Home Municipi Municipio XII

Malagrotta: la scelta dei siti alternativi è tutta da rifare?

SHARE
Malagrotta (3)

Vertice con il Ministro Clini: predisposta una nuova struttura tecnica per esaminare le decisioni della Regione e del Commissario Pecoraro

MALAGROTTA – La questione rifiuti continua a riempire le agende politiche della Capitale. Il 21 febbraio scorso il procuratore aggiunto Roberto Cucchiari ha avviato le indagini sull’impianto di smaltimento dei rifiuti dell’Ama di via Salaria 981, indicato dai cittadini come un “pericoloso focolaio di inquinamento”. L’altra inchiesta della procura, partita in febbraio, riguarda l’indicazione di Corcolle e di Riano come siti alternativi a Malagrotta. L’indagine è partita per comprendere i criteri attraverso cui sia stato possibile indicare l’area di Corcolle: a 700 metri dall’area archeologica di Villa Adriana, patrimonio mondiale dell’UNESCO. “‘Le presunte illegittimità su cui la Procura sta indagando”, dichiarano Ivano Peduzzi e Fabio Nobile, consiglieri della Federazione della Sinistra alla Regione Lazio, “sono il risultato delle scelte frettolose, ingarbugliate e irresponsabili della Giunta Polverini”. I mesi di proteste da parte dei comitati sembrano aver dato i loro frutti. Anche il Vicesindaco di Riano, Italo Arcuri, si è espresso in merito alla nuova inchiesta: “Bene farebbe il Commissario ad hoc a prendere atto della situazione e tornare sui suoi passi”. Di tutt’altro avviso è il Sindaco Gianni Alemanno, il quale preme per una risoluzione celere dell’inchiesta: “Bisogna andare avanti nelle procedure per aprire questi centri di raccolta dei rifiuti, in modo da chiudere il prima possibile la discarica”, conclude Alemanno, “Pertanto, mi auguro che il senso di responsabilità collettivo eviti di creare nuovi polveroni polemici che rischiano di ritardare e confondere gli atti amministrativi”. Nonostante l’approvazione del 18 gennaio scorso in Consiglio Regionale, anche il Piano Rifiuti ha continuato a far parlare: “Alemanno non solo ha scaricato su altri la responsabilità del futuro del territorio ma non ha ancora programmato gli interventi per rispettare le disposizioni sulla raccolta differenziata al 65% entro 10 mesi”, precisano Pedruzzi e Nobile, “Non era questo l’obiettivo minimo promesso dal centrodestra e dalla presidente Polverini affinché si eviti di clonare il mostro Malagrotta?”. Anche a Riano le indagini hanno dato ragione ai cittadini. Infatti i carotaggi dei tecnici inviati dal Prefetto il 2 marzo, hanno rilevato la presenta di una importante falda acquifera, in corrispondenza del nuovo sito di stoccaggio. Il comitato “No discarica” ha voluto precisare che da mesi la popolazione ne denuncia la presenza. Anche la conferenza di servizi ha fatto emergere dubbi sui siti provvisori, tanto da rendere necessaria la convocazione di un vertice il 12 marzo, cui hanno partecipato il Ministro dell’Ambiente Clini, Alemanno, Zingaretti, Polverini e il Prefetto Pecoraro. L’incontro ha predisposto una struttura tecnica guidata dal Segretario Generale del Ministero, Antonio Agostini, alla quale parteciperanno anche Comune, Provincia, Regione e il Commissario, volta a studiare la scelta dei siti provvisori. La convocazione del vertice è stata spiegata dal Ministro Clini, il quale ha parlato della situazione rifiuti nella Capitale: “Questo problema non nasce da un’emergenza improvvisa ma è il risultato di una situazione trascurata, forse semplicemente perché Roma ha pensato che tutto si poteva risolvere con la grande discarica di Malagrotta. Non è più così”. Il prossimo vertice è stato fissato per fine marzo, nel frattempo le opzioni individuate verranno vagliate e confrontate con gli altri siti proposti dalla Regione. L’obiettivo del Ministero sarebbe quello di coadiuvare le istituzioni