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Lotta al degrado: nuovi sgomberi a Villa Pamphili

A metà dicembre sequestrati immobili, bonificate aree e chiuso il Punto Jogging

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Tratto da Urlo n.153 gennaio 2018

MONTEVERDE – Le condizioni in cui versa Villa Pamphili sono delicate e quello della sicurezza al suo interno è un tema dibattuto ormai da tempo. Dentro il grande parco, negli anni, è stata denunciata la presenza di un giro di prostituzione, episodi di delinquenza, occupazioni e sono state rinvenute discariche abusive. Si è svolto il 14 dicembre scorso un massiccio intervento di sgombero della Polizia Locale “coordinato con personale dei Carabinieri Forestali, disposto dalla Procura della Repubblica di Roma, volto al sequestro preventivo di alcuni manufatti per invasione di terreni, edifici pubblici e siti protetti”, si legge in una nota inviata il giorno stesso dall’ufficio stampa della Polizia di Roma Capitale. Sigilli apposti, tra i vari, alla Casetta Rossa, ad alcune serre e alla Casetta dei Monti. Durante le perquisizioni all’interno di quest’ultima, sono stati ritrovati anche 50 proiettili calibro 38. Nel corso dello sgombero, al quale hanno collaborato l’Assessorato alla Sostenibilità Ambientale, il Servizio Giardini e Ama, si legge sempre nella nota, sono stati rimossi molti materiali e le zone bonificate. Le aree interessate sono state sequestrate per impedire nuove occupazioni.

RIPRISTINO DELLA LEGALITÀ – “Abbiamo riportato la legalità a Villa Pamphili”, ha detto in occasione dell’intervento l’Assessore alla Sostenibilità Ambientale, Pinuccia Montanari, che già nei mesi passati aveva parlato della necessità di intervenire per ripristinare la sicurezza all’interno del grande parco. L’operazione ha permesso di “sgomberare serre occupate abusivamente e risanare spazi che da anni versavano in stato di abbandono e degrado”, nell’ambito di una più ampia operazione che è parte dell’impegno dell’attuale Giunta per la riqualificazione della Villa, “un impegno concreto che trova attuazione sia nei fondi che abbiamo messo a bilancio per il prossimo anno”, sia in operazioni come quella di metà dicembre, conclude l’Assessore. La Villa, ha aggiunto Daniele Diaco (M5S), Presidente della Commissione Ambiente capitolina, è uno “dei patrimoni storico-naturali più importanti di Roma” e per questo merita la massima tutela e attenzione.

IL PUNTO JOGGING – Nell’ambito delle operazioni sono stati apposti i sigilli anche al Punto Jogging, vicino al centro anziani, luogo molto frequentato dagli avventori della Villa, la cui gestione da anni attendeva di essere regolarizzata. Ci ha raccontato la storia Paolo Masini, suo ideatore, ex Consigliere dem in Municipio XII e in Comune, ed ex Assessore allo Sport capitolino sotto la Giunta Marino: “Il Punto, nato nel 2003, è frutto di un progetto condiviso con le varie società sportive di Villa Pamphili e l’allora ufficio Roma Sicura del Comune di Roma (il Sindaco era Francesco Rutelli). Ristrutturammo quel posto, inserendo al suo interno delle docce e luoghi per cambiarsi”. L’innovativo progetto, il primo nella Capitale e all’epoca anche in Italia, venne affidato alla Cooperativa Sociale Articolo Uno “che lo gestiva recependo come introito solo i proventi del suo impiego, corrisposti dai fruitori, quote popolarissime per l’utilizzo del servizio”. Il punto contava un’affluenza di circa 8mila utenti l’anno: “Dal momento della sua istituzione la microcriminalità in zona calò grazie al meccanismo di ‘guardiania civica’ che si era innescato”. Il punto avrebbe necessitato di interventi di manutenzione, come confermato anche da alcuni frequentatori della villa incontrati da Urlo sul posto.  Tornando alla gestione, seguita Masini, “secondo l’accordo, l’affidamento, di durata triennale, poteva essere tacitamente rinnovato fino a 3 volte”. Scaduti i termini però “la questione non è più stata affrontata. I responsabili del Punto hanno più volte chiesto in questi anni una regolarizzazione al Dipartimento Ambiente capitolino, competente in materia”, ma tutt’oggi la “gestione del luogo è ancora da definire”. In assenza di un nuovo accordo, “la direzione è stata portata avanti comunque”. Rispetto al sequestro di metà dicembre Masini ha commentato: “Bloccare l’attività però non è la soluzione. Governare significa risolvere i problemi”.

SERVIZI, NON SEQUESTRI – Dello stesso avviso è Cristina Maltese, che ha parlato della necessità di affrontare la situazione della Villa in più occasioni, da Presidente del parlamentino durante la passata Giunta e oggi come Consigliera d’opposizione (Pd). Il Partito democratico, ci ha raccontato la Maltese, “sta raccogliendo firme per la necessità di mettere in piedi un tavolo che possa affrontare tutte le problematiche della Villa in maniera organica e per la riqualificazione dell’area. Sono molti infatti gli enti che hanno competenza (Sovrintendenza, Dipartimento Cultura e Ambiente). Le responsabilità vengono rimpallate e il risultato è lo stato di disastro in cui si trova la Villa, oggi piena di nastri gialli dei sequestri”. È concorde con Masini la Maltese quando sostiene che è chiaro che essendo presenti “delle attività illecite si debba intervenire, ma le strutture devono essere usate. I cittadini hanno diritto a servizi, non a sequestri”.

ANNI DI DENUNCE – Lo sgombero è sicuramente un’operazione importante, a patto che non resti un intervento spot, secondo Fabrizio Santori, Consigliere regionale, e Giovanni Picone, Consigliere municipale (Fdi). Finalmente, commentano, “in seguito alla nostra ennesima denuncia, si sono visti interventi nell’area di Villa Pamphili”. Sarebbe però importante, secondo loro, istituire una “vigilanza continua a tutela del patrimonio dell’area e dei cittadini che la frequentano. A questo – fanno notare – sarebbe stata utile l’installazione di impianti per la videosorveglianza, opportunità però persa dal Municipio XII e da Roma Capitale non presentandosi al bando regionale”. La tutela del parco, inoltre, sarebbe garantita maggiormente se “per le serre, come anche per l’area jogging e i bagni, gli spazi di Villa Pamphili potessero essere messi a bando e gestiti così in piena sicurezza e trasparenza”, essendo in questo modo anche resi fruibili per tutti i frequentatori del grande parco. Al fine di rendere la vigilanza capillare e senza sosta, concludono, “i casali devono essere dati in comodato alle Forze dell’Ordine o ai Carabinieri del Corpo Forestale dello Stato, così da rendere il controllo costante h24”.

Anna Paola Tortora