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Tendopoli Ramazzini: firmata proroga di un mese

L’Hub rimarrà all’interno della Croce Rossa fino al 31 gennaio

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tendopoli ramazzini alto

PORTUENSE – Sarebbe dovuta scadere il 31 dicembre 2016 la convenzione tra Prefettura e Croce Rossa per il centro per migranti a via Ramazzini. L’Hub però resterà aperto fino al 31 gennaio. La notizia ci arriva dalla CRI, destinataria di una comunicazione all’interno della quale la Prefettura annuncia, ci dicono, la “proroga di un mese per tutte le attività di accoglienza”.

IL MUNICIPIO – La conferma arriva anche dalla Presidente del Municipio XII, Silvia Crescimanno, che ha assicurato che il lavoro di monitoraggio sulla questione seguiterà: “Siamo in contatto con la Prefettura e abbiamo avuto molti incontri. Ultimamente non abbiamo ricevuto istanze particolari da parte della cittadinanza, ci auguriamo che la situazione possa essere sotto controllo”.

LE POLITICHE PER L’ACCOGLIENZA – Il rinvio potrebbe essere stato disposto in attesa di poter riorganizzare il sistema dell’accoglienza sul territorio. A novembre infatti la Prefettura ha indetto una gara europea per “l’individuazione di soggetti per l’affidamento di servizi di accoglienza e dei servizi connessi ai cittadini stranieri richiedenti asilo” per tutto il 2017. Il bando suddivide l’area di Roma e provincia in sei lotti e stabilisce il numero di ospiti massimo per ognuno di questi in base alla densità abitativa dei vari territori e alle presenze al loro interno di SPRAR o centri per migranti, per favorire una distribuzione più equa. Sulla base di questi calcoli, ad ogni lotto è assegnato un budget ma, precisa la Prefettura, il servizio sarà eseguito solo in caso di effettiva necessità. Il nuovo sistema, si legge, privilegia un’accoglienza “diffusa” in unità immobiliari distinte e premia le proposte “in strutture, ciascuna delle quali con un numero di ospiti non superiore a 10”. Insomma, il bando sembrerebbe lasciare spazio ad un tipo di approccio al tema differente rispetto a quello adottato fino ad oggi. Nello stesso tempo la stessa Prefettura ha indetto “una ricerca di mercato volta ad acquisire in locazione un immobile ad uso abitativo/residenziale, con capacità ricettiva di circa 1000 posti, da adibire ad Hub di prima accoglienza per i cittadini stranieri richiedenti asilo”, nell’ambito della Città Metropolitana di Roma Capitale.

BENE IL NUOVO BANDO – Il Pd saluta con favore il bando europeo. È la Capogruppo al Municipio, Cristina Maltese, a parlarne: “Esso ha previsto una modalità di accoglienza più strutturata, che era quello che auspicavamo. Il nuovo sistema si attesta su un modello diverso, in cui da strutture di accoglienza più stabili i migranti possono essere con più facilità smistati negli SPRAR in tutta Italia, alleggerendo così la Capitale”. La Maltese ha parlato di “un cambio di passo che prevede un ruolo importante degli enti locali. Il Comune – seguita – deve quindi organizzarsi ma mi sembra che in questo sia carente. Ciò non garantisce né l’accoglienza né la sicurezza”. Il nuovo bando, secondo la Maltese, è un inizio di cambio di ottica, ma “il metodo deve essere messo a punto. Deve essere velocizzata, ad esempio, la verifica delle domande di richiesta d’asilo, in modo che così verrà sveltito anche il transito” dai centri di prima accoglienza agli SPRAR (centri permanenti e non provvisori, come quello di via Ramazzini e quelli indicati nella gara europea, ndr), conclude la Maltese, che ricorda come quello degli arrivi nel Paese sia un tema che non si può eludere e che va governato bene.

L’OPPOSIZIONE – Dure sono le dichiarazioni del Consigliere regionale Fabrizio Santori e dei Consiglieri municipali Marco Giudici e Giovanni Picone (Fdi) che, in merito alla proroga per l’Hub di Ramazzini, hanno detto: “Seguiteremo a chiedere la chiusura immediata del centro, i cui ospiti hanno più volte violato il regolamento e quindi la convenzione tra CRI e Prefettura. Non vorremmo – proseguono – che questa situazione rappresenti l’ennesimo episodio che conferma che in Italia non c’è mai stata cosa più definitiva di una situazione dichiarata inizialmente temporanea e poi prorogata per anni”. Gli esponenti di Fratelli d’Italia hanno poi ribadito come, a loro avviso, la presenza dell’Hub abbia incrementato il verificarsi di eventi spiacevoli sul territorio, come “accattonaggio, elemosina, molestie e aggressioni a scopo di rapina, sfociate poi – ricordano – nella violenta aggressione di via Ascanio Rivaldi (ai danni della donna ferita gravemente a settembre scorso, ndr). Tutti questi episodi, che hanno creato forte allarme tra la popolazione, sono stati segnalati anche alla Procura della Repubblica e non possono e non devono rimanere inascoltati”.

L’INCENDIO – Intanto la notte del 6 gennaio, all’interno della CRI di via Ramazzini, si è verificato un incendio. All’inizio si è temuto che il rogo fosse di origine dolosa, ma in seguito è stata fatta luce sulle cause: una senza tetto, per scaldarsi, aveva acceso un fuoco in macchina. È bastato poco perché le fiamme divampassero coinvolgendo alcune ambulanze parcheggiate lì vicino. “Per fortuna la signora non ha riportato danni gravi”, dice la Presidente della CRI di Roma, Deborah Diodati, che seguita: “Credo che questo episodio sveli il dramma di chi vive in strada, una realtà a cui Croce Rossa è vicina nel fornire assistenza. È urgente e necessario trovare soluzioni più strutturate per dare riparo a queste persone”. “Come Municipio – ci dice Valerio Vacchini, Assessore alla Sicurezza – abbiamo contattato la CRI. L’incendio, ci è stato detto, si è verificato in un punto del comprensorio diverso da quello dove è ubicata la tendopoli. Speriamo che non accada più nulla di simile”. Forte preoccupazione è stata espressa anche da Santori: “Con l’incendio è andata in onda l’ennesima puntata di una struttura insicura e pericolosa. Solo l’intervento immediato dei Vigili del fuoco ha evitato una strage che poteva coinvolgere tutta la tendopoli”.

Anna Paola Tortora

Tratto da Urlo n.142 gennaio 2017

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