitto di un’aula. Al momento dell’incidente nessuno era al suo interno. È stato immediato il coinvolgimento del Simu (dipartimento dell’Assessorato ai Lavori Pubblici) che ha disposto la chiusura della scuola. Il 3 maggio un soggetto esterno (individuato mediante una procedura negoziata) ha ricevuto l’incarico di stilare una relazione sullo stato di salute dell’edificio. Il documento ha messo in evidenza molte problematiche che rendono la maggior parte dell’edificio inagibile. Saranno necessari lavori di ripristino importanti, per questo la scuola a settembre non riaprirà.

LE CONDIZIONI DELL’EDIFICIO

“Il Simu durante il suo intervento immediatamente successivo al crollo del soffitto a inizio aprile, ha dichiarato l’inagibilità totale della struttura”, ci ha detto l’Assessore al Patrimonio del Municipio XII, Fabio Rossi: “Sono stati fatti degli accertamenti tecnici che hanno consentito di riaprire previa messa in sicurezza una porzione di edificio dove sono state ricollocate le classi della materna e due classi delle elementari. All’esito della relazione finale sono emerse delle criticità su tutto il resto della porzione che non è stata poi riaperta”. Volendo quantificare in modo approssimativo i danni si può dire che circa l’80% dell’edificio ad oggi risulterebbe inagibile. In seguito alla relazione, seguita Rossi, “sono emerse delle criticità per la risoluzione delle quali sarà necessario provvedere a un intervento strutturale”.
All’interno della relazione tecnica sono presenti una serie di interventi consigliati per far fronte alle varie criticità riscontrate: “Sono indicati 5 tipi di intervento: in base alla criticità emersa (al singolo caso quindi ndr) il tecnico ha indicato delle possibili strade percorribili. Ci sono delle situazioni che possono essere messe in sicurezza ad esempio con degli espedienti”, che però sarebbero soluzioni temporanee e non definitive. Ci sono quindi delle valutazioni da fare caso per caso: “Le maggiori criticità sono problemi relativi al solaio per risolvere i quali probabilmente dovremo rivolgerci al Genio Civile”.

LE SOLUZIONI AL VAGLIO

Attualmente sono due le soluzioni al vaglio: “Per quanto riguarda l’iter da seguire – ha detto Rossi – si deve valutare se chiudere completamente la scuola e procedere con tutte le operazioni necessarie oppure mettendo in sicurezza la porzione che è già stata resa agibile (compreso il piano superiore)” per permettere il reingresso di alcuni alunni. Questa seconda opzione però inevitabilmente, commenta l’Assessore “rischierebbe di creare dei disagi”; gli operai e i rumori derivanti dai lavori potrebbero disturbare le attività. “Si deve quindi riflettere se abbia più valore riaprire un tot di aule prima possibile, probabilmente comunque non a settembre, o se tenere il plesso chiuso e procedere con le lavorazioni del caso. Chiederemo su questa decisione supporto unanime ai consiglieri di maggioranza e opposizione. Ieri (lunedì 10 giugno durante la Commissione Trasparenza e Scuola congiunte ndr) mi è parso di trovare un clima collaborativo e di confronto in tal senso”.
È necessario insomma quanto prima prendere una decisione. Si deve ragionare su “quale sia la migliore strada da intraprendere; dobbiamo inoltre fornire ai genitori indicazioni precise di quella che sarà l’organizzazione logistica, quali alternative dare e quali servizi per alleviare il loro disagio. La collocazione avuta fino ad oggi è stata di emergenza ma il nostro lavoro è fornire ai bambini un’alternativa che non sia più emergenziale ma di normalità”.

I FONDI E L’AFFIDAMENTO DEI LAVORI

La presidente del Municipio Silvia Crescimanno a maggio ci diceva che (in seguito ai risultati dell’indagine del professionista) “le problematiche risolvibili in manutenzione ordinaria” sarebbero state “affrontate immediatamente dal Municipio con propri fondi, già stanziati. Per far fronte a eventuali problematiche di manutenzione straordinaria” sarebbero stati “immediatamente richiesti fondi dedicati”. I primi sono stati spesi, ci ha confermato l’Assessore “per il rifacimento dei cornicioni, uno degli elementi indicati dal Simu su cui intervenire; sono inoltre state ripristinate criticità nella porzione che è stata riaperta”. Per la manutenzione straordinaria invece “oggi il direttore dell’area tecnica ha riferito in commissione di aver avuto delle interlocuzioni con il Ministero dell’Istruzione” per il reperimento di altri fondi “a disposizione del Ministro per far fronte ad esigenze di questo tipo. Ad aprile inoltre sono state richieste anche a Roma Capitale delle somme ad hoc che dovrebbero arrivare con l’assestamento di bilancio a breve – ha aggiunto l’Assessore. Non si tratta di fondi che andranno in programmazione ordinaria, le tempistiche saranno ristrette: essendo un fondo per le emergenze i tempi per l’assegnazione non sono quelli ordinari”. Per l’individuazione del soggetto che si dovrà occupare dei lavori che dovranno essere effettuati sulla scuola, una volta che verrà presa una decisione su quale strada intraprendere, la Giunta è orientata verso un iter più snello: “Laddove sarà possibile non saranno fatti bandi ma percorsi più brevi, come procedure negoziate o affidamenti, nei casi in cui la normativa lo permette, per cercare di abbreviare i tempi il più possibile”. Il cronoprogramma, conclude l’assessore, seguirà l’arrivo dei fondi: “Stiamo utilizzando fondi disponibili, mano mano arriveranno gli altri quindi si creerà una catena virtuosa senza sosta”.

LE OPPOSIZIONI

A maggio – hanno commentato duri i consiglieri municipali Marco Giudici e Giovanni Picone (Lega) – “è stato solo grazie ai genitori che è stata scongiurata l’ipotesi dello spostamento degli alunni a Corviale all’interno della scuola Mazzacurati”. Per quanto riguarda l’esito della relazione i consiglieri hanno detto: “La scuola non riaprirà a settembre. La situazione è drammatica, le famiglie subiranno dei gravissimi disagi per via dell’incuria di cui sono responsabili le amministrazioni che si sono susseguite nel corso degli anni. Ora chiediamo che si faccia uno sforzo, ove possibile, per tentare di accelerare la programmazione dei lavori, affinché la scuola torni al quartiere in un tempo congruo, costi quel che costi”. “La parte politica ora dovrà reperire i fondi e decidere cosa fare, se chiudere la scuola per circa un anno e mezzo o se, facendo sempre interventi strutturali importanti, chiudere la scuola a blocchi”, dice il consigliere municipale Elio Tomassetti (Pd). “Si deve capire quale sia la soluzione migliore. Per venerdì è stata convocata già un’altra commissione. Credo che il consiglio del Municipio debba riunirsi in fretta e fare un atto congiunto. Si deve analizzare a freddo la situazione; faremo un sondaggio tra genitori e maestre, per sondare anche la volontà degli utenti, molti dei quali si sono già riorganizzati iscrivendo i propri figli per il prossimo anno in altre scuole”, ha concluso Tomassetti.

Anna Paola Tortora