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Malagrotta, l’ufficialita’ dalla Regione: ancora una proroga

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Ciò significa che la discarica continuerà a funzionare, molto probabilmente, ancora per anni.

La nota del 31 dicembre 2010 della Regione Lazio recita così: “Il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, ha firmato l’ordinanza con cui si dà disposizione alla società Giovi Srl di avviare, entro sei mesi, il sistema integrato per il trattamento totale dei rifiuti di Roma (sistema di trito-vagliatura e di preselezione e riduzione volumetrica dei rifiuti solidi urbani), al fine di garantire il corretto smaltimento degli stessi. Nelle more dell’attuazione di quanto disposto, l’ordinanza consente il proseguimento dello smaltimento dei rifiuti urbani provenienti dai Comuni di Roma, Ciampino e Fiumicino, presso gli impianti di Malagrotta, di Rocca Cencia e via Salaria, sempre ovviamente nel rispetto delle quote consentite”.
La situazione della discarica è ormai nota: dovrebbe essere chiusa. Ma il condizionale è d’obbligo poiché, nonostante l’ordine arrivato nel 2007 da parte della Comunità Europea, nonostante sia ampiamente esaurita, nonostante l’evidente impatto ambientale, Malagrotta continuerà a funzionare sicuramente fino al 2013 e poi si vedrà. Comune e Regione si sono rimpallati a lungo la responsabilità di individuare un nuovo sito ma ciò ancora non è avvenuto e, mentre 30 sindaci della provincia di Roma hanno inviato una lettera a Napolitano e a Berlusconi preoccupati che il problema possa ricadere sul loro territorio, Renata Polverini, in accordo con il Sindaco Alemanno, vorrebbe il commissariamento per velocizzare, così, le procedure di individuazione del dopo-Malagrotta.
Ferdinando Bonessio, Presidente dei Verdi del Lazio, afferma: “È deprimente assistere al rimpallo di responsabilità che sta avvenendo tra la presidente Polverini e il sindaco Alemanno in merito alla questione rifiuti. E lo è ancora di più, perché uno parla di una nuova discarica e l’altro di nuovi inceneritori, senza che si intraveda l’ombra di una gestione diversa, che punti tutto su diminuzione della produzione del rifiuto, riuso e differenziata. Il linguaggio di Polverini e Alemanno è vecchio, come le soluzioni e le politiche che propongono, lontane anni luce da quelle adottate in tutti i paesi civili del mondo occidentale. Noi, visto il fallimento dell’Ama, facciamo delle proposte concrete, come la liberalizzazione del servizio di gestione della raccolta differenziata. Purtroppo però nel 2011, sentiamo ancora parlare di nuove discariche, mentre è urgente dichiarare lo stato di elevata criticità ambientale per la zona di Malagrotta”.
Lo stesso Bonessio ci racconta che il Capogruppo dei Verdi alla Regione Lazio Angelo Bonelli ha presentato un OdG, che sarà discusso dall’assemblea al primo Consiglio di gennaio, in cui si chiede di predisporre uno studio per dichiarare Malagrotta area ad elevato rischio di crisi ambientale.
Per Massimiliano Iervolino, membro di Giunta di Radicali Italiani: “Sulla mancata gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti nella Capitale, sia il centro destra che il centro sinistra hanno gravi responsabilità. Chi ha governato per anni Roma ed il Lazio non può non riconoscere le proprie colpe. Uno di questi è sicuramente Walter Veltroni che, con l’Ordinanza N.81 del 19 marzo 2002, costituì una Commissione di esperti allo scopo di “individuare in tempi brevi le iniziative da intraprendere per il miglioramento della gestione dei servizi di smaltimento dei rifiuti, per assicurare la chiusura dell’intero ciclo dei rifiuti e per conseguire l’innalzamento della qualità ambientale della città”. Alla fine dei lavori venne redatto un documento molto interessante ed articolato che, individuando modi e