nella costruzione un sistema di gestione dei rifiuti efficiente e in linea con le direttive europee. Il Ministro ha risposto anche alle richieste di dimissioni per Pecoraro: “Siccome è noto a tutti, e la storia degli ultimi 20 anni lo dimostra, che purtroppo la maggior parte delle procedure adottate in Italia per affrontare queste situazioni assomigliano al gioco dell’oca, vogliamo evitare di esercitarci in questo gioco”. Il Prefetto resta quindi in carica, e dovrà collaborare con la nuova struttura tecnica. I cittadini dei comitati radunatisi davanti al Ministero, sono riusciti a consegnare al Ministro la loro documentazione tecnica sui siti provvisori, per mano di Pedica (Idv), Bonessio (Verdi) e Nobile (Pdci e Fds), chiedendo l’istituzione di un tavolo di concertazione. Anche le dichiarazioni dell’opposizione regionale non sono mancate, in particolare i Consiglieri Luigi Nieri e Filiberto Zaratti (Sel) hanno messo ulteriormente in dubbio l’operato della Regione Lazio nell’individuazione dei siti: “Il ministro Clini smentisce l’operato della Regione Lazio decidendo ulteriori approfondimenti tecnici sui siti provvisori”. La risposta è arrivata dal consigliere regionale Andrea Bernaudo (Pdl): “Trovo grottesco che chi ha governato la Regione prima di noi, dopo non aver fatto nulla dal punto di vista strategico, oggi sia pronto a sentenziare negativamente il lavoro della Giunta Polverini”. Dura anche la risposta di Andrea De Priamo, Presidente della Commissione Ambiente di Roma Capitale, che accusa la sinistra di mancanza di lungimiranza nella gestione dell’AMA: “privata, da gestioni più che discutibili, degli strumenti per assicurare i servizi alla città hanno portato Roma a una condizione limite che solo grazie alla rinnovata visione d’insieme di questa amministrazione è stato possibile gestire”.
Ma il mese di giugno si avvicina e con essa la data prevista per la chiusura di Malagrotta. Ritardi e continui rinvii non fanno che allungare i tempi, aumentando i disagi per la popolazione che da anni convive con la discarica. “Qui la situazione è tanto grave che i rilievi sulle falde acquifere certificano l’avvelenamento del Rio Galeria, ormai uno dei corsi più inquinati d’Italia”, dichiara Gianni Paris, Presidente del Municipio XV, la cui vera preoccupazione riguarda i siti acquistati dalla COLARI nella valle di Galeria, in prossimità di Malagrotta, che potrebbero tornare a far parte dei siti possibili per lo stoccaggio dei rifiuti dopo la chiusura della discarica. “Questa idea era ormai tramontata anche davanti all’evidenza dei fatti ma ora sembra prospettata come un’ultima possibilità al ministro Clini”, afferma il Presidente Paris, attaccando poi il Sindaco Alemanno e la Presidente Polverini: “adesso non emettono alcun segnale e tentano di scaricare sul Ministro per l’ambiente le responsabilità e le decisioni scomode”. Le dichiarazioni delle istituzioni non sono certamente incoraggianti, con questa nuova struttura tecnica si dovranno revisionare tutti i documenti sull’indicazione dei siti, procedura che comporterà quasi certamente uno slittamento nei tempi di chiusura di Malagrotta. “Non penso che il ministro Clini possa calare dall’alto decisioni calpestando le istanze di migliaia di cittadini ed è paradossale che invece di pensare ad una bonifica della zona si pensi a una nuova discarica nella Valle Galeria”, è questo il pericolo secondo Gianni Paris, una decisione in extremis che si poteva evitare se le istituzioni avessero operato efficacemente. I prossimi appuntamenti con i rifiuti riguardano i ricorsi al Tar, ma soprattutto il nuovo vertice del 22 marzo. In quella data dovrebbero essere presentate indicazioni più chiare sui siti provvisori e con esse sarà possibile delineare il futuro di Malagrotta.

 

Leonardo Mancini