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Ripristinato il transito sulla Gianicolense. Ancora attese per via Moretti a Pisana

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Una traversa di via della Pisana è chiusa al traffico da giugno per una profonda voragine

Tratto da Urlo n.121 gennaio 2015

GIANICOLENSE-PISANA – A metà dicembre è stata ripristinata la circolazione sulla circ.ne Gianicolense. L’apertura di una voragine profonda 7 metri e larga 8, causata dalla rottura di una tubatura dell’Acea, aveva reso necessario il blocco della strada con conseguenti disagi per il traffico e per l’accesso delle ambulanze al PS dell’ospedale San Camillo. I lavori per ripristinare l’area hanno richiesto tempo ma per fortuna, nonostante il lieve ritardo (circa una settimana rispetto alle data inizialmente indicata come termine dei lavori), l’incubo è finito.
Ancora in sospeso è invece la vicenda che interessa via Moretti. La strada, una traversa di via della Pisana, è chiusa da più di sei mesi: il 15 giugno 2014 si è aperta una voragine la cui ampiezza ha da subito destato preoccupazioni. Nel punto, ci dice Raffaele Scamardì, Assessore ai Lavori Pubblici del Municipio XII, “mancavano molti metri cubi di terra e prima di procedere al riempimento della voragine è stato necessario attendere i rilievi”. È stata effettuata una prima video-ispezione che ha interessato la rete idrica e il manto stradale. In seguito il Municipio è stato autorizzato dal dipartimento comunale competente (SIMU) a riparare il danno provocato dalla voragine. I tecnici hanno dunque provveduto a riempire e ricoprire l’area ma pochissime ore dopo il termine dei lavori, prima che via Moretti fosse riaperta al transito, la voragine si è ricreata. Dall’esame non è emerso che a provocare l’apertura della falda sia stato un danno al “cervello” della fognatura; ad individuare la reale causa della voragine è stata una seconda video-ispezione di Acea condotta, come la prima, insieme agli uffici del Dipartimento comunale competente e del Municipio. Tutto questo avveniva alla fine di ottobre ma solo il 15 dicembre è stato affidato ad Acea l’incarico di intervenire e il cantiere è stato riaperto. Sono trascorsi sei mesi da quando la voragine si è aperta e dall’accertamento della causa alla ripresa dei lavori ne sono passati quasi due. A rallentare il tutto, ci dice l’Assessore, sarebbero state alcune questioni burocratiche e i lavori necessari per la messa in sicurezza del cantiere, ma non solo: “A detta dei tecnici Acea sarebbero emersi degli elementi di incertezza rispetto a come siano stati costruiti l’asse fognario e la strada”. Nel frattempo, in attesa di accertamenti, le riparazioni vanno avanti; saranno i successivi rilievi che porranno in evidenza se i lavori per le opere di urbanizzazione primaria del PdZ siano stati condotti a regola d’arte. Se così non fosse Acea potrà rivalersi su chi ha realizzato le opere. In merito alla tempistica ancora non è possibile fare previsioni certe.
La priorità del Municipio, dice Scamardì, “è che i lavori siano eseguiti in modo definitivo, anche alla luce delle informazioni emerse dalla seconda video-ispezione”. L’Assessore conclude ponendo l’accento sull’azione di pressione del Municipio che si sta interessando anche dell’illuminazione della strada (al buio da mesi) sollecitando gli uffici competenti affinché anche questo aspetto sia risolto: “La questione è una preoccupazione costante”, conclude parlando dell’intenzione di convocare all’inizio dell’anno una riunione per seguire l’iter dei lavori. Sul fatto è intervenuto Daniele Diaco, Consigliere municipale per il M5S: “Il municipio continua ad essere martoriato da voragini che si aprono a causa di lavori mal eseguiti, che evidentemente non tengono conto del grave rischio idrogeologico del territorio. Il dovere del Municipio è di vigilare e di pretendere che i lavori vengano eseguiti in modo efficiente, avvalendosi per questo anche di esperti per lo studio delle problematiche del sottosuolo”. Della necessità di uno studio approfondito del territorio ha parlato anche Marco Giudici, Consigliere municipale e Presidente della Commissione Trasparenza: “Ancora una volta si rende evidente l’importanza di un lavoro di verifica del sottosuolo che possa portare alla prevenzione di situazioni di questo genere”.

Anna Paola Tortora