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Partirà a Malagrotta un monitoraggio ambientale del CNR

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Malagrotta (3)

Il progetto è stato affidato al Centro Nazionale di Ricerca dalla CO.LA.RI.: ma qui le istituzioni non hanno nessun ruolo.
A circa metà Novembre apprendiamo la notizia di un progetto affidato dalla CO.LA.RI. al CNR, per il monitoraggio dell’inquinamento atmosferico, relativamente alla costruzione del gassificatore di Malagrotta. Il documento di questo progetto recita: ”Scopo di questa indagine è stato quello di definire il grigio di riferimento della qualità ambientale prima della costruzione e quindi dell’attivazione dell’impianto per la produzione di energia elettrica dal CDR (Combustibile Derivato dai Rifiuti ndr) prodotto negli impianti di Malagrotta 1 e Malagrotta 2 in modo da consentire post operam una verifica degli eventuali impatti aggiuntivi prodotti”.
Quindi finalmente si avrà un monitoraggio ambientale come in molti si chiedevano da anni (comitati di quartiere e Municipio). Un monitoraggio completo della situazione della Valle Galeria, con un’analisi che definisca la condizione nella quale verrà a collocarsi il nuovo gassificatore. Maurizio Melandri del Comitato Malagrotta ci spiega: “è da molto tempo che chiediamo l’istituzione di un Osservatorio Ambientale Permanente per Malagrotta e la Valle Galeria. Una struttura di consultazione continua e sistematica fra ARPA, ISPRA, ENEA, CNR, Ist. Sup. di Sanità, X Dipartimento, Assessorato Ambiente della Regione e NOE dei Carabinieri, con la partecipazione di esperti indicati da noi. Siamo venuti a sapere adesso di questa indagine ambientale commissionata dalla CO.LA.RI., e dobbiamo presumere che sia stata fatta. Ovviamente con molte perplessità e dubbi perché, come già detto nel comunicato, nessuno qui nei dintorni di Malagrotta è stato in grado di vedere la benché minima installazione, fissa o mobile, che facesse ritenere vi fossero rilevamenti in zona”.
Ma quello che viene da chiedersi è come mai proprio la CO.LA.RI., società che gestisce la discarica e quindi potenzialmente responsabile dell’inquinamento, affida un progetto per il monitoraggio della zona e soprattutto perché lo affida al CNR. A questo Melandri risponde:”La risposta credo sia nella commessa stessa: ‘si prevede che l’impianto, complessivamente, porterà ad una diminuzione dei carichi inquinanti e quindi ci si aspetta una, seppur minima, riduzione delle concentrazioni’. In base a cosa questa previsione? Risulta incomprensibile l’affermazione del CNR, se non alla luce proprio della domanda: perché il CNR?…”
Abbiamo sentito anche il parere di Andrea De Priamo, Presidente della Commissione Ambiente del Comune di Roma il quale ci ha spiegato che “il CO.LA.RI., sulla base dell’incalzante attività e richiesta che viene sia dai comitati che dall’Amministrazione Comunale di avviare da Regione e Provincia un adeguato controllo sulla situazione di emissioni globale dal punto di vista dell’inquinamento ambientale dell’intera area della Valle Galeria, ha presentato un proprio studio sulla riqualificazione e sul monitoraggio complessivo. Naturalmente si tratta di un progetto di parte sul quale le istituzioni devono fare tutte le verifiche e organizzare il proprio sistema di monitoraggio indipendentemente da quanto proposto dal CO.LA.RI. Comunque noi ribadiamo che bisogna arrivare alla chiusura della discarica, che è inaccettabile pensare ad un’autorizzazione di una nuova discarica a Monti dell’Ortaccio sulla quale proprio il CO.LA.RI. ha fatto una nuova domanda, sia perché si chiuderebbe Malagrotta solo per poi aprire una nuova discarica sempre vicina allo stesso contesto urbano e sia perché si andrebbe a rafforzare di fatto un monopolio sulla gestione dei rifiuti. In questo senso l’atteggiamento della giunta regionale uscente è stato piuttosto vessatorio nei confronti del Comune in quanto si è andati a prevedere le discariche all’interno dei cosiddetti ATO (Ambiti territoriali; in questo preciso caso non si consente di andare fuori dal Comune di Roma n.d.r.) e quindi ha fatto bocciare preventivamente ogni discarica fuori dal Comune di Roma. Questo determinerà un rallentamento per l’indicazione di un nuovo sito, in quanto l’Ama aveva proposto una serie di siti anche fuori da Roma”. Invece Massimiliano Ortu, Vicepresidente del Consiglio e Capogruppo di Rifondazione Comunista del Municipio XVI afferma: “L’unica cosa certa è che controllore e controllato sono la stessa persona. Questo non è serio, è un’arlecchinata. Il monitoraggio deve essere messo in atto da società pubbliche come l’ARPA, che facciano sapere a tutti i cittadini, possibilmente su un sito web, tutti i risultati. In questo modo invece nessuno è informato, nessuno sa della società che controlla il monitoraggio. Noi del Municipio XVI non sapevamo nulla ad esempio. L’unica cosa che può fare il Comune è di spendere i 15 milioni di euro totali stanziati da Regione e Provincia per trovare un’area alternativa pubblica”. E sulla questione dei fondi stanziati interviene anche il Presidente del Municipio XVI Fabio Bellini (PD): “Abbiamo ottenuto un anno e mezzo fa 3 milioni di euro dalla Provincia, la quale li ha dati al Dipartimento X proprio per fare il monitoraggio di aria, acqua e suolo. Tra l’altro noi abbiamo fatto un incontro l’anno scorso in cui erano presenti l’Assessore Michele Civita per la Provincia, l’Assessore Fabio De Lillo per il Comune, Manlio Cerroni,delle associazioni ambientaliste e i comitati e la questione del monitoraggio era uscita fuori all’epoca: questa è una cosa inammissibile perché in pratica, pur avendo le risorse, l’amministrazione pubblica continua a non fare nulla”. 
Per ora la situazione riguardo Malagrotta è questa. Nei prossimi giorni sapremo come si evolverà la questione del monitoraggio da parte della CO.LA.RI. e quanta trasparenza ci sarà soprattutto verso i cittadini.

Marco Casciani