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Aeroporti, Alemanno: spostare Ciampino a Viterbo? Si rischia un’altra Malpensa

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Ciampino

Il sindaco perplesso sulla chiusura del Pastine. Reagisce il sindaco di Ciampino e la Regione dice: sul terzo scalo decisione presa, politica e associazioni ambientaliste a confronto.

ROMA (da il Messaggero) – Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha detto oggi che un aeroporto low cost a Viterbo «è un progetto regionale» sul quale «io sono in po’ scettico, non vorrei riproporre l’esperienza di Malpensa, con la costruzione di un aeroporto dove non c’è nulla». Alemanno, parlando a Radio ti ricordi, ha aggiunto: «Vediamo come vanno elezioni e poi facciamo una scelta definitiva».


A primavera il voto regionale. Alemanno non lo dice apertamente, ma riferendosi alla prossima consultazione elettorale, pensa alle regionali della prossima primavera perché se ci fosse un cambio di amministrazione nella Regione Lazio (l’attuale presidente Piero Marrazzo ha già indicato in Viterbo lo scalo alternativo a Ciampino) ci potrebbe essere anche un cambio nei progetti.

Marrazzo ad Alemanno: parli con Berlusconi. «In questo momento noi agiamo in stretto accordo con il governo Berlusconi e con il ministro Matteoli. Abbiamo due obiettivi: la delocalizzazione di Ciampino e Viterbo. Se il sindaco Alemanno ha delle perplessità credo che il miglior confronto sia con Berlusconi e Matteoli», ha detto il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo.

L’Adoc con Alemanno, scetticismo condivisibile. L’Adoc «condivide lo scetticismo del Sindaco di Roma Alemanno sulla creazione dell’aeroporto di Viterbo, c’è il rischio che diventi un nuovo Malpensa». «No al terzo aeroporto nel Lazio, ma rendere più efficienti Fiumicino e Ciampino – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – Condividiamo lo scetticismo di Alemanno sulla nascita dell’aeroporto di Viterbo, diventerebbe una cattedrale nel deserto, visto che sono completamente insufficienti le infrastrutture di raccordo, sia su ferro che su strada. Con il rischio di pesanti ricadute economiche per il turismo romano. Occorre invece puntare l’attenzione sui due scali esistenti, per cui è urgente apporre delle migliorie».

Parroncini: Viterbo va bene. «In merito al sistema aeroportuale del Lazio, questa amministrazione ha delineato un piano ben preciso, e ha assunto decisioni che, non solo sono state già deliberate, ma che sono in piena fase di attuazione e sulle quali stanno lavorando sia il Governo nazionale sia Aeroporti di Roma». Lo dichiara in una nota Giuseppe Parroncini (Pd), assessore agli Aeroporti della Regione Lazio.

Rocca: perplessità Alemanno sono giuste. «Le perplessità avanzate dal sindaco Alemanno hanno la loro legittimità, poiché nell’impegnare nuovi fondi nella costruzione dell’aeroporto di Viterbo dobbiamo evitare che si ripeta l’esperienza di Malpensa. Il richiamo a valutare tutti gli aspetti di questa questione sono più che fondati. Per ciò che riguarda lo scalo di Ciampino, è bene valutare in tempi brevi non per la sua chiusura, ma per un ritorno alla vocazione originale che è quella di accogliere solo voli di Stato, poiché negli ultimi cinque anni, con l’avvento delle compagnie low cost, le movimentazioni sono aumentate di quasi il trecento per cento rispetto ai 60 voli giornalieri del passato».

A proposito dei problemi dell’aeroporto Pastine di Ciampino, Alemanno ha aggiunto: «Se abbiamo bisogno di un aeroporto dobbiamo avere delle regole che impediscano la costruzione di case vicino alle piste» ma una soluzione bisogna trovarla perché «non possiamo costruire aeroporti in mezzo al mare».

Il sindaco di Ciampino: dichiarazioni inaudite: «Ho letto con stupore le dichiarazioni del sindaco di Roma secondo il quale il disagio è circoscritto a duemila persone, dichiarando anche di voler capire meglio la situazione prima di mettere in difficoltà l’economia cittadina. È evidente che Alemanno non sa proprio di cosa sta parlando, e visto il suo ruolo ritengo molto gravi le sue affermazioni», replica in una nota, il sindaco di Ciampino, Walter Enrico Perandini.