tempi, prefigurava l’obiettivo del 45% di differenziata da raggiungere entro il 2005. Per i componenti della Commissione la condizione necessaria, ma non sufficiente, per raggiungere tale ragguardevole percentuale era il superamento del modello dei grandi contenitori in sede stradale (multimateriale) ed il passaggio a quelli condominiali e di prossimità. Tale documento aveva come previsione finale: il recupero di materia per il 44.8%, il recupero di energia per il 26.4%, ed il conferimento in discarica per il 24.3%. La commissione fece un ottimo lavoro senza cadere in pericolose politiche populistiche, ma Veltroni non attuò mai le proposte e addirittura non le presentò mai alla stampa, e quell’illuminante atto rimase nei cassetti del Campidoglio. I motivi di quel comportamento omissivo sono facilmente intuibili da chi conosce la geografia dei poteri “forti” di Roma. Detto questo è bene ribadire che le responsabilità su Malagrotta sono bipartisan, infatti anche l’inoperosità di Alemanno è sotto gli occhi di tutti visto che, in quasi tra anni di amministrazione, non ha saputo individuare un’alternativa alle grandi discariche”.
Anche dalla Provincia di Roma arrivano accuse all’attuale Sindaco Alemanno attraverso le parole di Michele Civita, Assessore alle Politiche del Territorio e alla Tutela dell’ Ambiente: “Siamo molto preoccupati per le modalità con cui il Comune di Roma sta gestendo le politiche dei rifiuti. In due anni e mezzo, nonostante le reiterate promesse, non è stata individuata ancora una soluzione alternativa alla discarica di Malagrotta e viviamo una situazione di stallo molto allarmante. Non c’è una proposta, ma soprattutto manca un coinvolgimento reale di tutte le istituzioni locali, con il rischio concreto
di trovarsi a fronteggiare in futuro una situazione simile a quella di Napoli dovel’emergenza rifiuti è scoppiata proprio così: con il palleggio di responsabilità fra il Comune capoluogo e i comuni limitrofi. Il Comune di Roma non può pensare di chiedere soldi e poteri e poi di scaricare i problemi più scottanti fuori dal suo territorio. È una cosa che non sta in piedi. Ci appelliamo ad Alemanno affinché torni indietro da questa sciagurata strada intrapresa e si assuma la responsabilità di trovare un sito alternativo nel suo comune, che è tra i più grandi d’Europa”.
Andrea De Priamo, Presidente della Commissione Ambiente del Comune di Roma, spiega l’impossibilità di un’alternativa immediata ma invita gli amministratori a trovare al più presto una soluzione: “L’ordinanza di proroga della discarica di Malagrotta firmata dal Presidente Polverini, con la quale si dà disposizione alla società Giovi Srl di avviare entro sei mesi il sistema integrato per il trattamento dei rifiuti di Roma, rappresenta un atto necessario per trovare in tempi brevi una soluzione condivisa e coerente con il nuovo Piano regionale dei rifiuti. Vista l’impossibilità di trovare un sito a ridosso dei quartieri consolidati che insistono nel territorio cittadino, riteniamo debba essere considerata l’aria vasta della Provincia di Roma compresa nell’ambito del Sub-Ato individuato dalla Regione Lazio. In ogni caso siamo fiduciosi sul fatto che Alemanno e Polverini metteranno in campo tutte le misure necessarie per trovare presto un sito alternativo, che possa sanare i disastri compiuti dal centrosinistra. Disastri che vanno dalla mancata pianificazione del dopo Malagrotta, all’assenza di impiantistica per il trattamento della raccolta differenziata, fino al disastroso procedimento per la realizzazione dell’impianto di Albano, recentemente annullato dal Tar. Senza contare l’ipotesi, fortemente caldeggiata proprio dal centrosinistra, di ripiegare su Monti dell’Ortaccio: una eventualità che, se realizzata, avrebbe rappresentano una beffa ai danni dei cittadini della Valle Galeria”.

Andrea Falaschi