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Parcheggio Donna Olimpia: dopo anni qualcosa si muove

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È stato disposto un dissequestro dell’area per consentire la rimozione della parte costruita abusivamente

 

Tratto da Urlo n.114 aprile 2014

MONTEVERDE – Dopo anni di immobilità qualcosa sembra muoversi intorno al cantiere per il parcheggio che sarebbe dovuto sorgere a via di Donna Olimpia. La sua storia inizia nel 2006 quando, nonostante il rigetto del progetto da parte del Municipio (allora XVI), con un’autorizzazione proveniente dal Campidoglio iniziarono i lavori per il parcheggio che comportarono l’abbattimento di una collinetta e di un immobile privato, di pregio e interesse storico-culturale, come il casale Pasolini. I lavori proseguirono finché, proprio dal Municipio, giunse una segnalazione per presunte irregolarità nell’edificazione dell’opera; la denuncia portò all’avvio di un’indagine e al sequestro dell’area con conseguente blocco dei lavori e apposizione di sigilli al sito: era il 4 novembre del 2011. In seguito nulla si è mosso per anni in attesa che il procedimento penale in atto si concludesse. Il cadavere del parcheggio è rimasto lì, a dominare la strada: il cantiere, la cui edificazione venne “lasciata a metà”, infatti, invade letteralmente il marciapiede, impedendo il transito ai pedoni costretti a camminare in mezzo alla carreggiata o ad attraversare la stessa per proseguire lungo il percorso. In passato Urlo si è occupato della vicenda ma senza poter entrare nel merito di cosa successe a causa dell’indagine in corso che impediva di conoscere i dettagli della motivazione del sequestro. Oggi, dopo circa 3 anni e mezzo, dicevamo che qualcosa sembra muoversi. È stato infatti disposto un dissequestro parziale dell’area allo scopo di consentire l’ingresso nel cantiere ad alcuni operai affinché la parte costruita abusivamente possa essere finalmente demolita e i lavori riprendere. Sembra inoltre che sia stato stabilito che la ditta responsabile della costruzione, oltre a provvedere alla rimozione dell’irregolarità, debba corrispondere una multa di circa 18mila euro. La rimozione dovrebbe avvenire nell’arco dei prossimi 60 giorni.
“Abbiamo preso atto dell’ordinanza per il dissequestro del cantiere – ha dichiarato Raffaele Scamardì (Pd), Assessore ai Lavori Pubblici e all’Urbanistica del Municipio XII – e speriamo che nel più breve tempo possibile si possa restituire decoro alla strada eliminando quella che ad oggi è una bruttura architettonica e dando un senso alla presenza di un’opera che adesso è realizzata a metà e che si presenta in modo difforme rispetto al progetto”.
Per il completamento del parcheggio, però, si potrebbe dover attendere ancora. La ditta che all’epoca si occupò della sua costruzione, infatti, sembrerebbe aver dichiarato fallimento; una nuova società dovrà quindi presentare un progetto ulteriore che dovrà essere approvato dall’Ufficio Tecnico del Municipio prima di ricevere la Dia (Dichiarazione inizio attività).
Sulla faccenda sono intervenuti anche Daniele Diaco e Silvia Crescimanno, Consiglieri al Municipio XII per il Movimento 5 Stelle: “Auspichiamo che questo cantiere di via di Donna Olimpia possa vedere presto la conclusione, con la rimozione della parte abusiva e il proseguimento delle opere, in quanto tale situazione ha provocato disagi e malcontento nella popolazione residente che si trova a convivere con un paesaggio fortemente deturpato. Ci impegniamo a seguire ancora questa vicenda, che ormai va avanti da troppo tempo, in modo da tenere informati i cittadini sull’andamento dei lavori e della sistemazione dell’area”. Marco Giudici, Presidente della Commissione trasparenza del Municipio XII, ha così commentato il parziale risultato ottenuto con il dissequestro dei giorni scorsi: “Chiedo che con l’ausilio dell’Ufficio Tecnico del Municipio e della Polizia Municipale sia garantita la legalità. Prima di cantare vittoria voglio attendere di vedere quel solaio demolito, che venga presentato il nuovo progetto e rilasciata la nuova Dia. Bisogna scongiurare l’ipotesi che possa sorgere nel sito un ecomostro, ma si pensi invece ad una struttura sostenibile per il territorio. Mi auguro dunque che il quartiere venga rispettato con un progetto che sia adeguato alle esigenze architettoniche di via di Donna Olimpia”.

Anna Paola Tortora