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Municipio XII: cade il numero legale sull’incompatibilità del presidente del Consiglio

Picone, Giudici, Grosseto: “In nome dell'onestà torniamo a chiedergli le dimissioni”

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L’autosospensione e la cessione delle quote della società che gestisce l’Asilo Only Kinds, non sembra aver placato le polemiche innescate dai consiglieri municipali di Fdi nei confronti della posizione tenuta fino ad oggi dal Consigliere grillino Di Camillo.

LA VICENDA – La vicenda è strettamente legata al nido di via Aquilanti nel quartiere di Massimina, pronto ma chiuso da mesi. In un recente servizio di Striscia la Notizia il consigliere del M5S ha dichiarato: “Qui abbiamo nella zona altro asilo che attualmente non è tutto occupato, aspetto che fa venire dubbi su facoltà o legittimità di aprirne uno nuovo, quindi aspettiamo il bando e capiamo qual è la richiesta”. Una posizione condivisibile, ma l’altro nido citato da Di Camillo è l’Only Kids, gestito dalla Ro.ma Srl, della quale era amministratore e poi titolare, fino a mantenerne il 50 per cento.

IL CONSIGLIO BLOCCATO – Dopo due settimane di stop ai lavori del Consiglio Municipale, dovuto proprio alla gestione di questa vicenda, la seduta prevista per oggi è terminata in anticipo per la mancanza del numero legale, caduto dopo l’uscita dall’aula dei consiglieri d’opposizione: “Nel corso della seduta abbiamo abbandonato l’aula dichiarando di non riconoscere l’autorità ed il ruolo di garanzia del presidente, che per 10 mesi ha nascosto di essere titolare di una srl continuativamente sovvenzionata dal Roma Capitale. Condizione che ha lo ha reso incompatibile a ricoprire i propri incarichi secondo l’art. 63 del Testo Unico Enti Locali”, hanno spiegato i consiglieri di FdI-An Giovanni Picone, Marco Giudici e Francesca Grosseto.

LA RICHIESTA DI DIMISSIONI – “Il presidente del consiglio – proseguono i consiglieri – è un organo di garanzia e riteniamo che abbia tradito tutti i consiglieri, sia di maggioranza, sia di opposizione. Non è un caso che oggi sia caduto il numero legale a causa dell’abbandono dell’aula da parte delle opposizioni, ma anche delle assenze pesanti di un Movimento 5 Stelle lacerato da questa vicenda. Di Camillo ha ceduto le quote della propria società dopo che l’opposizione e la stampa hanno denunciato il fatto, ma pare non abbia intenzione di lasciare neanche il proprio incarico di garanzia. Egli è stato incompatibile per 10 mesi e molto probabilmente lo è ancora, perchè la sua condizione si è protratta nel tempo ed è divenuta insanabile. In nome dell’onestà torniamo a chiedergli le dimissioni”.