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Roma, tangenti: Arrestati sette funzionari pubblici

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carabinieri campidoglio repertorio

Il Municipio XII potrebbe costituirsi parte civile

GLI ARRESTI – Con la serie di arresti compiuti ieri dagli uomini del Noe ai danni di sette funzionari pubblici si svela un altro pezzo del sistema corruttivo della Capitale. Questa volta sono i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria di strade e infrastrutture a finire nel mirino degli inquirenti. Ben 33 gare d’appalto che adesso sono al vaglio dei Carabinieri del Noe, un valore complessivo di sedici milioni di euro per i quali sarebbero stati pagati in due anni 650 mila euro di tangenti. I funzionari pubblici arrestati, come riportato da molti quotidiani e agenzie, sono Francesco Pantaleo e Stefano De Angelis, del dipartimento ‘Simu’ (Sviluppo infrastrutture e manutenzione urbana) di Roma Capitale; Roberto Brondi, Piero Seguiti, Doriano Carbonari e Paolo Fornaciari, impiegati rispettivamente presso i Municipi V, IX, X e XII di Roma e Franco Ridenti, tecnico della Azienda ospedaliera San Giovanni Addolorata. 

 

LA REAZIONE IN MUNICIPIO XII – Dal Municipio XII, una delle istituzioni coinvolte in questa ultima tornata di arresti, arriva la richiesta di controlli capillari sull’esecuzione dei lavori stradali nel territorio municipale. “Il Funzionario incaricato alla vigilanza e al controllo dell’esecuzione dei lavori sulle strade, sembrerebbe essersi accordato con le ditte, per risparmiare sullo spessore dell’asfalto e sul numero delle caditoie da pulire, in cambio di denaro – scrivono in una nota la presidente del Municipio Cristina Maltese e gli assessori Raffaele Scamardì, Daniela Cirulli, Tiziana Capriotti, Loredana Mozzilli, Luigi Munini, Franco Geraci – Tutto questo per noi è inaccettabile, se si pensa alla fatica che affrontiamo quotidianamente per rinvenire, ottimizzare e impiegare le già scarse risorse per rendere sicure e decorose le strade dei nostri quartieri”.

CONTROLLI CAPILLARI – Per fare chiarezza sulla vicenda dalla presidenza del Municipio XII è partita la richiesta di controlli costanti e serrati sui lavori pubblici: “I soldi pubblici devono essere utilizzati per la collettività e non finire nelle tasche di quella che si può definire una vera e propria criminalità organizzata – prosegue Cristina Maltese – Abbiamo chiesto al Direttore del Municipio e al Dirigente dell’Unità Tecnica di predisporre controlli capillari per verificare la corretta esecuzione degli appalti anche già chiusi e, nel caso si riscontrassero difformità nella loro esecuzione, di provvedere all’immediata diffida, nei confronti degli affidatari dei lavori, al rispetto del capitolato. Stiamo valutando con l’Avvocatura del Comune di Roma la possibilità di costituirci parte civile nel futuro processo, al fine di tutelare fino in fondo gli interessi dei cittadini del Municipio Roma XII e tutti coloro che, come noi, dentro l’Amministrazione compiono quotidianamente il proprio dovere nel pubblico interesse”.

LeMa