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Monteverde: mercati Niccolini e Vascello, quale sarà il loro futuro?

Con la Bolkestein alle porte si dovrà rivedere la sistemazione: il dibattito è aperto

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Tratto da Urlo n.158 Giugno 2018

MONTEVERDE – Questo numero parliamo di due importanti mercati rionali di Monteverde Vecchio: quello di via Niccolini e quello, molto più piccolo, di via del Vascello. Entrambi su sede impropria, sono al centro di una discussione che dura da tempo in merito al loro futuro. In vista dell’entrata in vigore della Bolkestein sarà necessario trovare per entrambi una soluzione alternativa a quella attuale. Sono varie le opzioni che sono state paventate e attualmente il dialogo è ancora aperto.

LE OPZIONI – Ne abbiamo parlato con Valerio Vacchini, Assessore al Commercio del Municipio XII: “Il problema è stato attenzionato, come successo per gli altri mercati del territorio. Abbiamo discusso con gli operatori di tre diverse alternative: la prima è una risistemazione del mercato in via Niccolini, dove potremmo predisporre circa 24 posteggi di cui 4 fissi e il resto mobili. L’altra opzione è lo spostamento a largo Oriani”. Entrambe le opzioni però prevedono un numero di posteggi inferiore rispetto a quelli oggi presenti nei due mercati (circa 30), ma in merito Vacchini ha rassicurato, confermando la volontà dell’amministrazione di tutelare tutte le postazioni: “Non è detto che gli operatori debbano essere collocati in un unico spazio, si potranno creare anche due diverse sedi per salvaguardare tutti i posti di lavoro”. La terza ipotesi sulla quale la discussione è ancora aperta è lo spostamento del mercato all’interno dell’area verde limitrofa alla Stazione Quattro Venti (che potrebbe ospitare molti più operatori). Lo spazio, concesso in comodato d’uso gratuito al Comune di Roma, è di proprietà di Ferrovie dello Stato, la quale, spiega Vacchini, “si è detta aperta a parlare di questa possibilità”. In tal caso però il problema sarebbe rappresentato dal quadro economico: “L’opera sarebbe molto onerosa. Chi pagherebbe il mercato? Il Municipio non è in grado di finanziarla. In più gli operatori uscirebbero dalla Bolkestein e quindi rientrerebbero in possesso della loro postazione, senza dover partecipare a un nuovo bando, solo prendendo parte all’attività economico-finanziaria (o se trovassero un soggetto promotore)”. Al momento però, seguita Vacchini, “i commercianti non hanno ancora espresso una preferenza rispetto alle varie alternative. Se non si giungerà a un’intesa saremo costretti ad agire con un atto di imperio”. Il Municipio ritiene che “l’alternativa migliore sia quella che i commercianti sceglieranno e che saranno in grado di finanziare (è chiaro che la spesa sarà molto diversa a seconda della strada che verrà intrapresa). La cosa fondamentale per noi è salvare i posti di lavoro e fornire un servizio alla cittadinanza”. Intanto il parlamentino sta proseguendo la sua fase valutativa, procedendo a tutte le verifiche del caso: “Abbiamo chiesto al PAU (Dipartimento dell’Assessorato all’Urbanistica capitolino) di verificare la normativa relativa agli stacchi – ha continuato Vacchini – soprattutto su via Niccolini (ovvero la distanza che deve intercorrere tra due edifici). L’obiettivo, eventualmente venga scelta questa opzione, è quello di ottimizzare il più possibile gli spazi e le distanze per garantire al maggior numero di operatori che hanno attualmente un banco fisso e volessero conservarlo, di rimanere a via Niccolini. Lì sulla strada, un’altra cosa che vorremmo fare per poter allestire un bel mercato, è procedere alla pedonalizzazione dell’area dove poi posizionare i banchi, fissi e mobili. Il quartiere infatti difetta di spazi di aggregazione. Pensiamo in un’ottica di rigenerazione dello spazio”. Probabilmente gli operatori saranno convocati “dopo la metà di giugno per affrontare nuovamente la questione”. Intanto il dialogo tra i commercianti stessi va avanti: “Ci stiamo confrontando tra di noi in merito alle varie ipotesi”, ha detto il Presidente dei due mercati: “Siamo in attesa di una convocazione da parte del Municipio per conoscere maggiori dettagli. Non siamo contrari a nulla, la discussione è in atto”.

OSSERVAZIONI – La questione era stata affrontata anche durante la passata amministrazione municipale, di orientamento Pd. A parlarci delle varie osservazioni in merito è stato Elio Tomassetti, Consigliere del parlamentino: “Avere un mercato incastonato all’interno di Monteverde Vecchio (come oggi è quello in via Niccolini, ndr) è molto diverso rispetto a spostarlo in una strada meno densamente popolata e più di passaggio in automobile. Credo che potrebbe essere un rischio per gli operatori. A non condividere lo spostamento sono anche alcuni Comitati di Quartiere. Ritengo che probabilmente rimanere in via Niccolini sia l’alternativa migliore. Oltretutto quella di Quattro Venti a nostro parere deve rimanere un’area verde, di cui la zona è priva. Il mercato è un servizio fondamentale ma sarebbe comunque un’opera di urbanizzazione pesante”. Il Consigliere ha raccontato di aver partecipato a un paio di incontri tra Municipio (attuale) e operatori e ha confermato “l’apertura di quest’ultimo a una fase di ascolto, senza però proposte vere e reali”. Sicuramente “si è ancora in alto mare per una mancanza di idee da parte degli operatori, ma c’è da dire che nemmeno il Municipio sa cosa vuole fare perché in Consiglio non è ancora stato portato un atto di indirizzo. L’amministrazione dovrebbe fare delle proposte”.

TUTELARE I MERCATI RIONALI – In ogni modo il mercato di via Niccolini non può più rimanere in quelle condizioni, hanno commentato Marco Giudici e Giovanni Picone (Fdi), Consiglieri in Municipio XII: “Deve essere adottata una soluzione, anche immergendo nel quartiere il mercato con strutture che garantiscano la bellezza e il decoro del servizio offerto. Non vogliamo ingerire nella scelta ma non escludiamo che si possa restituire al quartiere una struttura gradevole e allo stesso tempo funzionale”. Pur di salvare il mercato, “se necessario, ben venga una nuova collocazione, che sia però concertata con commercianti e residenti. I mercati sono degli esercizi di prossimità che stanno scomparendo ma che offrono una qualità altissima dei prodotti, che non si trova nella grande distribuzione. Da sempre ci battiamo per tutelare e valorizzare il commercio locale in tutte le sue forme”.

Anna Paola Tortora