Su Ciampino questione ambientale. «Ricordando ad Alemanno che lo scalo è per i 2/3 nel territorio di Roma e per 1/3 in quello di Ciampino, il sindaco di Roma dimentica che lo scorso 27 marzo, il sottoscritto, insieme al sindaco di Marino ed alla Regione Lazio, gli ha inviato una copia del monitoraggio dell’inquinamento acustico prodotto dall’attività aeroportuale, nel quale Arpa Lazio ha certificato l’esposizione di oltre 14.000 cittadini (e non 2.000) residenti nei Comuni di Roma, Ciampino e Marino ad un rischio per la salute. Lo stesso studio (Cristal) ha evidenziato come la capacità massima dello scalo sia di 60 movimenti aerei giornalieri, a fronte dei 162 attuali. Non solo Alemanno ha ignorato quel rapporto, senza mai prendere posizione al fianco dei Comuni che chiedono l’immediato ripristino dei volumi di traffico adeguati, ma si permette anche si fare allusioni sulle case costruite troppo vicino allo scalo, ed al disagio che i cittadini sapevano di avere al momento dell’acquisto. Anche qui la realtà è ben diversa. Quei cittadini e quelle case hanno convissuto per circa un secolo con lo scalo senza alcun problema, finché non si sa bene chi dal 2000 ad oggi ha permesso di aumentare del 600% i voli sullo scalo senza un opportuna quanto obbligatoria Valutazione di Impatto Ambientale che ne stabilisse la reale capacità. È evidente che per Alemanno il bene primario da tutelare è l’economia aeroportuale, mentre per la nostra amministrazione comunale è la tutela della salute dei cittadini».

Presidente provincia Viterbo: decisione già presa. Pronta anche la reazione di Alessandro Mazzoli, presidente della provincia di Viterbo: «La scelta di Viterbo come sede di uno scalo aeroportuale low cost è stata fatta dal Governo Prodi nel novembre del 2007 e confermata dall’attuale Governo Berlusconi. Le dichiarazioni rilasciate dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno, sono preoccupanti perché rischiano di bloccare una decisione già presa, a cui ha fatto seguito l’avvio di un iter che vede coinvolti rappresentanti delle istituzioni di ogni livello. Voglio inoltre ribadire che per la realizzazione di un aeroporto low cost, in vista del ridimensionamento di Ciampino, non esistono alternative a Viterbo. A questo punto, ritengo indispensabile una presa di posizione ufficiale da parte del Governo che sgombri il campo da ogni dubbio o scetticismo».

Interviene anche Legambiente (Adnkronos) – “Invitiamo il sindaco Alemanno a prendere un aperitivo sul terrazzo di uno dei duemila cittadini che vivono affianco allo scalo di Roma-Ciampino nel frastuono e nello smog dell’aeroporto, oppure su uno qualsiasi dei balconi lungo la Via Tuscolana sulla rotta di atterraggio degli aerei o ancora in una delle scuole di Marino lungo le rotte di decollo: avra’ certamente modo di verificare meglio di persona l’insostenibilita’ della situazione, l’impossibilita’ di vivere in quei luoghi”. Lo dichiara Legambiente in merito agli aeroporti di Roma-Ciampino e del Lazio.

“Sull’impatto ambientale – prosegue Legambiente – sono i numeri dei voli e dei passeggeri a fare la differenza, visto che quello scalo e’ passato da 500mila a 5 milioni di passeggeri in pochi anni. Proprio Legambiente con i comitati dei cittadini ha monitorato per prima la situazione, rilevando valori fuorilegge per le polveri sottili in nove casi su dieci nei duemilacinquecento rilevamenti effettuati, fornendo dati che hanno poi portato a quella importante rete di controllo che oggi esiste nello scalo”.

“Anche sulla nuova pista di Fiumicino, come su Viterbo e Frosinone, Legambiente ha sempre sostenuto che la scelta non poteva essere un terno al lotto in cui ognuno gioca i propri numeri, e questa – conclude – e’ l’occasione per ribadire la richiesta di una attenta valutazione di impatto ambientale, in mancanza della quale prima della scelta si rischia un nuovo caso Ciampino”.