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Oasi Felina Azalea: dopo il buio un po’ di luce

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oasi felina azalea

Si apre il dibattito sull’Oasi Felina all’interno del Forlanini

Tratto da Urlo n.131 gennaio 2016

PORTUENSE – L’Oasi Felina AZALEA (Associazione Zampa Amica Liberi Ecologisti Animalisti), che si trova all’interno del complesso dell’ex ospedale Forlanini, da metà ottobre è rimasta senza corrente, come ci spiega la responsabile Daniela Froldi.

AZALEA, così come la conosciamo oggi, nasce nel 2004, fondata proprio da Daniela Froldi che ne diviene presidente e responsabile. Partita nel 1996 come “gattile Forlanini”, l’odierna Oasi AZALEA nel 2006 ha ottenuto l’iscrizione al Registro del Volontariato, settore Ambiente e Animali della Regione Lazio, divenendo quindi una Onlus. Nel 2009 l’Ospedale Forlanini concede all’Oasi un’ulteriore parte di terreno inutilizzata, consentendo ad AZALEA di ampliarsi: il nuovo settore è stato inaugurato nel novembre del 2010.

L’attuale stato di abbandono dell’ex nosocomio non rende però facile la vita ai volontari e ai gatti ospitati nella struttura. La causa della mancanza di corrente è da rinvenire nei furti di rame, che hanno sottratto l’energia elettrica ai circa 300 gatti attualmente ospitati presso l’Oasi. “Sono quasi le 19 di martedì 28 ottobre, tutto intorno è buio pesto, piove e stiamo cercando con una lampada da campeggio a batteria i mici per le terapie serali. Sono 19 anni che il gattile è nato e non ricordo di aver mai trascorso senza corrente elettrica tanto tempo come ora”. Così si legge in una news postata sul sito zampamica.it, il portale dell’Oasi AZALEA, lo scorso 28 ottobre. Tante le difficoltà che hanno dovuto affrontare i volontari insieme ai loro gatti, alcuni dei quali anche malati. E le conseguenze di giorni e giorni al buio sono state pesanti: nelle settimane scorse, ed a seguito di un sopralluogo, i Consiglieri del M5S in Municipio XII, Silvia Crescimanno e Daniele Diaco, hanno infatti evidenziato che, senza energia, la struttura si è trovata “sprovvista anche di riscaldamento e acqua calda, e sono rimasti spenti anche i frigoriferi contenenti i farmaci”. Déjà-vu. Anche nel giugno scorso si era presentata una situazione analoga, ricordano i due Consiglieri, che “con la collaborazione del deputato Paolo Bernini (M5S), eravamo riusciti a ottenere il riallaccio della corrente elettrica, ma dopo 4 mesi l’emergenza si è verificata nuovamente”.

Fortunatamente, però, né Daniela Froldi né i circa 300 gatti attualmente ospitati presso la struttura, si sono dati per vinti: sono state attivate una raccolta fondi, sulla piattaforma online GoFundMe, e una petizione, lanciata su change.org, con la quale si chiedeva di riallacciare la corrente al gattile. E così, dopo diversi contatti intrattenuti con la Regione Lazio, e anche grazie al supporto di quanti sostengono l’attività dell’Oasi, la prima battaglia è stata vinta e la corrente è stata riallacciata il 16 dicembre.

Molto altro, però, c’è ancora da fare. Tra i problemi da affrontare, quello relativo alla raccolta dei rifiuti, più difficile – spiega Daniela Froldi – da quando il Forlanini ha chiuso. Se prima la spesa era coperta, ora è a carico dei volontari: “Abbiamo contattato una ditta che ci ha proposto un prezzo sproporzionato, quindi ci organizzeremo per effettuare lo smaltimento dei rifiuti (organici) con i lombrichi”. Inoltre, dopo la chiusura dell’ospedale, avvenuta lo scorso giugno, risulta ora più difficile anche l’accesso alla struttura che ospita l’Oasi: i cancelli, infatti, restano chiusi durante le festività e la domenica e questo, secondo Froldi, sarebbe di ostacolo alle adozioni poiché sarebbero proprio i giorni in cui le famiglie avrebbero più tempo da dedicare a questo scopo. Lo ricordano anche i Consiglieri Crescimanno e Diaco, duri anche nei confronti della Regione Lazio: a seguito del sopralluogo effettuato verso la fine del 2015, la individuavano come “la diretta responsabile della cura di questi gatti” e per questo la accusavano di “dimostrare un evidente disinteresse per la tutela animale, venendo meno ad un suo preciso obbligo. Auspichiamo – concludono – che le Istituzioni competenti intervengano al più presto per ristabilire una situazione di normalità all’interno dell’Oasi Felina AZALEA, e che contestualmente ragionino su un progetto di salvaguardia di questa importante struttura presente sul nostro territorio, perché la problematica va ben oltre la situazione contingente”. Il destino della struttura sarebbe più roseo se, in virtù “della sua particolare posizione a ridosso del muro di cinta, venisse isolata dal complesso e dotata di un’entrata indipendente, in modo da permettere ai volontari che attualmente la gestiscono di poter proseguire la loro meritoria opera in maniera dignitosa e di gestire le adozioni efficacemente”. Buone proposte che non rimarranno solo buone intenzioni: il M5S, infatti, presenterà a breve alla Regione Lazio un’interrogazione “per conoscere il progetto e il destino relativo all’Oasi e ai suoi ospiti”.
Ospiti, ovvero gatti, che secondo il Consigliere di opposizione in Municipio XII Marco Giudici, meritano “un’esistenza dignitosa e serena. In un gattile deve essere garantito un servizio idoneo a evitare ogni sofferenza agli animali”.

Che l’Oasi vada “salvata ad ogni costo”, lo crede anche la Presidente del Municipio XII, Cristina Maltese, “poichè svolge un’importante funzione sociale: per questo va sostenuta e per questo ne abbiamo parlato anche al Presidente Zingaretti”. La riflessione della Maltese si fa poi più ampia: “Sulle politiche inerenti i diritti degli animali, come città siamo molto in ritardo. Dovremmo capire che esperienze come quella dell’Oasi Felina vanno incentivate e incrementate, poiché costituiscono un esempio per tutti noi”.

Martina Bernardini