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Terrazze dei Colli: dagli ultimi piani camere con vista multa

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Riprendono i lavori di via Newton in attesa del TAR sulla multa di circa 5 milioni.

COLLI PORTUENSI – Torna in attività il cantiere delle Terrazze dei Colli. Dopo l’ultimo stop, per il mancato rispetto delle norme di sicurezza, si rivedono operai in fermento per la costruzione dell’edificio più controverso di via Newton. Dal 2006 quando il Comune dava il via ai lavori, si sono susseguiti tre sequestri in quattro anni, dilatando i tempi e incrementando il furore delle polemiche. Fabio Bellini, Presidente del Municipio XVI, spiega qual è l’oggetto del contendere: “Dal 2008, quando è stato cambiato il volume della struttura, al centro della questione non c’è il diritto a costruire o il fatto che l’impresa abbia effettuato lavori difformi rispetto ai progetti, ma se la documentazione fosse sufficiente a certificare la correttezza dei piani rispetto alle altezze dei palazzi vicini”. In parole povere: terrazze troppo alte. Lo stabile, costruito dal Gruppo Pulcini, avrebbe un’altezza superiore di almeno tre piani rispetto a quella degli altri edifici della zona. Se “I viaggi di Gulliver” venisse riletto in chiave edilizia, nella terra di Lilliput il gigantesco protagonista non troverebbe la calda accoglienza dei minuscoli lillipuziani. “Il problema dell’altezza non riguarda il regolamento edilizio – precisa Bellini – perchè la costruzione rispetta i 27,50 metri, ma è inerente l’area circostante”. Il nodo da sciogliere non è dato delle cubature: “La cubatura è quella consentita – sottolinea Bellini – anche se sono convinto che la costruzione sia impattante con i suoi 30.000mc su 24.000mq. Tuttavia, essendoci due concessioni edilizie del Comune, si può giungere ad una conclusione prevista dalle stesse norme comunali – conclude Bellini – L’ipotesi praticata dall’amministrazione Alemanno è quella di andare verso una multa da reinvestire sul nostro territorio”. Teoria che trova d’accordo anche Marco Giudici, consigliere PdL del Municipio XVI: “La multa deve essere pagata e destinata ad opere per il territorio come risarcimento. Lo stabile – continua Giudici – rappresenta l’esempio di ‘Italietta’ dove con un pagamento sani tutto. Le leggi non permettono l’abbattimento di costruzioni abusive ma favoriscono opere di remissione dell’abuso”. Le parole del consigliere non nascondono l’insoddisfazione degli abitanti: “Il cittadino è deluso perché non ha riscontri da parte dell’amministrazione e non vede la demolizione dei piani in eccesso. Da rappresentante dei cittadini temo che la struttura venga costruita nonostante le migliaia di firme che abbiamo raccolto in favore dell’abbattimento”. Una costruzione da finire tra rischi e speranze: “Il rischio – chiosa Giudici – è che passi il messaggio che chi sbaglia riesce a spuntarla mentre chi fa le cose per bene finisce con il soccombere. La speranza è che il TAR faccia pagare i 5.786.000 euro di multa e che vengano reinvestiti sul territorio”. Volge così verso una conclusione la vicenda di un progetto contestato e definito impattante sul territorio la cui nascita trova origini antiche, non perse nel più classico dei “c’era una volta”, ma rintracciabili nel 1972, anno in cui una delibera comunale definì edificabile la stessa area oggi al centro della controversia, all’epoca di proprietà dell’ENPAM (Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri). Da allora sono state costruite, nelle vicinanze, la strada che costeggia Villa Flora, una scuola d’infanzia e una media. Con l’amministrazione Rutelli, per mezzo della Variante delle Certezze del 1994, si cercò di evitare quanto già accadde alla celentaniana “Via Gluck” con il verde dei prati sostituito dal grigio del cemento. Il tentativo, tuttavia, non riuscì in quanto esisteva un diritto di fatto per la costruzione dei 30.000mc. L’Ente, non interessato ad operazioni urbanistiche ed impossibilitato ad usufruire dello strumento della compensazione edificatoria, che avrebbe permesso uno spostamento delle cubature, optò per la cessione della concessione edilizia al Gruppo Pulcini che aveva già effettuato dei lavori per l’Ente. A sei anni di distanza dal rilascio del permesso, il progetto delle “Terrazze dei Colli”, passato dalla giunta Veltroni a quella Alemanno, potrebbe ora divenire realtà previo il pagamento di una multa, per l’insoddisfazione di quanti negli ultimi anni si sono battuti in favore della demolizione e per la gioia delle casse dell’amministrazione che troverebbero respiro dalla cospicua sanzione inflitta al gruppo costruttore. E tutti vissero felici e multati.

 

Simone Dell’Unto