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Migranti: continua il dibattito sulla gestione dell’accoglienza

La Prefettura di Roma ha escluso parzialmente la CRI dal bando europeo per l’assegnazione di servizi di ospitalità per migranti richiedenti asilo sul territorio della Città Metropolitana

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tendopoli ramazzini alto

Alcune delle strutture che la Croce Rossa Italiana aveva proposto in risposta al bando sono state escluse dalle procedure di aggiudicazione per assenza di alcuni requisiti tecnici

L’ACCOGLIENZA – Lo scorso novembre la Prefettura di Roma ha indetto un bando, una gara europea volta all’individuazione di soggetti per l’affidamento di servizi di accoglienza relativi ai cittadini stranieri richiedenti asilo. Il bando copre tutto il 2017. L’area di Roma è suddivisa in lotti, ognuno dei quali secondo quanto riportato nel testo della gara potrà ospitare solo un numero limitato di ospiti, stabilito in modo proporzionale rispetto alla densità abitativa dei quadranti e il numero di migranti già presenti al loro interno.

L’ESCLUSIONE DELLA CRI – Al bando ha partecipato anche la Croce Rossa Italiana. L’associazione è al centro della polemica da diversi mesi per l’Hub di via Ramazzini. Il centro di prima accoglienza avrebbe dovuto chiudere il 31 dicembre, in virtù della scadenza della convenzione tra CRI e Prefettura, ma quest’ultima ad inizio gennaio ha firmato la proroga di un mese per le attività di accoglienza, in attesa di poter riorganizzare il sistema dell’accoglienza sul territorio della Città Metropolitana di Roma secondo il bando europeo di cui parlavamo sopra. Il documento della Prefettura, in cui è sancita l’esclusione parziale della Associazione Croce Rossa Italiana dalla partecipazione al bando, spiega le motivazioni di questa decisione. Nello specifico la Prefettura definisce non idonee quattro delle strutture presentate dall’operatore nella domanda. Il motivo, si legge, è l’assenza della certificazione urbanistica e sanitaria per alcuni dei locali/strutture proposte dalla CRI in risposta al Bando Europeo. Il riferimento è al Residence Tor Cervara (50 ospiti), alla Struttura al Centro (via Pacinotti per 24 ospiti) e al Villaggio della Solidarietà (Via Ramazzini per 216 ospiti). Escluso dalla procedura risulta anche il Residence Palestrina (Palestrina per 130 ospiti). In merito a quest’ultimo, si legge nel verbale, stata posta all’attenzione della Prefettura infatti una nota con la quale “il sindaco di Palestrina trasmette alla Prefettura di Roma l’ordinanza di demolizione n. 191 del 12/12/2016, relativa alla Struttura ‘Residence Palestrina, presentata dall’intestato operato economico”.

LE ACCUSE – “Apprendiamo che la Croce Rossa Italiana è stata esclusa parzialmente dal nuovo bando per il 2017 indetto dalla Prefettura per l’affidamento dei servizi di accoglienza per immigrati sul territorio di Roma Capitale. La comunicazione ufficiale dello scorso 13 gennaio emanata dal Servizio Amministrazione Servizi Generali della Prefettura di Roma certifica che una delle due tendopoli installate dalla Croce Rossa a Via Ramazzini non sia in possesso dei requisiti urbanistici e sanitari per svolgere l’attività di accoglienza. Mentre con una mano la Prefettura firma la proroga di questa struttura con l’altra la dichiara non conforme”, ha denunciato Fabrizio Santori in una nota, che seguita: “Nella stessa nota la CRI viene estromessa oltre che per la tendopoli di Via Ramazzini anche per altre 3 strutture: Residence Al Centro di Via Pacinotti, Residence Palestrina e Residence Tor Cervara”. Il consigliere ha poi espresso la sua preoccupazione in merito alla tendopoli che il politico ritiene, polemizzando, “non conforme con gli standard previsti, dallo scorso luglio accoglie complessivamente oltre 450 immigrati ed è attualmente in regime di proroga, nelle more dell’espletamento del nuovo bando”.

LA RISPOSTA DELLA CRI – Immediata è la risposta della Croce Rossa, che in risposta al comunicato di Santori ha controbattuto prontamente. La CRI ci tiene a fare chiarezza su alcune informazioni che circolano da giorni e in una nota dichiara: “Il centro di via Ramazzini non rientra nel bando di gara europeo della Prefettura di Roma che riguarda invece i Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS). Attualmente l’Hub di via Ramazzini che ha una capienza massima di 414 posti ospita soprattutto persone migranti che accedono al piano di relocation europeo, piano di partenze che nelle ultime settimane ha avuto una accelerazione rispetto all’andamento più lento dei mesi precedenti”, si legge nella nota inviata dalla CRI, che seguita poi parlando del proseguimento delle attività della tendopoli: “La Prefettura di Roma ha prorogato al 31 gennaio la scadenza del servizio. Siamo in attesa di notizie sulla sua eventuale prosecuzione o chiusura. L’informazione che circola relativa a irregolarità sull’Hub di Via Ramazzini è priva di fondamento e frutto di confusione, mala informazione e forse un po’ di leggerezza nel comprendere la questione. Sull’Hub si fa spesso propaganda a fini politici, mentre Croce Rossa di Roma assolve a un compito umanitario che le è proprio e anche di governo dei flussi migratori sul territorio romano in accordo con la Prefettura di Roma”, conclude la CRI.

Anna Paola Tortora

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