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Villa Pamphili: allarme sicurezza e degrado

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Occupazioni, furti e atti illeciti minano la tranquillità del parco e dei suoi frequentatori

Tratto da Urlo n.135 maggio 2016

MONTEVERDE – Allarme sicurezza a Villa Pamphili per la presenza di situazioni che minano la serenità dei cittadini. Ne abbiamo parlato con Paolo Arca, Presidente dell’Associazione per Villa Pamphili, che ci ha raccontato una storia di degrado, delinquenza, droga, prostituzione e occupazioni: “La sicurezza non c’è e non viene favorita. La Villa va tutelata, non servono nuove norme, ma che siano applicate quelle che esistono. È necessario un coordinamento delle Forze dell’Ordine”. Contro i furti alle macchine all’esterno e l’accesso in orari e da ingressi improvvisati, non autorizzati, “si devono installare delle telecamere”. Ma il problema principale secondo Arca “è il conflitto di competenze, ripartite tra Municipio (in minima parte), Sovrintendenza (che detiene la maggior parte delle competenze) e Comune di Roma. Non c’è coordinamento tra i vari soggetti”.

Claudio Santini, in rappresentanza dell’a.s.d. Albatros, organizzatore di molteplici eventi sportivi all’interno del parco, sottolinea come il fenomeno sia percepito anche dal mondo dei frequentatori sportivi e parla di assenza di coordinazione tra i soggetti coinvolti: “Le motivazioni per le quali si è arrivati alle situazioni di degrado vanno a mio avviso ricercate nella mancanza di una adeguata ‘cabina di programmazione’. Molti sono gli enti istituzionali tributati di competenze, dotati spesso di inadeguate risorse, ma non si ravvisa un’efficace azione di coordinamento” in grado di salvaguardare l’unicità della Villa e garantirne piena fruibilità. Occorre, secondo Santini in primo luogo “istituire uno snello tavolo ‘tecnico’ di programmazione pubblico/privato ove recepire le problematiche ed ipotizzarne le soluzioni, sulla base delle moderne tecnologie e con tempistica certa”. Quello della sicurezza della Villa, ha detto Cristina Maltese, Presidente uscente del Municipio XII e candidata per lo stesso ruolo, “è stato uno dei primi allarmi da me lanciati appena eletta, ma da allora poco è cambiato. La situazione va affrontata e credo che su questo ci siano stati dei ritardi. La competenza è della Sovrintendenza. Abbiamo chiesto ripetutamente più controlli e che gli immobili della Villa fossero impiegati per attività per i cittadini, perché inutilizzati e abbandonati sono bersaglio di occupazioni abusive. I vigili – seguita – operano sgomberi ogni 15 giorni trovando camere da letto improvvisate e cucinini. Ciò non è ammissibile. Gli interventi hanno un costo altissimo, senza parlare del degrado che subisce il parco”. Il tema è stato inserito dalla Maltese tra le priorità presentate a Tronca e, seguita la Presidente, dovrà essere all’attenzione del nuovo Sindaco. Durante i tavoli decentrati per la sicurezza e l’ordine pubblico, continua, “abbiamo chiesto un coordinamento delle le unità di controllo della Villa. Eravamo partiti con un calendario per non sovrapporle nei giorni e nelle ore, ciononostante il parco è enorme: serve un intervento di recupero complessivo e capillare, che interessi anche le strutture e le cancellate di protezione”.

“Non è vero che la Maltese si è impegnata per chiedere la sicurezza della Villa”, ha detto Marco Giudici (Fdi), Consigliere uscente e candidato Presidente alle prossime elezioni, “oggi, fuori tempo massimo, sta raccontando balle ai cittadini. Sotto la nostra prossima amministrazione la Villa sarà sicura e libera da occupazioni e malintenzionati, priva di abusi, con strutture destinate a servizi per i cittadini”. Sulla questione è intervenuto anche Daniele Diaco (M5S), Consigliere municipale uscente e candidato in Consiglio comunale: “Non è possibile che una Villa di tale pregio sia lasciata al suo destino a causa dell’immobilismo e del disinteresse delle istituzioni, che continuano a fare proclami sulla necessità di ripristinare la legalità al suo interno, ma che non mettono in atto nessun tipo di intervento concreto”.

Anna Paola Tortora