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Affissioni elettorali: nuovo protocollo ma vecchi metodi

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Ad un pugno di giorni dalle elezioni, Roma è coperta di cartelloni elettorali.

ROMA – Qualche mese fa avevamo dato conto dell’impegno delle forze politiche nel limitare questo stato di degrado, ma purtroppo ancora non possiamo dire che l’impegno preso sia divenuto realtà: “Per quanto riguarda le affissioni elettorali, la Polizia locale di Roma Capitale ha intensificato la sorveglianza del territorio, visto che durante la campagna elettorale ogni partito ha i suoi spazi per i manifesti di propaganda. Purtroppo – afferma Davide Bordoni, Assessore alle Attività Produttive di Roma Capitale – nonostante l’invito delle istituzioni ad utilizzare soltanto gli appositi spazi per affiggere i manifesti, permane l’uso di deturpare l’ambiente cittadino con la copertura di muri, cassonetti dell’immondizia e qualsiasi supporto. Inutile dire che dovrebbero essere proprio i partiti a richiamare all’ordine chi affigge per loro i manifesti. Gli agenti di Polizia locale saranno scrupolosissimi nell’applicare le multe”. Nonostante l’evidente stato in cui versano i muri della nostra città, il 29 gennaio scorso le forze politiche si sono radunate in prefettura per sottoscrivere un protocollo d’intesa sulle norme elettorali. Una consuetudine che ha visto qualche variazione rispetto alle precedenti tornate elettorali. In particolare è stato interdetto l’utilizzo di alcuni luoghi per i comizi, tra questi le più belle e frequentate piazze della Capitale. Stesse regole valgono anche per la raccolta delle firme, per cui tali spazi rimangono interdetti. Di particolare interesse le considerazioni finali del documento, nelle quali si afferma che sarà il Comune di Roma ad assegnare le plance a ciascun partito, attraverso l’indicazione sul singolo spazio delle denominazioni degli assegnatari. “Comprendiamo il contesto di una tornata elettorale che sarà lunga ed invasiva, che arriverà a giugno e vedrà susseguirsi le campagne elettorali per le politiche e le regionali fino ad arrivare alle comunali e municipali – spiega Augusto Santori, Capogruppo de La Destra al Municpio XV – ma crediamo che a Roma nell’installazione delle plance elettorali si poteva fare decisamente meglio. La moltiplicazione dei cosiddetti bandoni al fine di evitare affissioni selvagge in tutto il territorio comunale non sembra funzionare e soprattutto crediamo che Roma Capitale avrebbe potuto e dovuto fare di meglio”. Alcune modifiche al protocollo hanno riguardato i controlli sulle violazioni: “È stato istituito presso la Prefettura-Ufficio Elettorale Provinciale un gruppo di lavoro composto dai rappresentanti dei comitati delle liste regionali, dei partiti e movimenti e dal Comune di Roma Capitale per la valutazione congiunta delle violazioni. Le Forze dell’Ordine – sempre dal protocollo – intensificheranno i controlli istituzionalmente previsti sulle società che svolgono attività di affissione”. Un protocollo questo che, se anche aggiunge alcune importanti novità, di certo non risolve la situazione di degrado in cui versa la nostra città. Proprio in occasione di questa lunga, anzi lunghissima, tornata elettorale non si possono lasciare le nostre strade in balia delle affissioni elettorali. Una regolamentazione, che in ogni caso deve esserci, deve essere imposta prima di tutto dai partiti e dai candidati. Si auspica una regolamentazione di carattere morale, di chi non dichiara di volere il bene della città, della regione e del Paese, imbrattandone i muri e le strade. Su questa vicenda è intervenuto il Presidente del Municipio XI, Andrea Catarci, che nei giorni scorsi si è scagliato contro la condanna a nove mesi e ventimila euro di danni comminata a Massimiliano Tonelli, l’animatore del Blog Cartellopoli: “Nella città europea con il più alto numero di cartelloni pubblicitari, la Giunta Alemanno ha installato migliaia di impianti per la propaganda elettorale. In barba ad ogni regola di buon senso e rispetto civile”. Catarci ha spiegato come queste plance siano collocate ovunque, “all’interno delle aree verdi, nei pressi delle fermate dei bus, ad ogni angolo e spazio libero rimasto sui versanti stradali, compromettendo ulteriormente il decoro urbano e mettendo a rischio l’incolumità dei cittadini, per l’instabilità strutturale e la collocazione. Non era possibile utilizzare i tantissimi spazi già esistenti ed in gran parte legalizzati dalla miope politica in materia della Giunta Alemanno? – continua Catarci – Quanto è costato questo ulteriore scempio alla Capitale e quanto costerà ripristinare i marciapiedi e le sedi stradali bucate?”. Al Presidente del Municipio ha risposto il Consigliere Pdl Andrea Baccarelli, che ha spiegato di rimanere perplesso davanti a tali affermazioni: “Le dichiarazioni del Presidente Catarci non finiranno mai di stupirmi, soprattutto quando è stato proprio lui ad installare dei cartelloni, mi riferisco a quelli su via Laurentina angolo Cristoforo Colombo, attraverso una trattativa privata con un’azienda. Questo – conclude Baccarelli – è l’esempio della solita poca trasparenza che ha caratterizzato questi ultimi cinque anni di giunta municipale di sinistra”. Il ruolo di vigilanza sulle affissioni è ben riportato anche all’interno del protocollo approvato dalle forze politiche, riportando ad esse quella necessità di regolamentazione di tipo morale che realmente può diminuire il degrado: “Le formazioni politiche o il gruppo di appartenenza si impegnano ad adottare le opportune iniziative dissuasive nei confronti dei propri associati che non osserveranno le norme di legge”. Nessuna scusa, nessun militante troppo zelante. Nessuna violazione dovrà passare quindi in sordina. Purtroppo non possiamo sapere, ma ci riserviamo di darvene conto, come si comporteranno le forze politiche al momento di pagare i conti delle violazioni. Quello in cui speriamo è un rinnovato senso della responsabilità, soprattutto di fronte a cittadini stanchi del degrado e pronti a recepire la propaganda elettorale da altri e più innovativi canali.

 

Leonardo Mancini