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Municipio XII: al decoro di via Lami ci pensa Kuore di Roma

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“Ci occupiamo del benessere dell’individuo, come possiamo farlo nell’abbandono e nell’indifferenza?”

UNA PULIZIA PARTECIPATA – Come in molte parti della Capitale un gruppo di cittadini si è riunito e ha deciso di ripulire una strada. Un’iniziativa come molte se ne sentono in questi ultimi mesi, vuoi per maggiore senso civico oppure, come in molti affermano, per il peggioramento esponenziale delle condizioni delle nostre strade. Ma questa volta c’è una grossa differenza. Perché a rimboccarsi le maniche non sono stati i residenti, ma chi ogni giorno su quella strada e in quel quartiere lavora per migliorare la qualità della vita di tante famiglie in difficoltà. 

L’ASSOCIAZIONE – La strada che nei giorni scorsi è stata ripulita è via Emilio Lami nel quartiere di Monteverde Nuovo. A mettere mano alle ramazze ed a riempire diversi sacchi della spazzatura ci hanno pensato gli attivisti dell’Associazione Kuore di Roma nata circa tre anni fa e che si occupa di assistenza alle famiglie in difficoltà del territorio, attraverso l’erogazione di servizi che mirano al miglioramento delle condizioni di vita. “Il benessere dell’individuo è al centro di ogni progetto della Kuore di Roma – ci spiegano i volontari – ma come potrebbe essere possibile il raggiungimento di questo obiettivo se continuiamo a vivere in un luogo dove regna l’abbandono e l’indifferenza?”. 

EDUCARE AL BELLO E FARE RETE – In molti hanno criticato la gestione delle strade e della loro pulizia durante i giorni di festa appena passati, ma i volontari dell’Associazione ci tengono a precisare che la condizione di via Lami e di molte altre strade del quartiere è la stessa tutto l’anno: “Dopo alcune segnalazioni al numero verde, messo a disposizione dell’Ama, abbiamo deciso che non potevamo più aspettare e ci siamo rimboccati le maniche”. Muniti di scope e sacchi dell’immondizia, hanno provveduto alla pulizia della piccola strada dove è sita la sede operativa dell’associazione. In poco meno di due ore sono state riempite varie buste con foglie, giornali, volantini pubblicitari, mozziconi di sigaretta e piatti di plastica. “Crediamo fortemente nella educazione al ‘bello’ e alla teoria delle finestre rotte – sottolinea Alessandro, uno degli attivisti – l’intento è quello di creare una più forte e larga rete di partecipazione, dove i comitati, le associazioni e i cittadini, ormai stanchi, si uniscano e intervengano uniti dove l’inefficacia delle istituzioni si fa più sentire”. Una rete che saremmo felici di raccontare. 

Leonardo Mancini