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Villa Pamphilj: 16 indagati per il degrado delle strutture e del verde

Sotto indagine dirigenti apicali di Comune, Municipio e Soprintendenza Capitolina

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Foto Biblioteca Villino Corsini. Fonte: Associazione per Villa Pamphilj

ROMA – Sono 16 i dirigenti comunali, municipali e della Soprintendenza capitolina, ad essere finiti sotto la lente degli inquirenti. Sono infatti finiti sotto inchiesta per concorso omissivo in danneggiamento, occupazione abusiva e deturpazione del patrimonio artistico. La colpa, in poche parole, sarebbe quella di non essere intervenuti (nel triennio tra il 2015 e il 2018) per mettere fine al degrado di Villa Doria Pamphilj. I 184 ettari della villa in questi ultimi anni sono stati in più occasioni al centro delle cronache cittadine, sia per episodi occupazione dei molti edifici storici che la compongono, che per il degrado e l’incuria e l’abbandono che regnano sovrani in molte aree.

IL COMMENTO – Dall’opposizione in Municipio XII sono i consiglieri Picone e Giudici, assieme a Fabrizio Santori, portavoce di Difendiamo l’Italia, a commentare la notizia di queste indagini: “Pd prima e M5S dopo sono i veri responsabili di questo scempio lasciando in balia degli eventi la gestione di uno dei polmoni verdi più belli e unici d’Europa. In più di un’occasione avevamo rilevato l’inerzia da parte dell’Amministrazione capitolina, incapace di dare il giusto impulso per rilanciare la villa storica e le ivi strutture presenti, che mai aveva raggiunto questi livelli tra incuria, insicurezza, droga e prostituzione”. 

IL DANNO ERARIALE – Secondo i due consiglieri municipale una parte di queste indagini dovrebbero essere orientate a valutare l’eventuale danno erariale generato dall’incuria di questi anni. “Bisogna considerare che in questi tre anni gli immobili oggetto di sequestro oltre ad essersi degradati, hanno generato anche un danno economico al Comune di Roma sotto forma di mancati incassi per gli affidamenti o locazione degli stessi. Per questo chiederemo formalmente anche l’intervento della Corte dei Conti”.

L’UTILIZZO PUBBLICO – Tra le proposte avanzate negli anni dai consiglieri Picone e Giudici, c’era anche la possibilità, mai percorsa, di utilizzare le strutture e gli edifici affidandole in comodato alla Polizia Locale, alle unità cinofile della Polizia o ai Carabinieri a cavallo o ai forestali in cambio di un controllo della villa: “Nulla di tutto questo ma solo rifiuti, degrado e insicurezza”.

LeMa