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Villa Pamphili: prosegue il botta e risposta sulla gestione

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FdI punta all’affidamento, mentre Maltese risponde: “Esperienze partecipate ma non una zona agricola”

IL PROGETTO DI FDI – Il 15 maggio scorso durante una delle visite la leader di FdI ha lanciato un’ipotesi di gestione delle diverse aree della storica villa. Il progetto ipotizzato da Giorgia Meloni riguarda l’affido di aree a cittadini e associazioni che hanno intenzione di occuparsi della villa, “una delle più belle d’Europa che oggi versa nel totale degrado. Dalle baraccopoli passando per la prostituzione, lo spaccio di droga – ha detto Giorgia Meloni – Vogliamo dividere la villa in aree, vorremmo che ci fosse, per esempio, partendo dalle serre del Settecento, un’area dedicata all’agricoltura biologica dove magari dare vita ad un piccolo mercato agricolo nel fine settimana, da parte degli agricoltori con i prodotti ‘made in villa Pamphily’ – ha spiegato – vogliamo poter rendere vivo anche questo spazio culturale. Insomma, abbiamo un grande progetto e pochissimi costi, un progetto che dovrebbe essere pilota per la riqualificazione di tutti i parchi della Capitale”.

L’ATTACCO AL PD MUNICIPALE – Dopo le idee lanciate da Giorgia Meloni non poteva mancare l’attacco alla presidenza uscente del Municipio XII. In questo caso è stato il consigliere regionale di FdI, Fabrizio Santori, ad attaccare Cristina Maltese: “La presidente uscente del XII municipio Maltese rappresenta una classe politica senza pudore, che non ha più alcuna legittimazione per parlare di Villa Pamphili, dal momento che in tre anni ha solo fatto voli pindarici per strapparla dalle mani della collettività e tentare di lottizzarla – scrive Santori – La Maltese, come l’ex sindaco Marino e il presidente della Regione Zingaretti, in tre anni non hanno portato nessun progetto concreto per la Villa ma solo chiacchiere e tentate speculazioni. È meglio che non parli della villa, perchè in poco tempo ha già fatto più danni dei suoi predecessori”.

LA REPLICA DEL MUNICIPIO XII – La replica a queste affermazioni, nonché al progetto prospettato dalla leader di FdI per Villa Pamphili, arriva direttamente dal minisindaco uscente Cristina Maltese, che attraverso il suo profilo Facebook spiega: “Chi dalle fila di Fratelli d’Italia mi attacca parlando di un mio progetto di privatizzazione di Villa Pamphilj non conosce l’uso delle parole e agita questo tema in modo strumentale. Un’idea del genere non mi ha mai neanche sfiorata – seguita rivolgendosi alla Meloni – Vorrei farle presente che non si tratta di agro romano, ma di una Villa Storica, il cui paesaggio è un patrimonio da tutelare. È necessario recuperare gli immobili che oggi versano in un forte stato di degrado e va bene che questo patrimonio sia aperto il più possibile alla cittadinanza, con la possibilità di organizzare nuove attività. Intorno alle serre possono nascere delle esperienze partecipate – aggiunge – ma certo la villa non può essere trasformata in zona agricola. Nelle serre del Sette e Ottocento si può pensare di avviare nuovi progetti di coltivazione, ma di certo nel resto della Villa no”. Per la Maltese sono altre le aree da destinare alle esperienze degli orti urbani: “Sulla Villa hanno competenza il dipartimento Cultura, quello dell’Ambiente, la Soprintendenza. Forse alla Meloni tutto questo sfugge – conclude – Da tempo chiediamo un coordinamento di gestione per intervenire su un patrimonio importante ma allo stesso tempo molto delicato della nostra Città”.

LeMa