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Zingaretti annuncia: per il Forlanini in arrivo 200mln dallo Stato

L’idea è quella di fare dell’ex Ospedale una ‘grande Città del Mondo’ con le sedi delle Università e degli Organismi Internazionali

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L’OSPEDALE FORLANINI – Qualcosa sembra muoversi nel futuro del Forlanini. L’ex nosocomio ormai dismesso negli ultimi giorni è stato citato in molte occasioni dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

ESTATE AL FORLANINI – Il 25 maggio scorso è stata confermata la pubblicazione di un Avviso pubblico per l’affidamento in locazione per l’estate dell’area esterna dell’ex ospedale di Monteverde. Si parla del periodo che va da giugno a settembre, durante il quale verrà messa a disposizione una porzione di circa 13.000mq del giardino antistante l’ingresso di via Ramazzini “per svolgervi una o più iniziative commerciali di carattere culturale, sportivo e per il tempo libero compatibili con il pregio ambientale e architettonico del sito”. La scadenza per la partecipazione è prevista per l’8 giugno.

IL CINEMA AMERICA – Il Governatore Zingaretti è poi tornato a citare l’ex nosocomio in relazione alla vicenda che ha interessato l’area del Cinema America a Piazza San Cosimato. Dopo le richieste di ‘abbassare il volume’ arrivate dal vice sindaco Luca Bergamo, e la volontà di ‘lasciare la città’ espressa dagli organizzatori, Zingaretti ha definito “una follia ostacolare o chiudere l’arena. Crediamo in una città viva e popolare. La Regione Lazio è a totale disposizione per salvare questa straordinaria esperienza di cultura e volontariato giovanile – per poi aggiungere – Se dovessero permanere assurdi meccanicismi di boicottaggio siamo pronti a ospitare i ragazzi nelle nostre strutture, da Trastevere al Forlanini fino al Castello di Santa Severa”.

200 MILIONI DALLO STATO – Il 30 maggio, in occasione della presentazione delle 10 Azioni per Roma, Zingaretti ha annunciato che lo Stato sarebbe pronto ad investire 200milioni di euro “per dare all’area del Forlanini anche una vocazione di grande Città del Mondo, dove collocare le sedi dei grandi centri internazionali, dall’Onu alla Fao ad altre, e con le Università farla diventare in parte una Casa dello Studente per giovani che vengono da tutto il mondo”. L’idea alla base di questo annuncio sembra essere quella di confermare quanto promesso nei mesi scorsi, con il ‘rilancio pubblico del Forlanini’ per superare “un buco nero che ereditiamo, una lunga storia di scelte compiute in passato entro una area a forte presenza ospedaliera – spiga Zingaretti – Abbiamo lavorato per due anni su un progetto con gli assessorati competenti: il Forlanini resterà pubblico, la vocazione sarà di servizio alla cittadinanza”.

IL PROGETTO – Sempre a quanto riferito dalla Regione il progetto prevede almeno ventimila metri quadri, oltre al parco, per la fruizione del quartiere, con uffici comunali, centri sanitari, laboratori, asili nido, i due teatri. “C’è quindi finalmente un progetto di rinascita che porterebbe a Roma investimenti per oltre 200 milioni che garantisce al cento per cento la fruizione di una proprietà pubblica da parte dei cittadini – conclude – È una di quelle sfide che se fatta insieme potrebbe diventare uno dei simboli di una città che si muove”

L’OPPOSIZIONE – Le critiche a quanto affermato da Zingaretti non sono mancate. Il capogruppo di Fi in regione, Antonello Aurigemma, quest’oggi ha replicato al numero uno della Pisana affermando che il problema del Forlanini non sarebbero le risorse, “ma la mancata capacità organizzativa della regione. Sono passati due anni da quando, a giugno 2015, la regione annunciava, oltre alla pulizia dell’area, anche due presidi di carabinieri e polizia e l’imminente uscita di un bando, del quale non si hanno notizie concrete. Ad oggi non è cambiato nulla – seguita – Anzi, il degrado è aumentato notevolmente e la zona è diventata ritrovo di senza fissa dimora. In sintesi, la struttura è stata chiusa per un presunto e teorico risparmio, ma alla fine il personale è stato spostato al San Camillo e la vigilanza è rimasta. Quindi, non comprendiamo quale guadagno ci sia stato, se pensiamo poi che adesso serviranno risorse per riqualificare gli edifici, totalmente distrutti dalle occupazioni e abbandonati all’incuria”.

Leonardo Mancini

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